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Commento del 22/02/2002

Il Dow Jones, un indice molto ambiguo

Non è un caso notare delle strane divergenze tra Nasdaq-S&P e Dow Jones.
Nella maggior parte dei casi quest'ultimo, più brillante e baldanzoso, sostiene e prova a trascinare al rialzo i primi due. Mercoledì il tentativo aveva perfino avuto un ottimo successo con il risultato di un rally generale, apparentemente non sostenuto da alcuna motivazione.

Cerchiamo di capire come mai.

Forse non tutti sanno che il Dow Jones è una media aritimetica di 30 prezzi, laddove gli altri due indici sono medie ponderate di un numero molto più elevato di azioni. A prescindere dal numero di azioni considerate ció significa che nel primo caso i titoli "sono pesati" in base al prezzo mentre nel secondo in base alla capitalizzazione di mercato delle società.

Per essere precisi ogni dollaro di variazione nel prezzo di una delle 30 azioni del Dow muove l'indice di circa 7 punti, e questo indifferentemente dall'azione considerata e dal suo valore assoluto.

Prendiamo il Dow Jones alle 20:11 di ieri. Era a 9984 in rialzo di 43 punti e cercava di risalire sopra i 10000 punti. Soglia simbolica che era riuscito a oltrepassare per poco più di mezz'ora, dalle 19 alle 19:30, illudendo qualche irriducibile ottimista.

Sia il Nasdaq che l'S&P si trovavano invece in territorio negativo, con il QQQ addirittura sotto di 2 punti percentuali. Grazie alla baldanza del Dow Jones riuscivano tuttavia a contenere bene le perdite e non mancavano di puntare anche al segno positivo.

Per semplicità di calcolo ipotizziamo ora che il Dow sia composto solo da 6 azioni: quelle che alle 20:11 si presentavano come le 3 migliori e le 3 peggiori dell''indice. Queste sono le variazioni in dollari e in termini di punti di Dow Jones per ciascuna di esse:

Boing +1.40$ 9.69
Du Pont +1.27$ 8.79
Caterpillar +1.22$ 8.44
  -------- --------
  +3.89$ +26.92 punti

Intel -1.31$ -9.11
IBM -1.12$ -7.75
Microsoft -0.58$ -4.00
  -------- -------
  -3.01$ -20.86 punti

Per una variazione netta positiva del nostro ipotetico mini Dow Jones uguale a 6 punti.
Cosa c'è di strano in questo?
C'è di strano che mentre il nostro mini Dow sta dando un segnale di fiducia attraverso un segno positivo, in realtà all'interno del suo paniere si sta bruciando valore. E non poco.

Vediamo infatti per le sei società la loro capitalizzazione, il numero di azioni che ne costituiscono il capitale e quindi l'aumento o la diminuzione in termini di capitalizzazione rispetto al giorno prima (variazione prezzo in $ x num. azioni):

Boing 36 B 0.84 B 1.17 B
Du Pont 47 B 1.03 B 1.27 B
Caterpillar 17 B 0.34 B 0.42 B
  -------- -------- --------
  100 B   2.90 B

Intel 211 B 6.71 B -8.79 B
IBM 171 B 1.72 B -1.92 B
Microsoft 324 B 5.42 B -3.14 B
  -------- ------- -------
  706 B   -13.86 B

Sorpresi? Dietro quella variazione positiva di 6 punti del nostro mini indice c'è un fumo di 11 miliardi di dollari che stanno bruciando. Naturalmente nei conti e a danno della ricchezza complessiva degli investitori!
Praticamente come se stesse andando in bancarotta il 70% della Caterpillar, la cui variazione positiva nel Dow compensa invece quasi del tutto l'effetto negativo di Intel!

A causa di questa particolare costruzione il Dow Jones, pur essendo uno degli indici azionari più seguiti e rappresentando anche il baromentro della fiducia di molti investitori, è oggi un indice tutto sommato poco rappresentativo e sicuramente manipolabile: per controbilanciare una Intel da 211 miliardi di dollari che scende basta spostare nel senso opposto una Caterpillar, con la differenza che la prima sta bruciando quasi 20 volte il valore creato dalla seconda!!!

E' molto piu' facile di quello che si puo' credere e rappresenta una misura di emergenza molto comoda per sostenere il Dow nei momenti di caduta e soprattutto di panico. Considerando il probabile effetto traino sugli altri due indici, lo scopo complessivo è anche quello di sostenere il mercato azionario nel suo complesso.

Proprio quello che potrebbe essere successo mercoledì, dove l'inversione del Dow aveva fatto scattare un rally generale di tutti gli indici, e che stava continuando anche ieri.
Nell'ultima ora, però, il giochetto ha smesso di funzionare e la caduta libera è stata inevitabile.
Forse qualcuno sta cominciando a capire e ieri non si è fatto nè convincere nè fregare. Molti altri invece continuano a fidarsi e in un'ora hanno lasciato sul tavolo tutti i guadagni (o le perdite recuperate) del giorno prima e anche qualcosa di più.

22 Febbraio 2002

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