| (10/03/03)
Ieri notte il Nikkei ha sfondato quota 8000 toccando un
minimo a 7975 per poi chiudere a 8042. In altre parole è tornato
a rivisitare i prezzi del 1983. Un salto di venti anni all'indietro
che dovrebbe lanciare molti segnale di allarme a tutti i sostenitori
del buy & hold, la strategia di investimento pubblicizzata e
diffusa (soprattutto negli ultimi 3 anni) più per impedire agli
investitori di vendere le azioni in utile, quindi in perdita, quindi
in disastrosa perdita, che per impartire un sano e prudente consiglio
di ottimizzazione dei propri risparmi e delle proprie risorse.
Prima di
capire cosa potrebbe succedere al mercato azionario nipponico vediamo
il coro di voci sollevatosi questa mattina tra le 10.07 e le 10.32
GMT per bocca delle principali autorità economiche giapponesi. Le
dichiarazioni sono prese da Reuters, riportate in inglese, tradotte
da noi in italiano, quindi commentate piuttosto liberamente con
gli unici toni che abbiamo trovato adeguati al caso di specie, non
senza ricorrere di frequente all'espediente retorico della domanda
diretta.
Ad aprire
i canti Masajuro Shiokawa, ministro delle finanze:
10:07
"Shiokawa says stocks fall due to lack of morals among securities
firms who were involved in speculative trades"
".i
prezzi delle azioni scendono per assenza di principi morali da parte
delle società di investimento che erano implicate in operazioni
speculative"
Affermazione che ci
lascia alquanto perplessi. Da quando la pratica della speculazione
è diventata immorale? Tutti i futures su indici di borsa sono utilizzati
per fare speculazione. La speculazione non fa parte dei liberi mercati
o viene esclusa dalle regole del gioco solo quando le borse scendono?
E quando le stesse azioni salivano senza sosta nella bolla speculativa
di tredici anni fa, di che si trattava? Chi biasimava l'assenza
di principi morali? Chi gonfiava la bolla, chi lasciava che si gonfiasse?
Non erano quelli di allora, piuttosto, veri e propri crimini? E
dove sono gli incriminati? Siamo sicuri che vendere oggi le azioni
perché ancora non valgono quello che quotano sia un problema di
morale? O è piuttosto un problema di morale sostenerle su livelli
inadeguati come fanno da oltre un anno, in maniera peraltro apertamente
dichiarata, le autorità giapponesi?
10:08
"Shiokawa says recent Tokyo stock falls due to speculative trade"
".le
recenti discese della borsa di Tokyo sono dovute a operazioni speculative"
Ma come?
Un anno fa non avevano vietato le vendite allo scoperto per evitare
le operazioni speculative? Non è che piuttosto qualcuno sta liquidando
azioni perché non valgono quello che quotano o perché è finanziariamente
messo male ed è costretto a venderle? E in questo ultimo caso, la
colpa di chi è? Non è forse delle assurde e inutili politiche economiche
attuate negli ultimi 10 anni per impedire lo sgonfiarsi della bolla
speculativa e il riequilibrio degli aggregati economici sottostanti
(come del resto si sta facendo adesso negli USA)?
10:08
"It's speculative for sure, even though it's a free economy, firms
must uphold moral values"
". si
tratta certamente di speculazione, anche se siamo in una economia
di libero mercato, le società dovrebbero attenersi a principi di
morale"
Si tratta
certamente di speculazione? E come fa a saperlo? Che faccia i nomi
e si indaghi allora, senza troppe chiacchiere. Economia di libero
mercato? Dove? In Giappone? Ma se anche la speculazione è
appena stata definita dallo stesso Shiokawa immorale. Via con la
prossima barzelletta per favore, questa non fa neanche più ridere.
