|
II Edizione:
Economics & Markets LAB
Come
molti avranno notato, riprendendo i lavori di questa "seconda edizione"
abbiamo ritenuto opportuno cambiare il nome del sito in un più
coerente Economics & Markets LAB. Per comodità, la URL
www.usemlab.com è
rimasta e rimarrà la stessa. A parte le prime due lettere
US, resta pur sempre acronimo del nome attuale.
In
effetti, nel corso dei primi tre anni di vita del sito, il focus
si era gradualmente spostato dal mercato azionario e dagli aggregati
macro americani verso un'osservazione più ampia dei mercati
e un'analisi più profonda dei processi economici.
Da
un lato, la gestione post-bubble da parte delle autorità
monetarie, che ha determinato una nuova, diffusa, e senza precedenti,
inflazione degli asset finanziari e immobiliari, ci aveva portato
a nuove riflessioni. Dall'altro, la curiosità intellettuale
all'origine delle prime analisi ci aveva spinto verso una ricerca
scientifica a sostegno delle nostre argomentazioni.
La
Scuola Austriaca di Economia, a favore dell'economia di libero mercato,
della proprietà privata, di una moneta sana e onesta, e contraria
invece all'intervenzionismo governativo, in quanto distruttivo dal
punto di vista sociale ed economico, ci aveva offerto quella che
riteniamo essere l'unica valida teoria per interpretare correttamente
le dinamiche economiche.
C'è
anche un'altra premessa da sottoporre all'attenzione del lettore.
Durante la prima edizione le analisi svolte sul sito sono state
frutto di una passione disinteressata. Per buona parte di quel periodo
si sono affiancate a una attività di studio a tempo pieno
sotto la guida del Professore spagnolo Jesus Huerta de Soto, straordinario
maestro di teoria economica Austriaca presso l'Universidad Rey Juan
Carlos di Madrid.
La mia nuova
posizione lavorativa (dal 1 giugno 2006 Marex Finacial un intermediario
specializzato su FX, Futures, Options, Equity Cash) mi costringe
adesso a conciliare quella passione con un lavoro. Ciò avrà
due principalmente due conseguenze.
Innanzitutto
diventerà naturale prestare una attenzione specifica al mercato
dei cambi. Fortunatamente questo focus ci permetterà di osservare
più da vicino e con maggiore attenzione l'attuale sistema
monetario mondiale. Nel mese di giugno l'oro si è sganciato
dalla stretta relazione con il dollaro registrando nuovi massimi
in termini euro, yen, sterlina, e schiudendo le porte alla seconda
fase del mercato bull, quella in cui dovrebbe diventare sempre più
evidente il ruolo monetario del metallo.
In secondo luogo, sarà
inevitabile cercare di utilizzare questo sito anche come strumento
di lavoro. Tutta la mia prossima attività di analisi e ricerca
sarà soggetta eventualmente alle sorti del mio rapporto lavorativo
con la stessa. E' mio sincero augurio che ciò non comporti
sostanziali differenze sui contenuti e lo stile adottato in passato.
1
Agosto 2005
Francesco
Carbone (era Lo Staff)
Nota:
la vecchia email staff@usemlab.com
ha lasciato il posto a un nuovo indirizzo: frasys@usemlab.com

I
Edizione: US Equity & Macro LAB
Non
era facile aggiungere un sito finanziario all'ampio panorama italiano,
per definizione di carattere esclusivamente informativo (come da
disclaimer), senza creare una inutile duplicazione che invalidasse
il nostro lavoro. L'abbondanza di materiale disponibile in rete
tende infatti ad annullare il valore marginale di ogni nuovo sito,
soprattutto qualora esso sia sprovvisto di quei tratti distintivi
che ne possano giustificare l'utilizzo e la consultazione.
La prima peculiarità di US Equity & Macro
LAB sta nel presentarsi come uno dei rarissimi siti italiani interamente
dedicati al mercato azionario americano. Se è vero che esistono
centinaia di siti in lingua inglese più specializzati di
questo piccolo laboratorio, è altrettanto vero che la loro
consultazione non è particolarmente agevole per la maggior
parte dei lettori italiani, soprattutto quando si tratta di dover
affrontare articoli di consistente lunghezza o analisi economiche
piuttosto avanzate.
Ma US Equity & Macro LAB nasce anche con un altro
carattere distintivo e scarsamente diffuso nei siti finanziari italiani.
Il riconoscimento, cioè, della più grande bolla speculativa
mai generata nei tempi moderni.
Non si tratta di un inutile riconoscimento ex-post. E questo per
due motivi.
Primo perché come potrete leggere in una delle
sezioni del sito lo scoppio della bolla tecnologica venne da noi
previsto e annunciato con una lunga lettera a colui che di quella
bolla è stato il miglior fomentatore nostrano.
In secondo luogo perché a nostro avviso la
vera bolla finanziaria non è ancora scoppiata. Ha subito
un modesto ridimensionamento, delimitato appunto al settore tecnologico,
ma la gran parte della montagna di carta finanziaria che la costituisce
viene ancora scambiata a prezzi irragionevoli.
La fase di mercato attuale che molti stanno festeggiando come il
nuovo mercato rialzista rappresenta niente altro che la distribuzione
finale di azioni ancora enormemente sopravvalutate.
Riteniamo che i danni maggiori ai portafogli degli investitori finali
debbano ancora emergere ed essi si manifesteranno col crollo dell'intera
piramide speculativa, non solo di una parte di essa come è
accaduto fino ad oggi. Una piramide alimentata costantemente dalle
istituzioni finanziarie, dai loro analisti, dai giornali, dai network
finanziari, e infine dai manager delle società stesse quotate
in borsa.
E' a questa che un giorno vorremmo poter suonare
il meritato requiem. Forse quel giorno non verrà tanto presto.
La speculazione azionaria di fine millennio non solo ha avuto come
prodotto di punta il settore tecnologico ma si è servita
e continua a servirsi proprio dell'innovazione tecnologica per cercare
di sopravvivere più a lungo di quanto si potesse ragionevolmente
prevedere.
Comunque sia, ci sembrano maturate le condizioni affinché
le forze economiche, a lungo imbrigliate in posizioni artificiali,
si possano finalmente muovere contro ogni forza manipolatrice alla
ricerca dei loro equilibri naturali.
E' su queste premesse che cominceremo il nostro lavoro,
cercando innanzitutto di spiegare cosa giustifica le nostre ipotesi.
Lo faremo con una analisi macroeconomica che forse vi dirà
quello che nessuno vi ha ancora detto per non spaventarvi e allontanarvi
dal mercato azionario. Ma di cui bisogna tenere conto per capire
le regole del meccanismo.
Il nostro scopo infatti non è di allontanarvi
dai mercati finanziari ma farvi conoscere prima di tutto l'ambiente
nel quale dovrete spostare le vostre risorse. Se siete arrivati
a questo sito ci siete arrivati spinti dalla voglia di imparare
qualcosa di più e per continuare a operare migliorando i
vostri risultati. Noi siamo qua per migliorare con voi, perché
riteniamo che lavorare sui mercati finanziari sia il miglior gioco
che la tecnologia ci abbia offerto direttamente a casa nostra, nonostante
l'abuso strumentale che ne è stato fatto.
Dicembre 2001
Lo staff
|