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(18/09/02)
Pubblichiamo di seguito, come promesso nel nostro ultimo articolo,
la traduzione del saggio del 1966 di Alan Greenspan. Consigliamo
vivamente, anche ai più esperti in materie economiche, di
procedere a una lettura attenta e particolareggiata. Quelle parole
scritte quasi quaranta anni fa sono infatti, a nostro avviso, una
splendida e necessaria immissione di aria fresca per le cellule
cerebrali, quotidianamente intossicate dalla marea di eresie economiche
che gli esperti continuano a propinarci con insistenza e scarso
senso del pudore.
La lettura si rivela ad ogni passo brillantemente
istruttiva. Gli immutabili fondamenti economici descritti nel saggio
sono stati e continuano a essere rinnegati sia dalle parole sprecate
di coloro che da oltre due anni prevedono la sfuggente ripresa economica
che dai mercati finanziari stessi, perlomeno quelli degli ultimi
dieci anni. A nostro avviso ciò è riconducibile all’operato
di quelle forze che, pena la propria sopravvivenza, stanno cercando
di impedire il ripristino integrale delle leggi e delle regole economiche
esposte nel saggio.
La cosa più sconcertante sta senza dubbio
nel riuscire a credere che questi semplici concetti siano stati
esposti così chiaramente dalla medesima persona che, a distanza
di circa trenta anni, li ha violati nella maniera più incredibile
e assurda che la storia economica e dei mercati finanziari ricordi.
Una paradossale contraddizione che ci porta
a riflettere e a pensare che qualcosa, veramente, non funzioni come
dovrebbe. Che cosa possa essere lo scopriremo forse col tempo, grazie
magari al lento dispiegarsi del mercato bear in corso, l’unico
che, al di là di ogni idiozia detta e raccontata negli ultimi
anni, e al di là dei sentimenti di disprezzo di cui si fa
ingiustamente carico, potrebbe riuscire a svelarci un barlume di
verità e a indicarci con maggiore chiarezza quale sia, tra
tutti, il vero re nudo.
Lo staff
Gold
and Economic Freedom - Alan Greenspan. 1966 |
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