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Commento del 07/05/2002

Nasdaq nuovamente a -70%, ancora un altro -70% prima del bottom?

Il Nasdaq oggi, dopo avere aperto con segno positivo, si è rigirato velocemente secondo la direzione del trend degli ultimi giorni ed è sprofondato fino a 1558 punti. In prossimità di un supporto che era sotto gli occhi di molti, è rimbalzato recuperando quasi il 2% ed è tornato nuovamente positivo. Mentre stiamo scrivendo oscilla intorno ai 1590 punti. Assumendo una chiusura su questi livelli, si tratterebbe di un segnale di reversal che potrebbe attirare nei prossimi giorni la solita mandria dei cercatori del "fondo perduto".

Dopo il rimbalzo vigoroso di fine settembre esauritosi sui massimi di gennaio, e ancora solo fino a qualche settimana fa, il fondo del Nasdaq veniva attribuito da molti, con ingenua e arrogante certezza, alla giornata del 21 settembre.

Pochi, lungo quell'insensato rialzo, hanno avuto il coraggio di mettere in discussione questa certezza con una analisi altrettanto sicura di se stessa. Due visioni opposte, che a posteriori si stanno rivelando essere fondate l'una sull'illusione l'ingenuità e l'avventatezza, l'altra sulla ragione, la ricerca e la prudenza.

Quota 1558 si situa all'interno del range del 3 ottobre 2001, la giornata estremamente positiva dopo la quale il rally divenne contemporaneamente una pericolosa certezza, una facile illusione e, per coloro che gli sono corsi dietro senza uscire sui massimi di dicembre-gennaio, una trappola altamente distruttiva.

Il minimo di oggi si pone inoltre sia sotto il minimo toccato la vigilia del'11 settembre (1668) che sotto il minimo toccato il 4 aprile 2001 (1620).

Tornando indietro, prima del settembre 2001, valori intorno a 1560 si videro per l'ultima volta nella settimana precedente la partenza del grande rally che nel giro di un anno e mezzo montò la bolla speculativa più allucinante dei tempi moderni. Era la prima metà dell'ottobre 1998.

Per la seconda volta siamo quindi tornati indietro di 3 anni e sette mesi. Potrebbe sembrare sufficiente come correzione, soprattutto nel caso venisse rafforzata da un doppio minimo, ma non lo è affatto. I mercati bearish che hanno seguito le bolle speculative delle dimensioni del Nasdaq sono in grado di spazzare anche 10 anni di profitti.

A questi livelli il Nasdaq ha perso dai massimi del 2000 il 70% del proprio valore. Chi cerca il minimo su questi livelli, chi si convincerà ancora una volta di averlo ritrovato oggi, chi penserà di trovarlo tra qualche settimana nell'eventualità che il Nasdaq faccia nuovi minimi vicini a quelli del 21 settembre, potrebbe provare a controllare dove stava l'indice nel 1992 e, attraverso due conti, calcolare che dai livelli attuali il Nasdaq potrebbe perdere benissimo un altro 70%. Tradotto in termini assoluti fa circa 1100 punti che tolti ai circa 1600 attuali, ne lascia decina più decina meno, circa 500.

In soldoni una perdita altrettanto devastante come quella che è seguita dal picco di oltre 5000 a oggi. Chi è entrato sui massimi, e sono in tanti purtroppo, sa cosa significa. E' qualcosa che non auguriamo a nessuno, ma nell'eventualità che il mercato orso faccia il suo dovere fino in fondo, è una possibilità da non escludere a cui stanno andando incontro molti cercatori del fondo perduto, privi delle conoscenze tecniche e pratiche necessarie per difendersi da un mercato che non perdona errori e distrazioni.

Chiudiamo con una puntualizzazione. Siamo ampiamente soddisfatti nel trovare, giorno dopo giorno, delle conferme adeguate alle nostre analisi: il mercato bullish dell'oro, il Nasdaq nuovamente prossimo ai minimi di settembre, la mani pulite della finanza annunciata da noi qualche mese fa e finalmente in corso, la crisi del dollaro. Le previsioni che ragionevolmente cerchiamo di fare sono infatti frutto di un'analisi che pur in veste amatoriale ha fondamenta serie e professionali. Analisi non mirata ad alcun scopo di lucro ma volta solo a sollecitare una visione più ampia e critica delle cose.

Viceversa non siamo felici di sentire gente mortificata o ancora peggio estremamente sconsolata per essersi fatta trascinare nel solito rally dal passo veloce e dalle gambe corte. L'orso è una cattiva bestia, ma solo per chi lo dipinge tale. In realtà è una fase di mercato che aiuta le persone ricettive e flessibili a riflettere e a maturare e che, in fondo, ripulisce l'economia non solo dagli eccessi, dall'irrazionalità della fase di boom, ma anche da tutto ciò che di peggio l'essere umano in essa è riuscito a produrre. E leggendo le cronache quotidiane sugli scandali che cominciano a stringere Wall Street (e che forse in un prossimo futuro si estenderanno al di là degli intermediari e delle società quotate) non si è trattato certamente di semplici bagatelle.

07 Maggio 2002

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