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(23/11/05)
Parlando di oro, una delle peggiori espressioni in circolazione,
a volte infelicemente adottata anche da persone vicine al pensiero
economico della Scuola Austriaca, è quella di definire l'acquisto
di oro un "investimento". Si tratta a mio avviso di un
altro trucco semantico, non molto dissimile da quello adottato negli
ultimi 50 anni da banchieri centrali e statalisti di tutto il mondo
in merito al termine inflazione.
Il fine
subdolo è quello di eliminare l'idea dell'oro come moneta.
Riuscire a arrivare dove non si è mai riusciti ad arrivare
neanche per decreto. Nel
pazzo mondo della moneta di Stato la carta diventa moneta, l'oro
si riduce a un banale investimento come l'acquisto di un terreno,
un fabbricato, un'azione, un titolo obbligazionario. Et voilà
le jeux sont fait. Meraviglioso. Peccato che l'oro non offra rendimenti.
Non stacchi cedole. Qualcuno infatti perplesso si chiede spesso,
ma che razza di investimento stupido. Non ha tutti i torti.
Per dare
un'idea, e usando termini di paragone comprensibili a chi è
avvezzo al pazzo mondo e non si pone questioni più profonde
di quale sarà la prossima squadra a vincere il campionato,
potremmo dire che definire l'acquisto di oro un investimento è
come definire la vendita di un bot o di un cct "investimento
in banconote denominate in euro" da tenere sotto il materasso.
In altre parole un nonsenso.
Acquistare
oro significa invece più semplicemente procurarsi quella
moneta autentica che, come traducevo ieri dal pezzo
di Rockwell, trascende generazioni, nazioni, stati. Vuol dire
entrare in possesso di una moneta garante di se stessa. Non ha importanza
chi sia stata a coniarla, dove e quando l'abbia fatto, quale forma
abbia deciso di dargli. Per qualificarla e valutarla ciò
che conta è il peso e il grado di purezza. In tutti i casi
essa dura nel tempo, senza essere distrutta dall'azione di un governo
o di una banca centrale.
L'atto di procurarsi
tale moneta assume particolare valore in periodi storici come questo
in cui l'azione delle banche centrali o dei governi centrali minano
in maniera accelerata la prosperità delle nazioni. Benchè
spesso passi inosservata, soprattutto agli inizi del processo, la
prima vittima di questa intervenzionismo economico è proprio
il denaro come mezzo di scambio. Quel denaro, attenzione, decretato
arbitrariamente dall'autorità statale e supportato solo da
una vaga promessa di pagamento, della quale non si conosce esattamente
la futura contropartita.
Viviamo
da quasi trentacinque anni in un mondo di carta moneta totalmente
non convertibile. E' uno stato del mondo che non ha precedenti nella
storia, solo episodi isolati, finiti tutti tragicamente, anche recentissimi.
La cosa più rilevante tuttavia è che tale condizione
non è emersa spontaneamente come scelta deliberata da parte
di singoli individui liberi e indipendenti. E' uno stato del mondo
imposto politicamente che viene regolato burocraticamente. Ciò
è garanzia quasi assoluta che sia uno stato del mondo destinato
presto o tardi al fallimento.
La gente
comune non se ne rende più conto, o ancora peggio se ne rende
conto e accetta la cosa come un dato di fatto senza alternative,
ma il denaro, cuore e linfa vitale di ogni sistema economico avanzato,
è regolato arbitrariamente in tutte le sue fasi da un pianificatore
centrale, che si arroga il diritto di emanarlo secondo una quantità
a suo piacemento, imponendolo come mezzo di scambio e chiamandolo
di volta in volta dollaro, euro, yen etc etc. Come se ciò
non bastasse ne fissa anche il costo o tasso di interesse, valore
che in un libero mercato dovrebbe essere il risultato dell'insieme
delle preferenze individuali nella scelta tra beni presenti e beni
futuri.
Naturalmente il fine
di tale controllo è creare e massimizzare la prosperità
per tutti, né più né meno di come faceva il
politburo russo quando definiva i propri piani economici quinquennali.
La storia insegna all'atto pratico, mentre Mises dimostra con la
teoria, che tale sistema è destinato al fallimento. Contiene
nelle proprie premesse i semi della propria autodistruzione.
La moneta
metallica, per contro, non è stata scelta, nè imposta,
nè viene regolata arbitrariamente da alcun gruppo di burocrati.
L'oro come moneta metallica è un prodotto del libero mercato.
E' stato selezionato come la migliore delle monete possibili dalle
azioni e dalle preferenze individuali di centinaia di generazioni
di esseri umani. E anche se oramai in maniera inconscia, tale selezione
è radicata nello stesso dna umano, pronta a riemergere in
qualunque momento.
