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Global Crossing: la gaffe di un analista

(03/02/2002) Lunedì 28 gennaio la bancarotta di Global Crossing (GX), una società di telecomunicazioni con 22,4B di assets, diventa il quarto fallimento per ordine di grandezza dell'economia americana dietro a Enron, Texaxo e Financial Corp. of America.

Come segnalato da uno degli articoli più divertenti del fine settimana, la polverizzazione istantanea del valore rimanente alle circa 890 milioni di azioni della società è stata seguita da uno spassoso quanto preoccupante esempio di negligenza ad opera di Deutsche Banc Alex Brown, uno degli analisti più conosciuti e seguiti di Wall Street.

Questa in breve la storia: due ore dopo che Global Crossing dichiara di avere compilato il Chapter 11, specificando che agli azionisti non sarebbe rimasto nulla, il grande analista o chi altri in sua vece se ne esce fuori con un rating alquanto imbarazzante: market perform!
Un clamoroso errore corretto solo qualche ora dopo la chiusura del mercato con il ritiro ufficiale del rating.

Il titolo era stato sospeso dalle quotazioni il giorno stesso mentre venerdì 25 aveva chiuso a 0,51. I massimi toccati dall'azione risalivano a fine 1999 e a inizi 2000: 80 dollari circa. A quei prezzi la capitalizzazione della società era stata di oltre 70B di dollari. Il massimo toccato dall'azione nell'ultimo anno è stato invece di 23,75, "solo" 20B di dollari bruciati in 52 settimane. La polverizzazione finale ha riguardato gli ultimi 450 milioni di dollari residui!!

Spulciando nei rating di GX forniti da Yahoo Finance ci risulta che sempre il 28 gennaio un altro analista, Kaufman Bros, ha downgradato il titolo da BUY a HOLD.

Altrettanto imbarazzante quanto tuttavia più ragionevole rispetto al rating di Alex Brown: se è ovvio che il mercato nel suo complesso non può perfomare come ha performato GX, cioè vedendo polverizzato interamente il proprio valore, è però vero che gli investitori di GX non potranno che tenersi il titolo in portafoglio (HOLD), non fosse per il fatto che non vale più niente e che nessuno potrà più comprarlo.

Due ultime note. Alex Brown era anche uno degli underwriter del titolo, cioè dei collocatori del titolo sul mercato. Generalmente le società che portano il titolo in borsa ne sostengono quasi sempre il corso delle azioni con giudizi non molto obiettivi. Fa parte del loro lavoro ed è un conflitto di interesse non irrilevante. Peccato che l'ultimo disperato tentativo di Alex Brown and Co. si sia coperto di ridicolo, contribuendo ad abbassare ulteriormente la reputazione degli analisti e la fiducia degli investitori nei loro giudizi.

Secondo, dalla lista delle insider sales alla data 31 maggio 2001 troviamo:

31-May-01 WALSH, DAVID
President, Chief Operating Officer 672,789
GX Sold at $12.90/Share.
Proceeds of $8,678,978.

Non sappiamo quanti azionisti lunedì 28 abbiano visto il loro investimento andare completamente in fumo, di certo il sig. David Walsh, con quei circa 20 miliardi di lire incassati il 31 maggio 2001 dalla vendita di quelle 672mila azioni e rotte a 12,90 dollari l'una non deve passarsela troppo male nonostante il fallimento della società.
Pur nell'eventualità che perda la propria poltrona di Chief Operating Officer dopo la riorganizzazione della GX stabilita nel fallimento, siamo quasi sicuri che potrà cavarsela piuttosto bene anche nel caso avesse tre mogli a carico, 5-6 figli e un paio di amanti.

3 febbraio 2002
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