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il mercato obbligazionario che quello azionario hanno vissuto un
lunghissimo trend rialzista durato circa due decadi. Nelle fasi
di espansione e di prosperità economica è normale avere una correlazione
positiva tra il mercato dei bond e quello delle azioni. Gli utili
generati dall'economia affluiscono nelle diverse attività finanziarie
spingendone i prezzi al rialzo. Mentre i tassi di interesse scendono
gradualmente lungo un trend ribassista, obbligazioni e azioni godono
entrambe di ottima salute.
Come analizzato
tempo fa, la correlazione positiva durata quasi venti anni si è
rigirata negativamente a partire dal 1998. La crisi asiatica del
1997 segnò non a caso la fine dell'espansione economica mondiale.
Gli utili generati dal sistema, raggiunto il proprio limite fisiologico
all'interno di quel lungo ciclo economico, cessarono di affluire
in maniera parallela nei due comparti, bond ed equity, e cominciarono
a seguire, invece, una canalizzazione alternata.
Superata
la crisi asiatica, grazie a un forte afflusso di liquidità e a una
riduzione dei tassi di interesse, il mercato azionario americano
si riprese e si avviò verso la fase terminale dell'esuberante euforia
che culminò, come ben sappiamo, nella bubblemania. I bond, parallelamente,
soffrirono la mancanza di capitali freschi. Al picco della bolla
azionaria la relazione si invertì: i capitali esistenti iniziarono
a lasciare l'equity per rifugiarsi nei titoli di stato e nelle obbligazioni
con rating primario (flight to quality), dove negli ultimi trimestri
è affluita anche la maggior parte dei nuovi capitali.
Da diversi
mesi la relazione inversa è diventata ancora più stretta e si realizza
praticamente su base giornaliera: se salgono i titoli di stato (ovvero
se diminuiscono i tassi) scendono le azioni e viceversa. In altre
parole i movimenti inversi dei due mercati ci confermano che il
sistema non sta generando nuovi utili in grado di spingere al rialzo
entrambi i comparti. Il movimento complessivo è di pura trasfusione.
In esso si concretizza la vera resistenza del sistema finanziario
alla distruzione di quel debito in eccesso che rappresenta ricchezza
illusoria e la cui cancellazione è necessaria affinché possano crearsi
le basi di un nuovo ciclo economico espansivo.
Il problema
maggiore è che mentre le borse sono ancora intrappolate nel mercato
bear, e ancora lontane dal raggiungere valori che le rendano razionalmente
appetibili, il mercato dei bond continua ad approfittare dei tassi
più bassi degli ultimi 40 anni per emettere nuova carta da vendere
al pubblico. Secondo Bloomberg, ad esempio, la settimana scorsa
sui titoli corporate si sono avute emissioni per ben 27.8 B di dollari,
il dato più forte degli ultimi 15 mesi. In maniera analoga, l'aumento
del debito pubblico americano sta offrendo al mercato una quantità
di titoli ad abundantiam suscettibile di aumentare considerevolmente
anche nei prossimi trimestri.
I bond rappresentano
debito e il debito non ha mai assunto nell'economia americana dimensioni
così vaste e diffuse come in questo ultimo periodo. La quantità
di carta obbligazionaria in circolazione è enorme e spesso, grazie
alle molteplici forme che l'ingegneria finanziaria è riuscita a
produrre, riesce a nascondere il rischio di credito reale legato
all'emittente originario.
L'espansione monetaria
ha favorito e continua a favorire l'assorbimento di tale carta da
parte del pubblico e degli operatori istituzionali in cerca di maggiori
sicurezze. Tuttavia, i massimi raggiunti nell'ottobre del 2002 dai
tassi dei titoli di stato a 10 e 30 anni potrebbero avere segnato
negli USA il limite fisiologico del mercato.
In altre
parole l'assorbimento di carta obbligazionaria potrebbe essere sempre
meno facile e potrebbe richiedere di conseguenza un costo (tassi
di interesse) sempre più elevato (elevati). Qualcosa che ricorda
il picco della bolla azionaria. Da ottobre, sempre nel rispetto
della trasfusione di capitali tra mercato dei bond e obbligazionario,
i tassi dei titoli di stato hanno vissuto in almeno un paio di giornate
due ribassi molto anomali e quasi drammatici.
Lo
Staff |