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Commento del 08/04/2002

La completa informazione e l'informazione ritardata. I dati sulla (dis)occupazione.

Intorno a internet si è montata la più grande bubble speculativa dei mercati finanziari. La rete è stata sia l'oggetto sul quale speculare mondi improbabili e quotazioni impossibili sia il mezzo attraverso il quale irretire la folla avida di facili fortune.

Ci auguriamo perlomeno che ciò possa essere servito a ottimizzare l'uso e il consumo della rete, stimolando l'utente verso una maggiore consapevolezza dell'incredibile strumento che ha disposizione. Non solo la rete è un ambiente INTERATTIVO, essa consente anche l'esercizio di un diritto fondamentale e necessario per qualificare ogni uomo libero: la possibilità di SCEGLIERE, e nel caso più specifico la possibilità di scegliere l'informazione.

Guardando la televisione o leggendo i giornali non si sceglie niente, sono gli altri che scelgono cosa farci vedere e cosa farci leggere. L'informazione è subita e sono in pochi quelli che subendola si chiedono il perchè di quella informazione, o il perchè dell'ordine o del reale grado di importanza assegnata e distribuita alle diverse informazioni.
Ancora meno sono coloro che si chiedono ciò che invece non ci viene fatto vedere o sapere al posto di quelle informazioni.

Su internet la libertà di informarsi è "quasi" totale. "Quasi" perchè le sponsorizzazioni maggiori le hanno sempre i siti legati ai media e quindi cercare le informazioni che la televisione o i giornali ci nascondono è difficile e richiede tempo e anche fatica. Ma non è impossibile, e con un pò di pazienza si può riuscire a scoprire molte più cose di quelle che i mezzi tradizionali di comunicazione ci offrono "disinteressatamente".
Come ad esempio questo sito. L'unica voce, per quanto ne sappiamo, di contrappunto alla tendenza generale che, pur in una fase ribassista, vuole e vede i mercati azionari ripristinare il loro trend al rialzo, a tutti i costi e contro ogni razionalità.

Noi di US Equity & Macro LAB a nostra volta cerchiamo costantemente, perlomeno nell'ambito dell'informazione finanziaria, di trovare quelle voci poco amplificate ma non di rado geniali, in grado di cambiare completamente la natura dell'informazione "UFFICIALE", e lo facciamo proprio sulla rete.

Un paio di settimane fa avevamo letto di un articolista che aveva seguito la CNBC per tutta la giornata. Non ci ricordiamo il nome dello STOICO che condusse l'impresa e la URL esatta per rimandarvi l'articolo relativo, perchè sinceramente si meriterebbe questo e altro.

Ebbene il risultato riportato fu che gli analisti-opinionisti-"espertisti" intervistati nel corso dell'intera giornata si erano espressi TUTTI favorevolmente sul mercato azionario americano. Un esempio terrificante di voci accuratamente selezionate e "omologate" a comporre un "monologo lavacervello" della peggiore specie, completamente inutile per la rappresentazione di una minima dialettica costruttiva.

FALL STREET è indubbiamente uno dei nostri siti preferiti da contropporre a questi aberranti monologhi. Sulla home page si trova subito un elenco degli articoli più recenti (e la relativa URL) in netta controtendenza rispetto all'informazione resa nota dalla PROPAGANDA mass-mediatica.

E' su questo sito che stamani abbiamo trovato un dettaglio molto interessante sui dati del mercato del lavoro, pubblicati venerdì, che ci era sfuggito. L'articolo si intitola "Pounding the Pavement for Earnings" e per comodità riportiamo il contenuto della tabella anche qua di seguito:

Mese
dati iniziali
dati revisionati
differenza
Mar 02
+58
ad aprile
Feb 02
+66
-2
-68
Gen 02
-89
-128
-39
Dic 01
-124
-130
-6
Nov 01
-331
-371
-40
Oct 01
-415
-468
-53
Sep 01
-199
-213
-14
 
TOTALE
-220


Il numero totale di nuovi disoccupati non riportato inizialmente ma aggiunto il mese successivo in sede di revisione dei numeri ammonta a 220 mila.
Happy Days per il dipartimento del lavoro americano!
La casualità che per ben 6 mesi di fila ha voluto le cifre iniziali essere riviste SEMPRE al ribasso è alquanto sospetta. La divergenza tra i dati di febbraio e i dati revisionati pubblicati venerdì scorso rappresenta lo scostamento più alto, e non a caso su un dato che un mese fa, finalmente e dopo lungo tempo, era stato riportato positivo e aveva alimentato più di altri numeri le solite speranze della ripresa, espansione, nuovo boom, o qualunque altra cosa la happy people degli happy days americani ci voglia far credere.

Ovviamente aspettiamo il primo venerdì di maggio (le cifre sulla disoccupazione vengono rilasciate il primo venerdì del mese) non tanto per sapere le cifre relative al mese di aprile, ma per scoprire finalmente quelle del mese di marzo.

Lo facciamo con curiosità ma purtroppo anche con un certo rammarico. Ogni informazione ha infatti un valore che diminuisce al crescere del ritardo con il quale viene resa nota. E quel valore eventualmente inferiore causa, a sua volta, una reazione differente e generalmente più moderata da parte dei soggetti che sulla base di quella informazione devono prendere delle decisioni.

A Voi tirare le somme di questa ultima riflessione.

8 Aprile 2002

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