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Commento del 05/02/2002

Un nuovo mercato bullish? Si, quello dell'oro.

Dow Jones -220 punti (-2,22%)
Gold +3,00 (+ 1,04%)
XAU* +2,46 (+3,91)


Per molti la giornata di ieri è stata disastrosa. Non per noi. I numeri riportati sopra ci sono piaciuti molto.
Come stavamo scrivendo appena ieri nel nostro report settimanale non abbiamo dovuto attendere molto per ottenere un'ulteriore conferma alle nostre aspettative sul prezzo dell'oro.

La giornata di lunedì 4 febbraio infatti ci ha dato un altro segnale di quello che si sta affermando come il vero mercato bullish del 2002. Non è un trend iniziato quest'anno, quanto piuttosto il consolidamento di una tendenza cominciata nel 2001 che sta cercando le conferme definitive. Dall'inizio dell'anno l'Amex Gold Index ($HUI)** è su di quasi il 30% e nelle ultime 52 settimane di circa il 70. Le azioni legate all'estrazione dell'elemento numero 79 della tavola periodica stanno performando benissimo nonostante il prezzo del metallo sia ancora intrappolato al di sotto di una forte area di resistenza.
Un chiaro segnale di supporto all'oro stesso, il cui mercato ha oramai costruito delle solide basi per una nuova e consistente ascesa. Le conferme definitive non tarderanno ad arrivare con la rottura delle resistenze sopra i 300 dollari.

Ma chi ne parla e soprattutto chi ne ha parlato recentemente?

La quasi totalità degli attori ufficiali dei mercati finanziari è impegnata da mesi in sforzi enormi per convincere la gente a comprare azioni ridicolmente sopravvalutate.
Le autorità e i management societari continuano, sempre da mesi, a parlare di una ripresa economica che inevitabilmente viene rimandata trimestre dopo trimestre.
Infine da mesi le teste parlanti (e poco pensanti) dei media e dei network finanziari contribuiscono a diffondere le voci di cui sopra con una amplificazione degna del Grande Fratello***, il supporto indispensabile, del resto, per cercare di tirare nuova aria dentro alla bolla speculativa.
Che da qualche anno sfida ogni legge economica di gravitazione.

Le voci contrarie che stanno annunciando un'inversione di tendenza nel mercato dell'oro non appartengono di certo a quelle di un regime che, oramai da troppo tempo, parla una unica lingua. Sono voci che hanno potuto diffondersi solo grazie al web e a cui rendiamo un piccolo omaggio includendole nella sezione links - commentary.

Comunque sia, cosa sta suggerendo l'inizio di questa probabile corsa all'oro? Inflazione? Può darsi. Noi però siamo convinti che si tratti di un indicatore ancora più forte: quello della fine del potere del dollaro. E con la fine del potere del dollaro anche dell'arrivo di una crisi profonda che coinvolgerà i mercati azionari.

Si tratta di una consapevolezza che aveva cominciato a serpeggiare nel corso del 2001. Abbandonata per l'euforia successiva al crollo delle torri (quale paradosso!!!) in questo inizio di anno sembra prendere nuovamente corpo e forse entro fine anno diventerà una convinzione molto diffusa.

Consideriamo una cosa: se un cittadino argentino alla vigilia della crisi avesse comprato dei dollari o un'altra valuta più stabile oggi si troverebbe molto più sereno. La svalutazione del peso non ne avrebbe intaccato il patrimonio. Forse l'americano che ha cominciato a comprare azioni legate all'oro sta facendo questo ragionamento. Ma a lui restano due scelte: o un'altra valuta alternativa al dollaro, come potrebbe essere l'Euro, o l'oro. Sicuramente, date le prospettive ancora meno rosee delle economie non US, la seconda alternativa si offre come la più sicura. Perlomeno finché il prezzo del metallo n.79 si trova poco lontano dai minimi storici degli ultimi 20 anni.

Del resto riteniamo che l'acquisto di oro sarebbe stata anche la mossa migliore per ogni risparmiatore argentino. Oro luccicante come quello che da qualche tempo i giapponesi stanno comprando in banca e che, ben diffidenti di un sistema bancario prossimo al collasso, si portano addirittura a casa.
Oro in lingotti come quello che la Cina sta accumulando da diversi mesi.

In quanti negli ultimi due anni hanno pensato di mettervi sotto gli occhi il grafico pluridecennale del rapporto Dow Jones/ prezzo dell'oro, anzi che illudervi su una rapida e robusta ripresa dei mercati azionari, di fatto impossibile? Ebbene l'avete trovato nella nostra home page, ingranditelo con un clic e studiatevelo bene. Al momento siamo ancora a quota 33.4! Dove potrebbe arrivare?
Vi invitiamo a esprimere la vostra opinione con una rapida mail al seguente indirizzo: dowgold@usemlab.com, magari fornendoci anche i valori relativi delle due variabili. Ad esempio il ratio potrebbe arrivare a 20, che potrebbe essere dato da valori rispettivamente di 8000 e 400, ma anche di 6000 e 300. Qualcuno parla di un ratio pari a 5, altri di uno addirittura inferiore! Fate voi i vostri conti.

Una ultima considerazione. Fino a qualche mese fa in America la capitalizzazione totale delle società legate all'estrazione dell'oro ammontava a circa 30 B di dollari! Una cifra ridicola se confrontata a qualunque azione del Dow Jones. Più o meno la capitalizzazione rimanente la settimana scorsa a WorldCom, una società che presto potrebbe finire nella lista fallimenti più clamorosi di Wall Street!

Ieri WCOM ha perso il 15,40% bruciando da sola 4,38B di dollari!
Dei 192B di capitalizzazione raggiunti nel 1999 con prezzi di circa 65$ per azione ne restano alla chiusura di ieri ancora 24B. Per qualcuno già destinati alla vaporizzazione totale!

 


*The PHLX Gold&Silver Sector (XAU)SM is a capitalization-weighted index composed of the common stocks of 9 companies involved in the gold and silver mining industry. XAUSM was set to an initial value of 100 in January 1979;

**The AMEX Gold BUGS (Basket of Unhedged Gold Stocks) Index represents a portfolio of major gold mining companies. The Index is designed to give investors significant exposure to near term movements in gold prices - by including companies that do not hedge their gold production beyond 11/2 years.

***Riferimento esclusivo al libro 1984 di Orwell, ogni altro riferimento al demente programma televisivo e ai suoi derivati è totalmente estraneo alle intenzioni dell'autore, n.d.a.


5 Febbraio 2002

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