| (09/09/02)
Il CRB è l’indice delle materie prime e viene calcolato
come media geometrica delle proprie componenti. E’ costituito
da 17 commodities raggruppate in 6 categorie:
Energy (18%): Crude Oil, Heating
Oil e Natural Gas
Grains (18%): Corn, Soybeans, Wheat
Industrials (11%): Corn Cotton
Livestock (11%): Live Cattle, Lean Hogs
Precious Metals (18%): Gold, Silver, Platinium
Soft (24%): Cocoa, Coffee, Orange Juice, Sugar

Indice delle commodities marzo 2000 – settembre 2002 (chart
settimanale - fonte: bloomberg)
Come possiamo vedere dal grafico nell’ottobre
2001 i prezzi delle commodities hanno invertito un movimento ribassista
conclusosi intorno a un valore di 180. Dopo quasi un anno di rialzi
il CRB si sta approssimando a una vecchia resistenza posta intorno
ai 235 punti.
Probabilmente, prima di proseguire l’attuale fase rialzista
l’indice dovrà lavorare intorno questi livelli, consolidandosi
o magari ritracciando parte dei guadagni accumulati negli ultimi
due mesi.
Ciò che risulta strano è che generalmente
un rialzo dell’indice delle commodities si accompagna ad aspettative
inflazionistiche e quindi a un rialzo dei rendimenti dei titoli
di stato. Tuttavia, come visto anche con il precedente articolo,
i tassi dei titoli di stato americani si trovano ai minimi degli
ultimi 40 anni, con il tasso del bond decennale che oscilla da qualche
giorno intorno al 4%.
Una interessante anomalia. Come quella esaminata
di recente che da qualche anno pone in stretta correlazione i tassi
di interesse e il mercato azionario.
Nella primavera del 1987 i prezzi dei bond fecero
un top per crollare parallelamente ad una rapida ascesa dei prezzi
delle commodities e preparando il terreno per il crash del mercato
azionario che seguì in ottobre.

(fonte: www.krk-imra.com)
Qualora l’indice delle commodities riuscisse
a rompere la prima resistenza intorno ai 235, la prossima sarebbe
situata poco sopra i 250 come mostra il grafico trentennale dell’indice:

Indice delle commodities 1970 –2002 - fonte: Bloomberg
Qualora anche la seconda resistenza venisse rotta
per proiettare il rialzo dell’indice verso i 300 punti, i
prezzi dei bond dovrebbero ragionevolmente riprendere la correlazione
inversa con il CRB e porre le basi, analogamente al 1987, per una
discesa piuttosto brusca delle quotazioni azionarie.
Uno sviluppo piuttosto interessante. Mentre gli esperti
continuano a sostenere in maniera oramai patetica le loro ipotesi
sulla ripresa economica e delle borse, i grafici continuano a non
mentire e da tempo stanno mostrando chiaramente le tendenze in corso
e le prospettive future.
I mercati azionari sono ancora ben collocati nei
loro trend discendenti. La correlazione positiva con i rendimenti
dei bond a lungo termine rappresenta una strana anomalia che si
prolunga oramai da troppo tempo. Da qualche mese la tendenza rialzista
dei prezzi delle commodities comincia a essere altrettanto chiara
e si pone anche essa in strana correlazione negativa con i rendimenti
dei bond.
Qualcosa evidentemente non torna e forse la
spiegazione è riconducibile ancora una volta all’ipotesi
che i prezzi degli asset cartacei finanziari siano estremamente
sopravvalutati.
Lo staff
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