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AOL e Mr. Case

Un rally finale ha evitato venerdì che i mercati
chiudessero la settimana nel peggiore dei modi. La principale notizia
che ha lanciato lo sprint dell'ultima ora è quella che il
numero uno di AOL, Stephen Case, lunedì 4 febbraio ha proceduto
all'acquisto di un milione di azioni con soldi di tasca propria,
per un controvalore di 24 milioni di dollari e rotti, motivato apparentemente
da un'ottima fiducia in merito prospettive reddituali della propria
azienda.
Venerdì le azioni di AOL hanno chiuso a 27,36 dollari, oltre
3 dollari sopra i prezzi di acquisto di Mr. Case.
L'astuto
Case, un manager pagato tra stipendio, bonus e stock options qualcosa
come 60 MILIONI di $ l'anno, non contento del suo straprofumato
compenso ha pensato di fare qualcosa per arrotondare le cifre dei
propri conti in banca ed ha emulato l'attività preferita
di ogni cittadino americano: comprare azioni sopravvalutate nel
più grande casinò del mondo. Una operazione che potenzialmente,
in sole 5 sedute, ha rimpinguato il conto di Mr. Case di oltre 3
milioni di dollari.
Grazie all'effetto fiducia esercitato sugli investitori che hanno
seguito e seguiranno l'esempio del Chairman di AOL la cifra è
naturalmente destinata a salire nei prossimi giorni.
Impegnati nella redazione di un altro articolo di
questo week end non
abbiamo preso in mano i bilanci di AOL, tuttavia, vittime dei soliti
atroci dubbi sui comportamenti o sulle dichiarazioni alquanto bizzarre
di certi personaggi della finanza americana, siamo andati a sbirciare
nella lista delle insiders sales di AOL messa a disposizione da
Yahoo. Ecco cosa abbiamo trovato sul conto di Mr. Case:
19-Apr-01
450,000
AOL Exercised Options at $0.43/Share and Sold at $49.19/Share.
Proceeds of $21,942,000.
25-Apr-01
50,000
Exercised Options at $0.43/Share and Sold at $49.50/Share.
Proceeds of $2,453,500.
30-Apr-01
430,000
Exercised Options at $0.43/Share and Sold at $51.45/Share.
Proceeds of $21,938,600.
2-May-01
70,000
Exercised Options at $0.43/Share and Sold at $51.89/Share.
Proceeds of $3,602,200.
Con un'altra veloce ricerca
siamo arrivati invece al sito di washtech.com dove abbiamo trovato
dei numeri ancora più stupefacenti relativi al 2000
Stephen M. Case
Salary: $725,000
Bonus: $1.125M
Options Granted: 1.750M, Value $37,957,500
Options Exercised: 1,286,300, Value $71,170,337
Riepilogando e considerando solo questi dati relativi
al 2000 e al 2001, il signor Case ha esercitato nel 2000 stock options
per un controvalore di 71 milioni di dollari (presumibilmente incassati
dalla vendita successiva delle azioni, come avviene normalmente)
e di circa 50 nel 2001.
Adesso proprio in un periodo di difficoltà
per AOL ha speso circa 24 di quei 120 milioni andandosi a comprare
l'azione sui minimi degli ultimi 3 anni, con l'effetto inevitabile
e ovviamente desiderato di sostenere il corso dell'azione.
Non possiamo che fare delle osservazioni.
Primo: non ci sembra certo un grande sforzo. Anche
se AOL dovesse fallire e lui perdere quei 24 milioni di dollari
si ritroverebbe sempre come minimo con un centinaio di milioni di
dollari (solo considerando i guadagni del 2000-01), una cifra tutt'altro
che modesta per vivere di rendita il resto dei suoi giorni. Rischiosità
dell'investimento sul patrimonio di Mr. Case: praticamente nulla!
Secondo: potremmo affermare ed essere pressoché
certi di dire il vero, che la vendita delle azioni da parte di Mr.
Case nel 2000 e in quei mesi del 2001 non era stata pubblicizzata
con tanta enfasi dalle agenzie stampa come invece è avvenuto
ieri per l'operazione di acquisto. Quello che succede quotidianamente
da diversi mesi e in special modo ad ogni rimbalzo dei mercati azionari
come l'ultimo in corso è invece che, mentre i manager della
stragrande maggioranza delle società quotate in borsa approfitta
del rimbalzo per vendere i propri titoli, i media sono impegnati
ad alimentare le illusioni degli investitori su una eventuale ripresa
e non si preoccupano invece di informarli correttamente sulle vendite
di azioni effettuate dai manager stessi.
Terzo: non a caso le vendite di Mr. Case risalgono
all'aprile - maggio del 2001. Chi ha conservato una buona memoria
dei corsi azionari dell'ultimo anno si ricorderà che quei
due mesi del 2001 coincidono con lo straordinario rally di primavera,
pompato ad arte e artificialmente da Mr. Greenspan.
Quarto: sospettosi come siamo potremmo anche insinuare
che l'astuta operazione di Mr. Case sia stata fatta ad arte per
costruirsi un valido alibi sulla base del quale, nel caso improbabile
ma non impossibile di uno scandalo sui conti della società
(Enron Docet), poter asserire la propria estraneità ai fatti.
Quinto: non abbiamo controllato i compensi di Mr.
Case negli anni precedenti il 2000, ma possiamo immaginare che non
siano molto differenti da quelli esaminati. Un uomo che porta via
50 milioni di dollari l'anno a un'azienda ma soprattutto agli azionisti
dell'azienda, per quanto grande come AOL, ci sembra solo una inaccettabile
scandalosa esagerazione. E il signor Case è solo uno dei
tanti manager che, tramite il gonfiarsi e l'inevitabile sgonfiarsi
della bolla speculativa, ha depauperato negli ultimi 3 anni le ricchezze
di centinaia di migliaia di ingenui azionisti.
I risultati finali della gestione di Mr. Case
li vedremo nei prossimi anni, tuttavia oggi, dopo le considerazioni
appena esposte e dopo oltre 300 bilioni di dollari bruciati nella
capitalizzazione di AOL dai massimi del 1999-2000, ci rifiutiamo
di credere nella maniera più assoluta al segnale dato venerdì
da Mr. Case ai mercati azionari e soprattutto agli azionisti di
AOL.
11 Febbraio 2002
Lo staff
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