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Oro sopra 325$: RED HOT ZONE (II)

(30/05/2002) Come avevamo già
scritto a febbraio, secondo le valutazioni di alcune fonti non ufficiali,
un mercato dell'oro in continuo rialzo sopra 300$ si farebbe estremamente
preoccupante per tutti quegli operatori con posizioni short (corte),
posizioni cioè in grado di generare guadagni solo in caso
di ribasso o, a seconda della strategia, con prezzi tendenzialmente
depressi non distanti dai minimi storici.
Contrariamente alle aspettative di questi operatori,
l'oro era entrato in zona calda già a febbraio, quando superò
300$. In quei giorni, dopo un movimento al rialzo di otto dollari
in un'unica giornata, una grossa banca di investimento dovette smentire
ufficialmente dei rumors circolanti aventi come oggetto presunte
e consistenti perdite.
Sopra 325$, soglia superata due giorni fa, il territorio
comincerebbe a diventare caldissimo.
Secondo le solite fonti, la zona di prezzo superiore
a 350$ sarebbe invece altamente critica. A questi livelli, infatti,
le posizioni corte di alcuni operatori potrebbero generare perdite
molto consistenti in grado di intaccarne la solvibilità finanziaria.
A parte gli speculatori occasionali, il prolungato
mercato bear dell'oro ha attirato nelle posizioni corte due categorie
piuttosto grosse di operatori. Una prima categoria è rappresentata
dalle società minerarie. Per coprirsi dal rischio di deprezzamento
del loro asset principale, molte di esse hanno intrapreso nel tempo
una serie di operazioni di vendita a termine della produzione, fissando
a priori il prezzo di vendita.
La seconda categoria è invece quella delle
bullion banks. Queste si sono garantite nel tempo enormi profitti
tramite una serie di operazioni molto semplici:
1) prendere a prestito l'oro a un tasso modestissimo (1%),
2) venderlo a pronti,
3) investirne il ricavato a tassi molto più alti (5-6%).
Un movimento del prezzo dell'oro al rialzo, come
quello che si è avuto da inizio anno, ha indubbiamente permesso
a qualcuno di chiudere le proprie posizioni corte (operazioni che
nell'insieme hanno sicuramente accelerato l'ascesa del prezzo),
ma potrebbe avere sorpreso altri operatori meno prudenti o più
avidi che, a questi livelli, si troverebbero ancora fortemente esposti.
Sempre secondo le solite fonti, la quantità
di posizioni corte accumulate nel corso del mercato ribassista,
e in particolare negli ultimi anni novanta, sarebbe talmente elevata
da rendere pressochè impossibile una ricopertura totale delle
posizioni.
Gli operatori esposti al ribasso si troverebbero
pertanto inermi di fronte a un evento considerato fino a qualche
mese fa impossibile: un nuovo e potente mercato rialzista della
reliquia barbarica.
Le strategie di speculazione che potrebbero rivelarsi
suicide, si sono basate infatti sul pericoloso presupposto che l'oro,
negli ultimi venti anni, sia stato completamente demonetizzato o,
in altre parole, sulla convinzione che il metallo, con l'abbandono
del gold standard e per volontà delle banche centrali, avrebbe
perso definitivamente la funzione monetaria ricoperta per millenni,
dalla fine del baratto e lungo tutto il corso della civiltà
umana fino al 1970.
Un assunto che potrebbe presto trovare una clamorosa
smentita.
30 Maggio 2002
Lo staff
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