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Nasdaq nuovamente a -70%, ancora un altro
-70% prima del bottom?

Il Nasdaq oggi, dopo avere aperto con segno positivo,
si è rigirato velocemente secondo la direzione del trend
degli ultimi giorni ed è sprofondato fino a 1558 punti. In
prossimità di un supporto che era sotto gli occhi di molti,
è rimbalzato recuperando quasi il 2% ed è tornato
nuovamente positivo. Mentre stiamo scrivendo oscilla intorno ai
1590 punti. Assumendo una chiusura su questi livelli, si tratterebbe
di un segnale di reversal che potrebbe attirare nei prossimi giorni
la solita mandria dei cercatori del "fondo perduto".
Dopo il rimbalzo vigoroso di fine settembre esauritosi
sui massimi di gennaio, e ancora solo fino a qualche settimana fa,
il fondo del Nasdaq veniva attribuito da molti, con ingenua e arrogante
certezza, alla giornata del 21 settembre.
Pochi, lungo quell'insensato rialzo, hanno avuto
il coraggio di mettere in discussione questa certezza con una analisi
altrettanto sicura di se stessa. Due visioni opposte, che a posteriori
si stanno rivelando essere fondate l'una sull'illusione l'ingenuità
e l'avventatezza, l'altra sulla ragione, la ricerca e la prudenza.
Quota 1558 si situa all'interno del range del 3 ottobre
2001, la giornata estremamente positiva dopo la quale il rally divenne
contemporaneamente una pericolosa certezza, una facile illusione
e, per coloro che gli sono corsi dietro senza uscire sui massimi
di dicembre-gennaio, una trappola altamente distruttiva.
Il minimo di oggi si pone inoltre sia sotto il minimo
toccato la vigilia del'11 settembre (1668) che sotto il minimo toccato
il 4 aprile 2001 (1620).
Tornando indietro, prima del settembre 2001, valori
intorno a 1560 si videro per l'ultima volta nella settimana precedente
la partenza del grande rally che nel giro di un anno e mezzo montò
la bolla speculativa più allucinante dei tempi moderni. Era
la prima metà dell'ottobre 1998.
Per la seconda volta siamo quindi tornati indietro
di 3 anni e sette mesi. Potrebbe sembrare sufficiente come correzione,
soprattutto nel caso venisse rafforzata da un doppio minimo, ma
non lo è affatto. I mercati bearish che hanno seguito le
bolle speculative delle dimensioni del Nasdaq sono in grado di spazzare
anche 10 anni di profitti.
A questi livelli il Nasdaq ha perso dai massimi del
2000 il 70% del proprio valore. Chi cerca il minimo su questi livelli,
chi si convincerà ancora una volta di averlo ritrovato oggi,
chi penserà di trovarlo tra qualche settimana nell'eventualità
che il Nasdaq faccia nuovi minimi vicini a quelli del 21 settembre,
potrebbe provare a controllare dove stava l'indice nel 1992 e, attraverso
due conti, calcolare che dai livelli attuali il Nasdaq potrebbe
perdere benissimo un altro 70%. Tradotto in termini assoluti fa
circa 1100 punti che tolti ai circa 1600 attuali, ne lascia decina
più decina meno, circa 500.
In soldoni una perdita altrettanto devastante come
quella che è seguita dal picco di oltre 5000 a oggi. Chi
è entrato sui massimi, e sono in tanti purtroppo, sa cosa
significa. E' qualcosa che non auguriamo a nessuno, ma nell'eventualità
che il mercato orso faccia il suo dovere fino in fondo, è
una possibilità da non escludere a cui stanno andando incontro
molti cercatori del fondo perduto, privi delle conoscenze tecniche
e pratiche necessarie per difendersi da un mercato che non perdona
errori e distrazioni.
Chiudiamo con una puntualizzazione. Siamo ampiamente
soddisfatti nel trovare, giorno dopo giorno, delle conferme adeguate
alle nostre analisi: il mercato bullish dell'oro, il Nasdaq nuovamente
prossimo ai minimi di settembre, la mani pulite della finanza annunciata
da noi qualche mese fa e finalmente in corso, la crisi del dollaro.
Le previsioni che ragionevolmente cerchiamo di fare sono infatti
frutto di un'analisi che pur in veste amatoriale ha fondamenta serie
e professionali. Analisi non mirata ad alcun scopo di lucro ma volta
solo a sollecitare una visione più ampia e critica delle
cose.
Viceversa non siamo felici di sentire gente
mortificata o ancora peggio estremamente sconsolata per essersi
fatta trascinare nel solito rally dal passo veloce e dalle gambe
corte. L'orso è una cattiva bestia, ma solo per chi lo dipinge
tale. In realtà è una fase di mercato che aiuta le
persone ricettive e flessibili a riflettere e a maturare e che,
in fondo, ripulisce l'economia non solo dagli eccessi, dall'irrazionalità
della fase di boom, ma anche da tutto ciò che di peggio l'essere
umano in essa è riuscito a produrre. E leggendo le cronache
quotidiane sugli scandali che cominciano a stringere Wall Street
(e che forse in un prossimo futuro si estenderanno al di là
degli intermediari e delle società quotate) non si è
trattato certamente di semplici bagatelle.
07 Maggio 2002
Lo staff
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