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Quando dietro alla liquidità si
nasconde una trappola: l'8 Maggio.

Mercoledì 8 Maggio il Nasdaq ha chiuso con
un rimbalzo incredibile di oltre il 7%. I fuochi d'artificio si
sono svolti in un clima di estrema euforia per festeggiare i risultati
PRO FORMA di Cisco, annunciati la sera prima a mercati chiusi e
migliori di 2 pennies rispetto alle previsioni degli analisti.
Il rimbalzo che era nell'aria è arrivato violento
e alla chiusura degli scambi la variazione del +7.8% risultava essere
la migliore dell'anno e la ottava migliore dell'intera storia del
Nasdaq.
Tuttavia, nonostante il Cisco Party, la settimana
si è chiusa negativamente per tutti e tre gli indici principali.
La gran parte dei guadagni di mercoledì, infatti, è
stata spazzata via dalle due giornate seguenti. Lo storno registrato
nelle ultime due sedute ha superato abbondantemente il 50% del rally
e molte azioni si sono rimangiate nel giro di 48 ore rimbalzi superiori
al 10-15%.
Un ritracciamento atteso ma onestamente troppo veloce
che ci porta a considerare una ipotesi molto preoccupante.
Il Nasdaq stava scendendo oramai da circa due settimane
e in maniera molto pesante. Dal 17 aprile al 7 maggio aveva perso
il 13% sfondando con facilità diversi supporti. Le vendite
massicce, di natura indubbiamente istituzionale, cominciavano a
non trovare più la liquidità necessaria in grado di
poter assorbire i titoli senza risultare in un abbattimento progressivo
delle quotazioni.
In questo contesto i risultati positivi di Cisco
avrebbero rappresentato una ottima occasione per lanciare un rally
irresistibile e creare la liquidità mancante. La violenza
del rally di mercoledì è stata infatti talmente forte
da attirare sia la mandria dei cercatori del fondo perduto sia un
numero elevato di acquisti a ricopertura delle posizioni corte.
Il volume molto elevato di scambi sia su Nasdaq che
sul NYSE avrebbe garantito alle mani forti la liquidità in
grado di assorbire qualunque ordine di vendita. Una ghiotta occasione
per chi, nei giorni precedenti, era oramai costretto a liquidare
grosse posizioni a prezzi sempre più bassi. E infatti pare
che lungo il rally di mercoledì molti grossi operatori abbiano
venduto, approfittando di prezzi insperatamente generosi che stavano
oramai diventando un amaro ricordo.
Le prossime giornate ci diranno quanto questa
ipotesi possa essere considerata verosimile. Tuttavia, a conferma
di questo sospetto, le statistiche relative alle giornate di forte
rialzo esaminate nel nostro articolo "Rally
di mercato Bear", sembrano essere di pessimo auspicio.
12 Maggio2002
Lo staff
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