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(24/06/02) Nelle ultime due settimane
i mercati sono scesi piuttosto rapidamente. Crediamo che sarebbero
precipitati molto più in basso se non fosse stato per il
sostegno fornito dalla Microsoft. Un sostegno molto importante che
ha evitato agli indici di rompere diversi supporti cruciali. Se
in questi giorni non abbiamo ancora assistito al panic selling che
era nell'aria i mercati lo devono quindi sicuramente a Microsoft
e a chi ne sta sostenendo la quotazione in borsa.
Nel momento in cui scriviamo la società di
Bill Gates è di nuovo sul trono spettante alla società
più capitalizzata del pianeta, un primato che nell'ultima
settimana ha cambiato intestatario diverse volte, oscillando tra
la stessa Microsoft e la General Electric (adesso 292B $ contro
289B),
Abbiamo seguito l'andamento del titolo molto da vicino,
e il sostegno di cui parliamo è stato a nostro avviso molto
evidente. Ogni tenuta di nuovi minimi e ogni rally di breve durata
è stato possibile grazie alla forza relativa della Microsoft.
Il titolo ha un peso molto forte su tutti e tre gli indici americani
dei quali fa parte, Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq, e l'apparizione
di un segno verde sulla variazione del titolo ha contribuito numerose
volte a rigirare e trascinare l'intero mercato.
Tuttavia la forza di Microsoft in una ottica di medio
periodo è a nostro avviso del tutto ingiustificata, anche
qualora la società preannunciasse, come si rumoreggia, una
sorpresa positiva negli utili attesi per il trimestre in corso.
Tempo fa avevamo individuato nelle grosse compagnie
USA tutta la debolezza futura degli indici americani. Avevamo parlato
dei cosiddetti GORILLA del mercato, quelle società oramai
mature, scambiate ancora a valori irragionevoli, il cui rapporto
prezzo su utili e/o sulle vendite sconterebbe tassi di crescita
sperimentati negli anni novanta ma impossibili da ripetere nel prossimo
futuro.
La causa di questa evidente sopravvalutazione sarebbe
da ricercarsi nei criteri di valutazione erroneamente adottati.
Criteri che dovrebbero ragionevolmente accompagnare e sostenere
solo la valutazione di società giovani con prospettive di
crescita rapida ed elevata, non invece i pachidermi del mercato
con prospettive di crescita, nel migliore dei casi, contenuta e
relativamente stabile.
Molte di queste società mature hanno di recente
mostrato la debolezza da noi attesa, e le ripercussioni sugli indici
sono state inevitabilmente pesanti. General Electric, Intel e IBM
i casi più chiari ed eclatanti. Microsoft, invece, sembrerebbe
reggere sopra la soglia dei 50$, trattenendo e ispirando la fiducia
di molti operatori, ma secondo la nostra opinione non tarderà,
come gli altri titoli citati, a trovare il giusto ridimensionamento
che gli spetta.
Nel frattempo, tuttavia, non possiamo che constatare
come la Microsoft continui a sostenere i mercati giocando un importante
e delicato ruolo PIVOT. Oggi l'esempio più chiaro con il
rilancio di un rally che ha dell'incredibile ma che, come accade
in ogni fase piuttosto mordente di mercato bear, è dovuto
più alle ricoperture degli operatori con posizioni corte
che non al reale acquisto di azioni da parte degli investitori istituzionali.
Il mercato bear in corso si sta rivelando in questa
fase piuttosto violento e gli operatori professionali lo sanno.
Scaricare azioni in fase di accelerazione ribassista come quella
attuale rischia di fare precipitare gli indici scatenando il panico.
I prezzi di realizzo delle azioni vendute è di conseguenza
penalizzante per chi ha delle posizioni piuttosto imponenti da liquidare
e non trova sufficiente domanda ad assorbire quelle vendite.
Come nel caso del rally-trappola di inizio maggio fatto scattare
dalle notizie positive provenienti da Cisco, è necessario
quindi strumentalizzare un titolo piuttosto importante per sostenere
il mercato, anche psicologicamente, e per lanciare, al momento giusto,
l'ennesimo rally ispirato ai soliti temi di speranza e illusione
che da due anni, in maniera molto subdola, continuano a invischiare
e poi a distruggere vecchi e nuovi capitali.
La forza di quel titolo importante diventa quindi
solo un pretesto per dare sostegno agli indici e restituire la liquidità
necessaria al mercato. E quindi per permettere agli investitori
professionali di scaricare le proprie posizioni in maniera relativamente
serena.
Il pretesto, in questi ultimi giorni e probabilmente
anche nei prossimi a venire, sta portando quindi il nome di Microsoft.
Quanto potrà durare la prossima trappola della liquidità
che sembra essere scattata oggi, o che potrebbe scattare in maniera
più decisa nel caso la società di Bill Gates sorprendesse
positivamente gli investitori con i risultati del trimestre in corso?
A inizio maggio, nel caso di Cisco, quella trappola durò
appena un paio di settimane, dopo di che gli indici si rigirarono
pesantemente per precipitare verso i nuovi minimi toccati negli
ultimi giorni.
Nel caso di un rally lanciato da Microsoft l'euforia
potrebbe durare di meno, o forse per tutta l'estate, non lo sappiamo,
non abbiamo sfere di cristallo. Ma rimaniamo dell'opinione che una
volta usato questo ennesimo pretesto i mercati torneranno a fare
nuovi minimi, ed eventualmente anche Microsoft troverà il
ridimensionamento dovuto, inizialmente sotto i 40$ e quindi lentamente
verso una zona compresa tra 20$ e 25$. Nel frattempo molti investitori
professionali avranno avuto modo di scaricare un ammontare netto
di titoli a danno, come al solito, della comunità di piccoli
investitori attirata sul mercato con le solite, fallaci, prospettive
di medio - lungo termine.
Lo staff
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