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Commento del 12/05/2002

Quando dietro alla liquidità si nasconde una trappola: l'8 Maggio.

Mercoledì 8 Maggio il Nasdaq ha chiuso con un rimbalzo incredibile di oltre il 7%. I fuochi d'artificio si sono svolti in un clima di estrema euforia per festeggiare i risultati PRO FORMA di Cisco, annunciati la sera prima a mercati chiusi e migliori di 2 pennies rispetto alle previsioni degli analisti.

Il rimbalzo che era nell'aria è arrivato violento e alla chiusura degli scambi la variazione del +7.8% risultava essere la migliore dell'anno e la ottava migliore dell'intera storia del Nasdaq.

Tuttavia, nonostante il Cisco Party, la settimana si è chiusa negativamente per tutti e tre gli indici principali. La gran parte dei guadagni di mercoledì, infatti, è stata spazzata via dalle due giornate seguenti. Lo storno registrato nelle ultime due sedute ha superato abbondantemente il 50% del rally e molte azioni si sono rimangiate nel giro di 48 ore rimbalzi superiori al 10-15%.

Un ritracciamento atteso ma onestamente troppo veloce che ci porta a considerare una ipotesi molto preoccupante.

Il Nasdaq stava scendendo oramai da circa due settimane e in maniera molto pesante. Dal 17 aprile al 7 maggio aveva perso il 13% sfondando con facilità diversi supporti. Le vendite massicce, di natura indubbiamente istituzionale, cominciavano a non trovare più la liquidità necessaria in grado di poter assorbire i titoli senza risultare in un abbattimento progressivo delle quotazioni.

In questo contesto i risultati positivi di Cisco avrebbero rappresentato una ottima occasione per lanciare un rally irresistibile e creare la liquidità mancante. La violenza del rally di mercoledì è stata infatti talmente forte da attirare sia la mandria dei cercatori del fondo perduto sia un numero elevato di acquisti a ricopertura delle posizioni corte.

Il volume molto elevato di scambi sia su Nasdaq che sul NYSE avrebbe garantito alle mani forti la liquidità in grado di assorbire qualunque ordine di vendita. Una ghiotta occasione per chi, nei giorni precedenti, era oramai costretto a liquidare grosse posizioni a prezzi sempre più bassi. E infatti pare che lungo il rally di mercoledì molti grossi operatori abbiano venduto, approfittando di prezzi insperatamente generosi che stavano oramai diventando un amaro ricordo.

Le prossime giornate ci diranno quanto questa ipotesi possa essere considerata verosimile. Tuttavia, a conferma di questo sospetto, le statistiche relative alle giornate di forte rialzo esaminate nel nostro articolo "Rally di mercato Bear", sembrano essere di pessimo auspicio.

12 Maggio2002

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