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La curva dei tassi: il costo del debito

La curva dei tassi di interesse rappresenta il costo
associato al debito in relazione alla sua scadenza e si costruisce
con riferimento ai titoli di stato cosiddetti benchmark, i più
liquidi su ciascun arco temporale considerato.
Diamo una rapida occhiata alle seguenti tre
curve costruite sulle scadenze 3 mesi, 2 anni, 5 10 e 30 anni: la
curva americana, quella europea e quella inglese.

La curva che presenta la pendenza maggiore è
ovviamente quella americana. E' una curva tipica di economia in
recessione. Quella di economia in espansione tende a essere piatta,
mentre quella di fase di boom presenta generalmente una pendenza
negativa, come era appunto la curva americana fino all'ottobre 2000.
Vediamo come si è mosso negli ultimi
due anni lo spread tra il tasso USA a 2 anni e quello a 30 e mettiamolo
in relazione al movimento del Nasdaq:

Il minimo toccato dallo spread è di -71 basis
point e risale al 28 aprile 2000, non a caso giorno di inizio della
serie storica rappresentata nel grafico. Nei mesi del 2000 precedenti
quella data e assenti dal chart, lo spread era stato superiore a
quel picco, pur mantenendosi in territorio negativo come è
tipico di una fase fortemente espansiva.
Lo spread è entrato in campo positivo solo
a novembre del 2000, praticamente a metà della seconda fase
di declino del Nasdaq, passato in tre mesi da oltre 4000 punti a
2500 e destinato a scendere nei mesi successivi fino a circa 1650
(fine marzo 2000).
Da allora, accompagnando la serie di tagli operati
dalla FED, il differenziale si è via via allargato fino a
toccare il top nei giorni post attacco in cui schizzò da
190 a 280. Nello stesso periodo il Nasdaq ha continuato la propria
discesa andando a fare i nuovi minimi sotto 1400 (1387 il 21/9),
minimi rimasti ad oggi ancora intonsi.
Da inizio 2002 il differenziale 2-30 anni sta
seguendo un trend leggermente discendente, sulle aspettative di
rialzo dei tassi a breve. Aspettative ridimensionate nelle ultime
settimane dai commenti del presidente della FED. La banca centrale
americana, infatti, sembrerebbe orientata a mantenere nelle prossime
sedute una politica monetaria neutrale.
Quello che abbiamo già esaminato, e che riprenderemo
con il prossimo articolo, come il
dilemma di Greenspan pesa indubbiamente sulla decisione di rialzare
i tassi a breve come richiederebbe l'inizio di una nuova fase espansiva,
finora solo più presunta, artificiale e propagandata che
reale e sostenibile nel lungo periodo.
Mentre in tale clima di incertezza il Nasdaq sta
testando per la terza volta i supporti intorno al ritracciamento
Fibonacci 50% della gamba rialzista che va dai minimi di settembre
ai massimi di gennaio (2098 punti il 9/1), lo spread 2-30 anni,
che dai 232 basis point del primo marzo era arrivato ai 208 di fine
marzo, è tornato su valori correnti di circa 235 punti.
Riteniamo che sia molto interessante seguire l'evoluzione
della pendenza della curva, e questo per una serie di ragionevoli
motivazioni:
a) la correlazione recente tra tassi a breve e Nasdaq
è stata positiva. I periodi caratterizzati da una politica
monetaria accomodante invecve sono in genere accompagnati da una
ripresa dei corsi azionari e non certo da un crollo. Qualora Greenspan
cominciasse a rialzare i tassi e la normale correlazione negativa
fosse ripristinata dovremmo presumibilmente assistere a una ulteriore
fase di depressione dei corsi azionari;
b) i player del mercato obbligazionario sono molto
più smart (intelligenti) dei player del mercato azionario.
E' una considerazione che deriva non solo dal numero ridotto di
piccoli speculatori che operano sul mercato dei tassi di interesse
rispetto al mercato azionario, ma anche dalle basi relativamente
più solide (specialmente un grado di informazione maggiore
e meno aleatorio) su cui si fondano le decisioni di investimento
nel mercato obbligazionario; come conseguenza è bene cercare
dei suggerimenti sulla evoluzione del ciclo economico prima dalla
curva dei tassi e poi dall'andamento dei mercati azionari;
c) i movimenti di capitale che prezzano la curva
dei tassi sono enormi e ben più potenti della FED stessa,
quindi potenzialmente in grado di sostenere e vincere il braccio
di ferro con la massima autorità monetaria americana. Questo
a differenza del mercato azionario dove le possibilità di
sostegno dei corsi azionari sono molto più elevate e realizzabili.
Proprio con riferimento a questo secondo punto, consideriamo che
la FED ha il massimo controllo sulla curva a brevissimo, operato
tramite il FED FUND rate e il discount rate, mentre ha pochissimo
controllo sui tassi di lungo periodo.
Ricordiamo ad esempio il caso esemplare di fine ottobre
2001 in cui il Tesoro americano (nelle veci della FED, ndr) tramite
l'annuncio della soppressione di nuove emissioni di carta lunga
(i T-Bonds trentennali), riuscì nell'intento di abbassare
drasticamente i tassi della parte finale della curva solo per pochi
giorni.
I tassi del trentennale, crollati a seguito dell'annuncio
dal 5.20% al 4.80%, rimbalzarono nei giorni successivi per tornare
ai livelli "pre-assassinio" del T-Bond. Oggi offrono il
5.65%, un tasso addirittura superiore al 5.32% dei primi giorni
di gennaio 2001.
Anche lo spread 2-30 anni non è molto lontano da quello che
quotava allora. La leggera riduzione è intervenuta per l'effetto
delle nuove aspettative di ripresa economica, ma il differenziale
resta sostanzialmente invariato e sempre superiore ai due punti
percentuali, suggerendoci proprio quanto detto sopra, ovvero che
la nuova fase espansiva propagandata sia in realtà tanto
artificiale quanto del tutto aleatoria e probabilmente di breve
durata.
Il braccio di ferro tra la FED e gli operatori del
mercato obbligazionario, teso a fissare un costo per ciascun segmento
della curva del debito, continuerà a suggerirci in futuro,
attraverso la pendenza della curva, lo scenario economico più
probabile.
E mentre Greenspan temporeggia rimanendo inerte di
fronte al proprio dilemma, i debitori continuano a scivolare lungo
quella curva ancora molto inclinata ammassandosi pericolosamente
là dove riescono ancora ad approfittare di costi piuttosto
bassi.
24 Aprile 2002
Lo staff
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