Seguono
immediatamente, agli acuti di Shiokawa, i virtuosismi di Masaru
Hayami, governatore della Banca Centrale Giapponese:
10:12
"Hayami says Bank of Japan does not intend to buy EFT's (Exchange
traded funds) to boost the market"
".la
Banca del Giappone non ha intenzione di comprare EFT's per spingere
il mercato al rialzo"
Non è
che forse la Banca del Giappone ha già fatto il pieno di
EFT durante l'ultimo anno? Abbiamo dimenticato gli interventi del
febbraio scorso per risollevare il mercato azionario? Interventi
che per qualche mese funzionarono pure, spingendo artificialmente
il Nikkei da 9000 a 12000. Peccato che nel giro di un anno il mercato
sia sceso ancora più in basso, fino a 8000. A dimostrazione che
la legge di gravità finanziaria ha ancora un senso e un'appliacazione
concreta. Ha forse Hayami imparato la lezione? Ovvero che manipolare
artificialmente il mercato al rialzo non serve a niente? O forse
non serve a niente dichiararlo pubblicamente? Meglio negare gli
interventi ufficiali e farli in sordina per dare più credibilità
alle mosse. Forse è questa la nuova strategia di Hayami. Astuto!
10:14
"Hayami says most worried about impact of share falls on japan financial
system"
".si
dice estremamente preoccupato dell'impatto della caduta dei prezzi
sul sistema finanziario giapponese"
Il solito
errore dei banchieri centrali. Non si preoccupano delle bolle nel
loro formarsi e poi si preoccupano delle conseguenze causate dallo
sgonfiarsi delle bolle, che guarda caso finiscono sempre per minacciare
la stabilità dei sistemi finanziari ed economici. "Le bolle non
possono essere curate, possono essere solo prevenute". Quando metteranno
questa scritta all'entrata della sede di ogni Banca Centrale? Speriamo
si provveda il prima possibile, non vorremmo che l'ammonimento dantesco
"lasciate ogni speranza voi che entrate" possa col tempo rendersi
molto più adatto al caso!
Dieci minuti
di tempo, e un altro fenomeno giapponese dei cori a cappella rilancia
i canti, questa volta si tratta di Heizo Takenaka, ministro dell'economia
e dei servizi finanziari:
10:25
"Takenaka says stock fall has no long-term effect on economy"
".la
caduta delle borse non ha effetti di lungo termine sull'economia"
Per un attimo,
un lampo di luce ci rincuora. Forse Takenaka ha imparato prima degli
altri che non sono tanto le cadute delle borse ad avere effetti
di lungo termine sulle economie, quanto piuttosto le salite irrazionali
e speculative. Come l'ultima bolla giapponese terminata ben 13 anni
fa che ancora sta avendo delle forti ripercussioni sull'economia.
Abbiamo scritto forse, perché forse, in realtà, non è questo che
Takenaka voleva sottintendere. Forse voleva solo minimizzare il
crollo sui minimi di venti anni come una cosa da niente.
Fine della
luce. Nuovamente buio. Nel quale non c'è niente di cui preoccuparsi,
come al solito. Quando mai i banchieri centrali si preoccupano per
qualcosa? Loro hanno la stampatrice di bigliettoni che eventualmente
viene fatta girare a pieni ritmi, notte e giorno. Peccato che l'accesso
alla Printing Press non sia pubblico: "mi banco NO es tu banco":
gli altri rimangono fuori e i soldi appena stampati si possono solo
prendere a prestito dietro pagamento di interessi, per quanto, in
Giappone, a tassi veramente minimi. Ma non è il livello dei tassi
che conta oramai, è la sostanza: il debito rimane sempre debito
da rimborsare. Fardello oramai insostenibile per il sistema sempre
più indebitato. E poi eventualmente si biasima di immoralità se
qualcuno ricorre alle vendite dei propri asset azionari per ripagare
i debiti in essere.
10:26
"Takenaka says sees financial system stable"
". vede
il sistema finanziario stabile"
Ma come?
Hayami si dice preoccupato e Takenaka invece è tranquillissimo?
