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Il Dow Jones, un indice molto ambiguo

Non
è un caso notare delle strane divergenze tra Nasdaq-S&P
e Dow Jones.
Nella maggior parte dei casi quest'ultimo, più brillante
e baldanzoso, sostiene e prova a trascinare al rialzo i primi due.
Mercoledì il tentativo aveva perfino avuto un ottimo successo
con il risultato di un rally generale, apparentemente non sostenuto
da alcuna motivazione.
Cerchiamo di capire come mai.
Forse non tutti sanno che il Dow Jones è una
media aritimetica di 30 prezzi, laddove gli altri
due indici sono medie ponderate di un numero molto
più elevato di azioni. A prescindere dal numero di azioni
considerate ció significa che nel primo caso i titoli "sono
pesati" in base al prezzo mentre nel secondo in base alla capitalizzazione
di mercato delle società.
Per essere precisi ogni dollaro di variazione nel
prezzo di una delle 30 azioni del Dow muove l'indice di circa 7
punti, e questo indifferentemente dall'azione considerata e dal
suo valore assoluto.
Prendiamo il Dow Jones alle 20:11 di ieri. Era a
9984 in rialzo di 43 punti e cercava di risalire sopra i 10000 punti.
Soglia simbolica che era riuscito a oltrepassare per poco più
di mezz'ora, dalle 19 alle 19:30, illudendo qualche irriducibile
ottimista.
Sia il Nasdaq che l'S&P si trovavano invece in
territorio negativo, con il QQQ addirittura sotto di 2 punti percentuali.
Grazie alla baldanza del Dow Jones riuscivano tuttavia a contenere
bene le perdite e non mancavano di puntare anche al segno positivo.
Per semplicità di calcolo ipotizziamo ora
che il Dow sia composto solo da 6 azioni: quelle che alle 20:11
si presentavano come le 3 migliori e le 3 peggiori dell''indice.
Queste sono le variazioni in dollari e in termini di punti di Dow
Jones per ciascuna di esse:
| Boing |
+1.40$ |
9.69 |
| Du Pont |
+1.27$ |
8.79 |
| Caterpillar |
+1.22$ |
8.44 |
| |
-------- |
-------- |
| |
+3.89$ |
+26.92 punti |
| Intel |
-1.31$ |
-9.11 |
| IBM |
-1.12$ |
-7.75 |
| Microsoft |
-0.58$ |
-4.00 |
| |
-------- |
------- |
| |
-3.01$ |
-20.86 punti |
Per una variazione netta positiva del nostro ipotetico
mini Dow Jones uguale a 6 punti.
Cosa c'è di strano in questo?
C'è di strano che mentre il nostro mini Dow sta dando un
segnale di fiducia attraverso un segno positivo, in realtà
all'interno del suo paniere si sta bruciando valore. E non poco.
Vediamo infatti per le sei società la loro
capitalizzazione, il numero di azioni che ne costituiscono il capitale
e quindi l'aumento o la diminuzione in termini di capitalizzazione
rispetto al giorno prima (variazione prezzo in $ x num. azioni):
| Boing |
36 B |
0.84 B |
1.17 B |
| Du Pont |
47 B |
1.03 B |
1.27 B |
| Caterpillar |
17 B |
0.34 B |
0.42 B |
| |
-------- |
-------- |
-------- |
| |
100 B |
|
2.90 B |
| Intel |
211 B |
6.71 B |
-8.79 B |
| IBM |
171 B |
1.72 B |
-1.92 B |
| Microsoft |
324 B |
5.42 B |
-3.14 B |
| |
-------- |
------- |
------- |
| |
706 B |
|
-13.86 B |
Sorpresi? Dietro quella variazione positiva di 6
punti del nostro mini indice c'è un fumo di 11 miliardi di
dollari che stanno bruciando. Naturalmente nei conti e a danno della
ricchezza complessiva degli investitori!
Praticamente come se stesse andando in bancarotta il 70% della Caterpillar,
la cui variazione positiva nel Dow compensa invece quasi del tutto
l'effetto negativo di Intel!
A causa di questa particolare costruzione il Dow
Jones, pur essendo uno degli indici azionari più seguiti
e rappresentando anche il baromentro della fiducia di molti investitori,
è oggi un indice tutto sommato poco rappresentativo e sicuramente
manipolabile: per controbilanciare una Intel da 211 miliardi di
dollari che scende basta spostare nel senso opposto una Caterpillar,
con la differenza che la prima sta bruciando quasi 20 volte il valore
creato dalla seconda!!!
E' molto piu' facile di quello che si puo' credere
e rappresenta una misura di emergenza molto comoda per sostenere
il Dow nei momenti di caduta e soprattutto di panico. Considerando
il probabile effetto traino sugli altri due indici, lo scopo complessivo
è anche quello di sostenere il mercato azionario nel suo
complesso.
Proprio quello che potrebbe essere successo
mercoledì, dove l'inversione del Dow aveva fatto scattare
un rally generale di tutti gli indici, e che stava continuando anche
ieri.
Nell'ultima ora, però, il giochetto ha smesso di funzionare
e la caduta libera è stata inevitabile.
Forse qualcuno sta cominciando a capire e ieri non si è fatto
nè convincere nè fregare. Molti altri invece continuano
a fidarsi e in un'ora hanno lasciato sul tavolo tutti i guadagni
(o le perdite recuperate) del giorno prima e anche qualcosa di più.
22 Febbraio 2002
Lo staff
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