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Crescita? Quale crescita??
Dopo undici tagli finalmente Mr. Greenspan ha deciso
di prendere una pausa e riposarsi.
Se gli effetti sortiti nel corso del 2001sono stati quelli che abbiamo
visto, perché continuare a usare la stessa inefficace tattica?
Il nostro grande stratega ha deciso quindi di cambiarla, anche alla
luce dei dati odierni che hanno sorpreso quasi tutti : nel quarto
trimestre il GDP non ha avuto la contrazione che era attesa bensì
una modesta crescita dello 0,2%.
Meraviglioso!
Straordinario!
Peccato che alla fine della giornata in pochi si
siano ricordati come e perché. E i mercati, appannati dal
più abile croupier del più grande casinò del
mondo, hanno chiuso infatti in positivo, dopo un notevole rimbalzo
dai minimi della giornata che rilancia nuove speranze e nuove illusioni
per i giorni a venire.
Circa 150 anni fa un economista inglese, tale John
S. Mill che pochi avranno letto e ancora meno ricorderanno scrisse:
"The usual effect of the attempts
of government to
encourage consumption, is merely to prevent saving; that
is, to promote unproductive consumption at the expense
of reproductive, and diminish the national wealth by the
very means which were intended to create it. What a
country wants to make it richer is never consumption,
but production. Where there is the latter, we may be
sure that there is no want of the former."
E' quello che abbiamo già detto con altre
parole nella nostra analisi: i tentativi, ad opera delle autorità,
di incoraggiare i consumi tramite lo stimolo monetario si rivelano
in un incremento illusorio di ricchezza. La vera ricchezza non è
data da un mero aumento dei consumi alimentati via il canale del
debito, ma dagli investimenti e dalla creazione di un efficiente
stock di capitale.
Eppure il dato di oggi continua a confermare due
cose: nell'ultimo trimestre il consumatore ha continuato a spendere
senza sosta (+5,4% e ben +38% in beni durevoli, prevalentemente
si tratta di acquisti di autoveicoli) e ad esso si è aggiunto,
di gran carriera, anche lo Stato (+9,5%), mentre, ahimè,
gli investimenti si sono contratti per il quarto trimestre consecutivo
(-12,8%). Naturalmente il bilancio del deficit commerciale rimane
elevatissimo con le esportazioni che si sono contratte più
delle importazioni (-12,4% contro -3.4%).
Niente è cambiato, si tratta della solita
economia malata di debito e stimolata imprudentemente verso un ulteriore
indebitamento. E come poteva essere altrimenti visti gli incentivi
forniti da tassi di interesse ai minimi da oltre 40 anni?
Incentivi ai quali le imprese non ricorrono per due motivi: un indebitamento
già troppo oneroso e uno stock di capitale inefficiente in
eccesso.
Qualcuno però vuole già farla passare come un primo
segnale di ripresa.
Bubble Greenspan non è stupido e mentre da
una parte provvedeva a dare fiato ai mercati dall'altra pensava
bene di crearsi l'alibi dicendo che i segni di ripresa potrebbero
svanire se non supportati nel futuro dalla spesa del consumatore.
E noi crediamo fermamente che il consumatore con la spesa di oggi
stia tagliando le spese potenziali di domani. Perché a un
certo punto chi gli presta i soldi li rivorrà indietro.
Il risultato globale per il 2001 rimane, alla fine
delle chiacchiere e delle parziali sorprese, una crescita dell'1.1%
del GDP. Una recessione di fatto ancora inesistente che a nostro
avviso ha appena mostrato la sua punta e che nasconde ancora il
peggio. Una bull trap per chi crede che il peggio sia passato.
Come quella di oggi e come quella degli ultimi mesi.
30 Gennaio 2002
Lo staff
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