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La campagna pubblicitaria della General
Motors

Ci avevano parzialmente sorpreso, ieri, le ottimistiche
previsioni della General Motors riguardanti una crescita attesa
di ricavi e profitti e una produzione di autovetture superiore dell'1,5%
rispetto all'anno precedente.
Una sorpresa, conoscendo le chiacchiere fumose dei
manager di oggi, per l'appunto parziale, durata tuttavia pochissimi
minuti fino all'annuncio quasi contemporaneo dell'emissione di una
obbligazione convertibile per la modesta cifra di 2,5 B dollari,
estendibile fino a 3 B.
Siccome secondo le nostre nozioni di aritmetica 1+1
fa sempre 2 (a differenza dei bilanci di Wall Street per i quali
invece fa quasi sempre 3!) ed escludendo sempre con matematica certezza
la vendita di quelle automobili ai protagonisti di una improbabile
invasione extraterrestre (non crediamo che in ogni caso un ET possa
essere interessato alle automobili della GM, fossero anche le migliori
del mondo!) la nostra conclusione si è materializzata nel
solito agghiacciante sospetto: l'annuncio positivo di ieri, in merito
alle rosee previsioni future, potrebbe non essere altro che una
ottima operazione di marketing per supportare e confezionare il
piazzamento di quell'emissione obbligazionaria.
Abbiamo quindi provveduto a informarci per scoprire
dove potrebbe nascondersi l'inghippo e forse lo abbiamo trovato.
Rimandando ad un prossimo articolo quelle che sono
le implicazioni e finanziarie ed economiche di una emissione obbligazionaria
convertibile, nonchè le pericolose conseguenze sul prezzo
dell'azione, per il momento ci preme sottolineare un paio di cose
che ci sono saltate subito agli occhi:
- il capitale della General Motors all'inizio del
1997 era composto da circa 750 milioni di azioni, ridotte all'inizio
del 2001 a sole circa 550 milioni. Un buyback enorme, per un controvalore
stimato minimo di 10B di dollari. Quasi il 20% del capitale sociale
attuale.
- gli utili reali della società nel
2001 NON corrispondono a 1.5$ B o 3.23$ per azione, ma INCLUDING
special items ammontano a 601 M o 1.77$. La solita differenza
tra utili PRO FORMA secondo i principi CRAP (cloudy or
creative reporting accounting principles) e utili REALI secondo
i principi GAAP (generally accepted accounting principles)
di non poco conto, considerato che gli "special items"
sono oramai per tutte le società "items ricorrenti
con periodicità regolare".
Negli ultimi anni, cioè, la GM ha speso (malissimo)
la propria liquidità per raggiungere uno splendido obiettivo:
un totale di UTILI REALI inferiori.
Non solo il riacquisto di azioni proprie è avventuto mediamente
a prezzi più alti di quelli correnti (come si può
desumere da un grafico di GM dal 97 a oggi!) rappresentando in tal
modo un pessimo investimento, ma adesso per ricostruire la propria
liquidità con cui far fronte a COSTI REALI (non sostenibili
ahinoi con gli inesistenti UTILI PRO FORMA) deve ricorrere a un'emissione
convertibile di dubbio vantaggio per gli azionisti correnti, soprattutto
qualora le rosee previsioni di ieri si rivelassero sbagliate.
Sicuramente un errore strategico nel passato, e probabilmente
un errore strategico per il futuro.
A essere perfette invece sono le tattiche come quelle usate ieri:
pompare il titolo tramite delle previsioni quasi campate per aria
per sostenere la vendita di una obbligazione convertibile.
Non vorremmo sembrare i soliti pessimisti (e solo
il tempo ci dirà invece se siamo stati realisti) ma in queste
mosse (tattiche e strategiche) non vediamo creazione di valore per
gli azionisti correnti, perlomeno per quelli esterni alla società.
Gli altri (manager e affini), come abbiamo imparato, trovano sempre
il modo di trarne i loro vantaggi, comunque vadano le cose.
GM ha chiuso la giornata a 55.48 in rialzo
di 2.37$ (+4.5%). In molti evidentemente ieri si sono bevuti la
storia delle automobili agli alieni. Forse un domani qualcuno mangerà
la foglia che nasconde lo stato reale delle cose.
26 Febbraio 2002
Lo staff
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