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Bear Markets

Come avevamo previsto l'effetto fiducia rilanciato
venerdì da AOL si é autoalimentato rapidamente. Ieri,
in assenza di dati economici e con i mercati asiatici chiusi, l'opportunità
tanto attesa dagli dagli analisiti é arrivata. Gli upgrade
e i commenti positivi a difesa dei mercati azionari e in particolare
delle società tecnologiche si sono moltiplicati alla maniera
dei pani e dei pesci. A fine giornata le variazioni positive degli
indici, più 140 punti per il Dow e 27 per il Nasdaq, hanno
rincuorato molti investitori.
I mercati dell'orso tuttavia sono per natura ingannevoli
e non mancano di concedere ai rialzisti molte speranze. L'ultima,
concretizzatasi con il rally nato sulle ceneri del WTC, sembra mostrare
una ottima resistenza. Molti degli investitori che da allora sono
rientrati, convinti finalmente di avere preso il fondo del mercato,
tengono e incrementano le loro posizioni incoraggiati dalle proiezioni
dei soliti analisti.
Gli ostacoli che di fatto rendono impossibile il
raggiungimento della terra promessa vengono minimizzati mentre d'altra
parte si evidenziano con molta enfasi i soliti numeri presentati
ad arte o radicalmente truccati per far apparire la situazione migliore
di quello che é in realtà, ovvero disastrosa, e tale
da farci chiedere quando, e non se, il mercato farà nuovi
minimi.
Il vero toro nascerà infatti quando
tutti smetteranno di cercarlo e quando pochissimi crederanno di
averlo trovato. E' una lezione che i mercati ribassisti hanno sempre
insegnato e alla quale tutte le volte ci si rifiuta di dare ascolto.
L'azionario giapponese e l'oro, in crisi rispettivamente da 12 anni
e da 22 anni sono qua per ricordarcelo tutti i giorni. Alla rinascita
del mercato toro sul primo ci sperano in troppi, sulla rinascita
del secondo ancora ben pochi.
E nel frattempo il numero di coloro che rimarranno impigliati nella
rete dell'orso aumentano ad ogni rimbalzo.
12 Febbraio 2002
Lo staff
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