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Commento del 11/02/2002

AOL e Mr. Case

Un rally finale ha evitato venerdì che i mercati chiudessero la settimana nel peggiore dei modi. La principale notizia che ha lanciato lo sprint dell'ultima ora è quella che il numero uno di AOL, Stephen Case, lunedì 4 febbraio ha proceduto all'acquisto di un milione di azioni con soldi di tasca propria, per un controvalore di 24 milioni di dollari e rotti, motivato apparentemente da un'ottima fiducia in merito prospettive reddituali della propria azienda.
Venerdì le azioni di AOL hanno chiuso a 27,36 dollari, oltre 3 dollari sopra i prezzi di acquisto di Mr. Case.

L'astuto Case, un manager pagato tra stipendio, bonus e stock options qualcosa come 60 MILIONI di $ l'anno, non contento del suo straprofumato compenso ha pensato di fare qualcosa per arrotondare le cifre dei propri conti in banca ed ha emulato l'attività preferita di ogni cittadino americano: comprare azioni sopravvalutate nel più grande casinò del mondo. Una operazione che potenzialmente, in sole 5 sedute, ha rimpinguato il conto di Mr. Case di oltre 3 milioni di dollari.
Grazie all'effetto fiducia esercitato sugli investitori che hanno seguito e seguiranno l'esempio del Chairman di AOL la cifra è naturalmente destinata a salire nei prossimi giorni.

Impegnati nella redazione di un altro articolo di questo week end non abbiamo preso in mano i bilanci di AOL, tuttavia, vittime dei soliti atroci dubbi sui comportamenti o sulle dichiarazioni alquanto bizzarre di certi personaggi della finanza americana, siamo andati a sbirciare nella lista delle insiders sales di AOL messa a disposizione da Yahoo. Ecco cosa abbiamo trovato sul conto di Mr. Case:


19-Apr-01
450,000
AOL Exercised Options at $0.43/Share and Sold at $49.19/Share.
Proceeds of $21,942,000.

25-Apr-01
50,000
Exercised Options at $0.43/Share and Sold at $49.50/Share.
Proceeds of $2,453,500.

30-Apr-01
430,000
Exercised Options at $0.43/Share and Sold at $51.45/Share.
Proceeds of $21,938,600.

2-May-01
70,000
Exercised Options at $0.43/Share and Sold at $51.89/Share.
Proceeds of $3,602,200.

Con un'altra veloce ricerca siamo arrivati invece al sito di washtech.com dove abbiamo trovato dei numeri ancora più stupefacenti relativi al 2000

Stephen M. Case
Salary: $725,000
Bonus: $1.125M
Options Granted: 1.750M, Value $37,957,500
Options Exercised: 1,286,300, Value $71,170,337

Riepilogando e considerando solo questi dati relativi al 2000 e al 2001, il signor Case ha esercitato nel 2000 stock options per un controvalore di 71 milioni di dollari (presumibilmente incassati dalla vendita successiva delle azioni, come avviene normalmente) e di circa 50 nel 2001.

Adesso proprio in un periodo di difficoltà per AOL ha speso circa 24 di quei 120 milioni andandosi a comprare l'azione sui minimi degli ultimi 3 anni, con l'effetto inevitabile e ovviamente desiderato di sostenere il corso dell'azione.

Non possiamo che fare delle osservazioni.

Primo: non ci sembra certo un grande sforzo. Anche se AOL dovesse fallire e lui perdere quei 24 milioni di dollari si ritroverebbe sempre come minimo con un centinaio di milioni di dollari (solo considerando i guadagni del 2000-01), una cifra tutt'altro che modesta per vivere di rendita il resto dei suoi giorni. Rischiosità dell'investimento sul patrimonio di Mr. Case: praticamente nulla!

Secondo: potremmo affermare ed essere pressoché certi di dire il vero, che la vendita delle azioni da parte di Mr. Case nel 2000 e in quei mesi del 2001 non era stata pubblicizzata con tanta enfasi dalle agenzie stampa come invece è avvenuto ieri per l'operazione di acquisto. Quello che succede quotidianamente da diversi mesi e in special modo ad ogni rimbalzo dei mercati azionari come l'ultimo in corso è invece che, mentre i manager della stragrande maggioranza delle società quotate in borsa approfitta del rimbalzo per vendere i propri titoli, i media sono impegnati ad alimentare le illusioni degli investitori su una eventuale ripresa e non si preoccupano invece di informarli correttamente sulle vendite di azioni effettuate dai manager stessi.

Terzo: non a caso le vendite di Mr. Case risalgono all'aprile - maggio del 2001. Chi ha conservato una buona memoria dei corsi azionari dell'ultimo anno si ricorderà che quei due mesi del 2001 coincidono con lo straordinario rally di primavera, pompato ad arte e artificialmente da Mr. Greenspan.

Quarto: sospettosi come siamo potremmo anche insinuare che l'astuta operazione di Mr. Case sia stata fatta ad arte per costruirsi un valido alibi sulla base del quale, nel caso improbabile ma non impossibile di uno scandalo sui conti della società (Enron Docet), poter asserire la propria estraneità ai fatti.

Quinto: non abbiamo controllato i compensi di Mr. Case negli anni precedenti il 2000, ma possiamo immaginare che non siano molto differenti da quelli esaminati. Un uomo che porta via 50 milioni di dollari l'anno a un'azienda ma soprattutto agli azionisti dell'azienda, per quanto grande come AOL, ci sembra solo una inaccettabile scandalosa esagerazione. E il signor Case è solo uno dei tanti manager che, tramite il gonfiarsi e l'inevitabile sgonfiarsi della bolla speculativa, ha depauperato negli ultimi 3 anni le ricchezze di centinaia di migliaia di ingenui azionisti.

I risultati finali della gestione di Mr. Case li vedremo nei prossimi anni, tuttavia oggi, dopo le considerazioni appena esposte e dopo oltre 300 bilioni di dollari bruciati nella capitalizzazione di AOL dai massimi del 1999-2000, ci rifiutiamo di credere nella maniera più assoluta al segnale dato venerdì da Mr. Case ai mercati azionari e soprattutto agli azionisti di AOL.

 

11 Febbraio 2002

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