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La completa informazione e l'informazione
ritardata. I dati sulla (dis)occupazione.

Intorno a internet si è montata la più
grande bubble speculativa dei mercati finanziari. La rete è
stata sia l'oggetto sul quale speculare mondi improbabili e quotazioni
impossibili sia il mezzo attraverso il quale irretire la folla avida
di facili fortune.
Ci auguriamo perlomeno che ciò possa essere
servito a ottimizzare l'uso e il consumo della rete, stimolando
l'utente verso una maggiore consapevolezza dell'incredibile strumento
che ha disposizione. Non solo la rete è un ambiente INTERATTIVO,
essa consente anche l'esercizio di un diritto fondamentale e necessario
per qualificare ogni uomo libero: la possibilità di SCEGLIERE,
e nel caso più specifico la possibilità di scegliere
l'informazione.
Guardando la televisione o leggendo i giornali non
si sceglie niente, sono gli altri che scelgono cosa farci vedere
e cosa farci leggere. L'informazione è subita e sono in pochi
quelli che subendola si chiedono il perchè di quella informazione,
o il perchè dell'ordine o del reale grado di importanza assegnata
e distribuita alle diverse informazioni.
Ancora meno sono coloro che si chiedono ciò che invece non
ci viene fatto vedere o sapere al posto di quelle informazioni.
Su internet la libertà di informarsi è
"quasi" totale. "Quasi" perchè le
sponsorizzazioni maggiori le hanno sempre i siti legati ai media
e quindi cercare le informazioni che la televisione o i giornali
ci nascondono è difficile e richiede tempo e anche fatica.
Ma non è impossibile, e con un pò di pazienza si può
riuscire a scoprire molte più cose di quelle che i mezzi
tradizionali di comunicazione ci offrono "disinteressatamente".
Come ad esempio questo sito. L'unica voce, per quanto ne sappiamo,
di contrappunto alla tendenza generale che, pur in una fase ribassista,
vuole e vede i mercati azionari ripristinare il loro trend al rialzo,
a tutti i costi e contro ogni razionalità.
Noi di US Equity & Macro LAB a nostra volta cerchiamo
costantemente, perlomeno nell'ambito dell'informazione finanziaria,
di trovare quelle voci poco amplificate ma non di rado geniali,
in grado di cambiare completamente la natura dell'informazione "UFFICIALE",
e lo facciamo proprio sulla rete.
Un paio di settimane fa avevamo letto di un articolista
che aveva seguito la CNBC per tutta la giornata. Non ci ricordiamo
il nome dello STOICO che condusse l'impresa e la URL esatta per
rimandarvi l'articolo relativo, perchè sinceramente si meriterebbe
questo e altro.
Ebbene il risultato riportato fu che gli analisti-opinionisti-"espertisti"
intervistati nel corso dell'intera giornata si erano espressi TUTTI
favorevolmente sul mercato azionario americano. Un esempio terrificante
di voci accuratamente selezionate e "omologate" a comporre
un "monologo lavacervello" della peggiore specie, completamente
inutile per la rappresentazione di una minima dialettica costruttiva.
FALL
STREET è indubbiamente uno dei nostri siti preferiti
da contropporre a questi aberranti monologhi. Sulla home page si
trova subito un elenco degli articoli più recenti (e la relativa
URL) in netta controtendenza rispetto all'informazione resa nota
dalla PROPAGANDA mass-mediatica.
E' su questo sito che stamani abbiamo trovato un
dettaglio molto interessante sui dati del mercato del lavoro, pubblicati
venerdì, che ci era sfuggito. L'articolo si intitola "Pounding
the Pavement for Earnings" e per comodità riportiamo
il contenuto della tabella anche qua di seguito:
|
Mese
|
dati iniziali
|
dati revisionati
|
differenza
|
| Mar 02 |
+58
|
ad aprile
|
|
| Feb 02 |
+66
|
-2
|
-68
|
| Gen 02 |
-89
|
-128
|
-39
|
| Dic 01 |
-124
|
-130
|
-6
|
| Nov 01 |
-331
|
-371
|
-40
|
| Oct 01 |
-415
|
-468
|
-53
|
| Sep 01 |
-199
|
-213
|
-14
|
| |
|
|
|
| TOTALE |
|
|
-220
|
Il numero totale di nuovi disoccupati non riportato inizialmente
ma aggiunto il mese successivo in sede di revisione dei numeri ammonta
a 220 mila.
Happy Days per il dipartimento del lavoro americano!
La casualità che per ben 6 mesi di fila ha voluto le cifre
iniziali essere riviste SEMPRE al ribasso è alquanto sospetta.
La divergenza tra i dati di febbraio e i dati revisionati pubblicati
venerdì scorso rappresenta lo scostamento più alto,
e non a caso su un dato che un mese fa, finalmente e dopo lungo
tempo, era stato riportato positivo e aveva alimentato più
di altri numeri le solite speranze della ripresa, espansione, nuovo
boom, o qualunque altra cosa la happy people degli happy days americani
ci voglia far credere.
Ovviamente aspettiamo il primo venerdì di
maggio (le cifre sulla disoccupazione vengono rilasciate il primo
venerdì del mese) non tanto per sapere le cifre relative
al mese di aprile, ma per scoprire finalmente quelle del mese di
marzo.
Lo facciamo con curiosità ma purtroppo anche
con un certo rammarico. Ogni informazione ha infatti un valore che
diminuisce al crescere del ritardo con il quale viene resa nota.
E quel valore eventualmente inferiore causa, a sua volta, una reazione
differente e generalmente più moderata da parte dei soggetti
che sulla base di quella informazione devono prendere delle decisioni.
A Voi tirare le somme di questa ultima riflessione.
8 Aprile 2002
Lo staff
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