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Commento del 30/01/2002

Crescita? Quale crescita??

Dopo undici tagli finalmente Mr. Greenspan ha deciso di prendere una pausa e riposarsi.
Se gli effetti sortiti nel corso del 2001sono stati quelli che abbiamo visto, perché continuare a usare la stessa inefficace tattica? Il nostro grande stratega ha deciso quindi di cambiarla, anche alla luce dei dati odierni che hanno sorpreso quasi tutti : nel quarto trimestre il GDP non ha avuto la contrazione che era attesa bensì una modesta crescita dello 0,2%.

Meraviglioso!
Straordinario!

Peccato che alla fine della giornata in pochi si siano ricordati come e perché. E i mercati, appannati dal più abile croupier del più grande casinò del mondo, hanno chiuso infatti in positivo, dopo un notevole rimbalzo dai minimi della giornata che rilancia nuove speranze e nuove illusioni per i giorni a venire.

Circa 150 anni fa un economista inglese, tale John S. Mill che pochi avranno letto e ancora meno ricorderanno scrisse:

"The usual effect of the attempts of government to
encourage consumption, is merely to prevent saving; that
is, to promote unproductive consumption at the expense
of reproductive, and diminish the national wealth by the
very means which were intended to create it. What a
country wants to make it richer is never consumption,
but production. Where there is the latter, we may be
sure that there is no want of the former."

E' quello che abbiamo già detto con altre parole nella nostra analisi: i tentativi, ad opera delle autorità, di incoraggiare i consumi tramite lo stimolo monetario si rivelano in un incremento illusorio di ricchezza. La vera ricchezza non è data da un mero aumento dei consumi alimentati via il canale del debito, ma dagli investimenti e dalla creazione di un efficiente stock di capitale.

Eppure il dato di oggi continua a confermare due cose: nell'ultimo trimestre il consumatore ha continuato a spendere senza sosta (+5,4% e ben +38% in beni durevoli, prevalentemente si tratta di acquisti di autoveicoli) e ad esso si è aggiunto, di gran carriera, anche lo Stato (+9,5%), mentre, ahimè, gli investimenti si sono contratti per il quarto trimestre consecutivo (-12,8%). Naturalmente il bilancio del deficit commerciale rimane elevatissimo con le esportazioni che si sono contratte più delle importazioni (-12,4% contro -3.4%).

Niente è cambiato, si tratta della solita economia malata di debito e stimolata imprudentemente verso un ulteriore indebitamento. E come poteva essere altrimenti visti gli incentivi forniti da tassi di interesse ai minimi da oltre 40 anni?
Incentivi ai quali le imprese non ricorrono per due motivi: un indebitamento già troppo oneroso e uno stock di capitale inefficiente in eccesso.
Qualcuno però vuole già farla passare come un primo segnale di ripresa.

Bubble Greenspan non è stupido e mentre da una parte provvedeva a dare fiato ai mercati dall'altra pensava bene di crearsi l'alibi dicendo che i segni di ripresa potrebbero svanire se non supportati nel futuro dalla spesa del consumatore. E noi crediamo fermamente che il consumatore con la spesa di oggi stia tagliando le spese potenziali di domani. Perché a un certo punto chi gli presta i soldi li rivorrà indietro.

Il risultato globale per il 2001 rimane, alla fine delle chiacchiere e delle parziali sorprese, una crescita dell'1.1% del GDP. Una recessione di fatto ancora inesistente che a nostro avviso ha appena mostrato la sua punta e che nasconde ancora il peggio. Una bull trap per chi crede che il peggio sia passato.
Come quella di oggi e come quella degli ultimi mesi.

30 Gennaio 2002
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