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Commento del 26/02/2002

La campagna pubblicitaria della General Motors

Ci avevano parzialmente sorpreso, ieri, le ottimistiche previsioni della General Motors riguardanti una crescita attesa di ricavi e profitti e una produzione di autovetture superiore dell'1,5% rispetto all'anno precedente.

Una sorpresa, conoscendo le chiacchiere fumose dei manager di oggi, per l'appunto parziale, durata tuttavia pochissimi minuti fino all'annuncio quasi contemporaneo dell'emissione di una obbligazione convertibile per la modesta cifra di 2,5 B dollari, estendibile fino a 3 B.

Siccome secondo le nostre nozioni di aritmetica 1+1 fa sempre 2 (a differenza dei bilanci di Wall Street per i quali invece fa quasi sempre 3!) ed escludendo sempre con matematica certezza la vendita di quelle automobili ai protagonisti di una improbabile invasione extraterrestre (non crediamo che in ogni caso un ET possa essere interessato alle automobili della GM, fossero anche le migliori del mondo!) la nostra conclusione si è materializzata nel solito agghiacciante sospetto: l'annuncio positivo di ieri, in merito alle rosee previsioni future, potrebbe non essere altro che una ottima operazione di marketing per supportare e confezionare il piazzamento di quell'emissione obbligazionaria.

Abbiamo quindi provveduto a informarci per scoprire dove potrebbe nascondersi l'inghippo e forse lo abbiamo trovato.

Rimandando ad un prossimo articolo quelle che sono le implicazioni e finanziarie ed economiche di una emissione obbligazionaria convertibile, nonchè le pericolose conseguenze sul prezzo dell'azione, per il momento ci preme sottolineare un paio di cose che ci sono saltate subito agli occhi:

- il capitale della General Motors all'inizio del 1997 era composto da circa 750 milioni di azioni, ridotte all'inizio del 2001 a sole circa 550 milioni. Un buyback enorme, per un controvalore stimato minimo di 10B di dollari. Quasi il 20% del capitale sociale attuale.

- gli utili reali della società nel 2001 NON corrispondono a 1.5$ B o 3.23$ per azione, ma INCLUDING special items ammontano a 601 M o 1.77$. La solita differenza tra utili PRO FORMA secondo i principi CRAP (cloudy or creative reporting accounting principles) e utili REALI secondo i principi GAAP (generally accepted accounting principles) di non poco conto, considerato che gli "special items" sono oramai per tutte le società "items ricorrenti con periodicità regolare".

Negli ultimi anni, cioè, la GM ha speso (malissimo) la propria liquidità per raggiungere uno splendido obiettivo: un totale di UTILI REALI inferiori.
Non solo il riacquisto di azioni proprie è avventuto mediamente a prezzi più alti di quelli correnti (come si può desumere da un grafico di GM dal 97 a oggi!) rappresentando in tal modo un pessimo investimento, ma adesso per ricostruire la propria liquidità con cui far fronte a COSTI REALI (non sostenibili ahinoi con gli inesistenti UTILI PRO FORMA) deve ricorrere a un'emissione convertibile di dubbio vantaggio per gli azionisti correnti, soprattutto qualora le rosee previsioni di ieri si rivelassero sbagliate.

Sicuramente un errore strategico nel passato, e probabilmente un errore strategico per il futuro.
A essere perfette invece sono le tattiche come quelle usate ieri: pompare il titolo tramite delle previsioni quasi campate per aria per sostenere la vendita di una obbligazione convertibile.

Non vorremmo sembrare i soliti pessimisti (e solo il tempo ci dirà invece se siamo stati realisti) ma in queste mosse (tattiche e strategiche) non vediamo creazione di valore per gli azionisti correnti, perlomeno per quelli esterni alla società. Gli altri (manager e affini), come abbiamo imparato, trovano sempre il modo di trarne i loro vantaggi, comunque vadano le cose.

GM ha chiuso la giornata a 55.48 in rialzo di 2.37$ (+4.5%). In molti evidentemente ieri si sono bevuti la storia delle automobili agli alieni. Forse un domani qualcuno mangerà la foglia che nasconde lo stato reale delle cose.

26 Febbraio 2002

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