Sistema stabile. Una roccia. Avevamo ragione sopra, Takenaka con
la frase precedente voleva minimizzare. Sistema finanziario giapponese
stabile? Oramai anche un alieno di passaggio sulla terra viene messo
subito al corrente e tenuto alla larga dalla disastrosa situazione
finanziaria giapponese, con un debito pubblico che non ha eguali
in tutto il mondo (140% del GDP), un sistema bancario ingessatissimo,
e delle borse che continuano ancora a fare nuovi minimi dopo 13
anni dal picco della bolla.
10:26
"Takenaka says government to take bold, flexible steps to avert
crisis"
". il
governo prenderà delle decise e flessibili misure per evitare
la crisi"
Takenaka
dice che tutto va bene, però si lascia la porta aperta per il worst-case
scenario. Personcina sicuramente previdente che non lascia niente
al caso. Nell'eventualità di una crisi c'è già un piano pronto.
Bravissimo. Complimenti. Qualcuno gli spieghi però che la crisi
va avanti da oltre dieci anni e che tutte le misure decise e flessibili
fino ad oggi adottate sono state in vane. Di flessibile nell'economia
giapponese rimane oggi solo il tasso di cambio dello yen, che comunque
continua a rivalutarsi contro il dollaro, nonostante gli interventi
ripetuti delle autorità per spingerlo nell'altra direzione e restituire
competitività al sistema economico. Misure decise e flessibili,
ma come sempre inefficaci, altamente inefficaci! Piccolo dettaglio
sottostimato da Takenaka ma di estrema importanza.
E infine
a chiudere i canti niente di meno che Junichiro Koizumi, primo ministro:
10:32
"Koizumi says government to take appropriate steps on stocks in
cooperation with Bank of Japan"
". il
governo prenderà dei provvedimenti sulle borse di concerto con la
Banca del Giappone"
Ma certo,
in due si lavora meglio che da soli. Ecco la soluzione: il grande
spirito del Team. Quello vincente che devi avere per entrare in
ogni istituzione finanziaria di successo". Koizumi ha capito tutto.
Noi un po' meno a parte il fatto che l'economia giapponese si sta
prendendo una rivincita senza precedenti verso i propri governatori.
In realtà terribili manipolatori di variabili economiche. Gli squilibri
creati nel corso di venti lunghi anni sembrano oramai precludere
al sistema economico e finanziario una via d'uscita indolore e non
traumatica. Alla fonte del problema sempre la bolla e il debito.
Non a caso.
L'insegnamento
nipponico tuttavia continua a sfuggire ai governatori di questa
altra parte del pianeta, dove sia la FED che la BCE sembrano ben
indirizzate a compiere gli stessi errori commessi (e ancora non
terminati) dai giapponesi. Le bolle ci sono già state. E
grazie alle politiche monetarie degli ultimi due anni si sta stimolando
l'indebitamento oltre ogni misura sostenibile.
Mentre tremiamo
al pensiero dei danni economici che ancora devono emergere in Giappone,
Europa ed America, ci chiediamo dove potrà andare il Nikkei? Nessuno
può dirlo con certezza. La lezione tuttavia è chiara ed evidente.
Gli effetti economici di lungo termine causati da una bolla sono
devastanti e superano le capacità di controllo di qualunque autorità.
Cosa può valere il Nikkei? Non siamo esperti di mercato giapponese
ma una cosa dovrebbe essere chiara: il debito in Giappone ha assunto
dimensioni mostruose e sta schiacciando anche le valutazioni delle
aziende comprese nell'indice nipponico.
Un'azienda
oberata dai debiti, senza più soluzioni di salvataggio, di
solito finisce in bancarotta. E' il rischio associato all'utilizzo
di una leva finanziaria troppo elevata. In caso di fallimento, gli
azionisti vedono il valore della propria partecipazione ridotto
a zero. Nuovi azionisti diventano a tal punto i creditori rimasti
insoddisfatti. Possibile estendere a un intero indice questa realtà
sempre più attuale e quotidiana? Forse no, ma il concetto
di fondo applicabile anche all'indice giapponese rimane, sostanzialmente,
proprio questo.
Lo
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