Non c'è
autorità che possa negare all'oro questo ruolo monetario
per decreto. Può ricorrere come ha fatto negli ultimi cinquanta
anni ad ogni subdolo mezzo per confondere le idee, riuscendo per
certi periodi anche ad avere successo nelle proprie politiche antieconomiche
stataliste. Naturalmente non senza il prezioso appoggio di economisti
che stanno alla scienza economica come l'homus erectus stava alle
scienze informatiche. Economisti ovviamente ben ripagati dei loro
contributi "scientifici" con posizioni di prestigio in
università pubbliche, uffici di consulenza per il governo,
o posti a sedere nei consigli direttivi delle banche centrali o
di enti sovranazionali.
La gente
comune del resto attraversa periodi di stupidità collettiva
dei quali poi si pente profondamente. Come non giustificarla di
fronte al più efficace di tutti i sotterfugi mai escogitati
per ingannare e depredare la maggioranza dei sudditi di qualunque
governo: l'invenzione della moneta cartacea!
Tuttavia
nel lungo termine l'autorità finisce con il brancolare nel
buio e rimane vittima delle proprie scelte autoritarie. Niente di
male se non fosse che ad accompagnarla nel proprio declino ci siano
anche i milioni di persone le cui scelte economiche si proponeva
di regolare e controllare. L'Intervenzionismo economico (sia esso
keynesianismo o inflazionismo monetarista) è infatti da sempre
responsabile delle condizioni di miseria che affliggono paesi o
intere aree economiche del pianeta. Dopo il marxismo ovviamente,
che dell'intervenzionismo economico rappresenta il punto estremo.
Consapevolmente
o inconsapevolmente il desiderio di quelle persone che aspirano,
cercano, desiderano la libertà e la sicurezza si rivolge
presto o tardi, quasi per istinto, alla moneta autentica. Costoro,
ad un certo punto, rifiutano quella moneta di carta che da una parte
viene imposta con violenza mentre dall'altra viene violentata con
l'impostura. Ritornano allo splendore della purezza che non conosce
padroni. Pare, ad esempio, che dopo la caduta dell'impero romano
parte del commercio nel mondo allora conosciuto continuasse a poggiarsi
sulle vecchie monete d'oro coniate dai romani, ancora accettate
e ammirate ovunque. Niente del genere si ripeterà mai con
del denaro di carta. La storia della moneta cartacea non convertibile
è infatti un lungo elenco di esperimenti, follie, e disastri
economici, e l'esperimento degli ultimi trentacinque anni ha già
tutte le premesse per finire in calce alla serie.
Qualcuno lo
ha già capito da diversi anni, altri stanno cominciando a
capirlo, e la massa lo capirà, come sempre, troppo tardi.
Sono sempre pochi quelli che riescono a osservare bene le cose,
ragionare, e prendere la decisione giusta per sfuggire allo Tsunami
che di volta in volta si abbatte sui più, siano essi confusi,
disorientati, distratti o semplicemente ignoranti.
Per concludere,
l'oro permette ai cittadini di qualunque nazione di riappropriarsi
di una moneta autentica e indistruttibile che ha già superato
l'esame del tempo. Aiuta a scampare il disastro economico finanziario
provocato dai pianificatori centrali di turno, siano essi politici
o economisti. Più spesso, quando al comando dell'opera si
trova una micidiale e stretta combinazione delle due categorie,
come avviene da molti anni negli Stati Uniti, il ricorso alla commodity
che gode della più vasta accettazione e commerciabilità
su tutto il pianeta diviene l'unico mezzo per sfuggire al totalitarismo
economico, e anche l'unico espediente per fermarlo prima che esso
si trasformi in totalitarismo politico. No, comprare oro non rappresenta
un investimento. E' una scelta di libertà. Totale.
Francesco
C.
P.S.
Se qualcuno vittima di una mutazione genetica non vede alcuna logica
nell'oro come moneta, pensi, come suggerisce Kenneth J. Gerbino,
alla logica sottostante la carta moneta: tagliare un bel pino del
valore di 4000-5000 dollari, farne della carta, stamparci dell'inchiostro
sopra e chiamarlo un miliardo di dollari. Se qualcun altro invece
è dell'idea che l'oro come moneta non sia più necessario,
sappi che nell'aldilà si troverà in buona compagnia
di Adolf Hitler che a suo tempo disse: "L'oro non è
necessario. Non mi interessa. Costruiremo uno Stato solido, senza
un'oncia d'oro. Chi lo vende sopra il prezzo fissato per legge,
venga portato in un campo di concentramento. Quello è il
vero bastione monetario"!. Naturalmente nell'aldiquà
si prepari a riedificare quegli stessi bastioni.
P.S.S.
Questo pezzo è stato ispirato non solo dalla stupidità
dell'espressione, tanto infelice quanto largamente usata, "investire
in oro" ma anche dalle seguenti "Famous
Quotes About Gold".
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