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Commento del 12/05/2002

Massive single-day rally di mercato Bear

Adam Hamilton è indubbiamente uno dei migliori studiosi della bubble del Nasdaq. Lo leggiamo da quasi due anni e siamo costantemente impressionati dal profondo acume che sostiene ciascuna delle analisi pubblicate con cadenza settimana sul suo sito Zeal.

Sono quindi quasi due anni che, affascinati dalle argomentazioni di Adam, segnaliamo il suo sito a tutti gli scettici della bubble, non senza un filo di volontaria provocazione. In particolare amiamo indirizzare subito l'attenzione sull'eloquente grafico Nasdaq 2000 vs Dow Jones 1929 che, aggiornato di settimana in settimana, troneggia sulla home page.

Lo riportiamo qua sotto.


Sono ovviamente quasi due anni che la gran parte di quegli scettici lancia una breve occhiata al grafico e con un motto di derisione chiude subito la pagina senza degnarsi di andare oltre. L'analogia Nasdaq 2000 - Dow Jones 1929 viene negata immediatamente con motivazioni
che l'evidenza inconfutabile dei fatti ha, finora, ricoperto di ridicolo.

Quella linea rossa continua a seguire il percorso che fu del Dow Jones oltre settanta anni fa. Inesorabilmente verso il basso, verso nuovi minimi di volta in volta dichiarati erroneamente il fondo ultimo, la fine del mercato bear .

Tutti questi scettici avrebbero invece fatto bene a memorizzare il sito di Adam tra i loro preferiti per consultarlo settimanalmente come facciamo noi. Sappiamo che pochi di loro l'hanno fatto. E' più facile e confortevole per quasi ogni investitore ascoltare il canto delle sirene che non la voce di Cassandra, sia che esso venga da dentro di se, o come più generalmente accade, da un genere di informazione esterna altamente superficiale e poco obiettiva.

Negli ultimi due anni quel canto ha portato rovinosamente a una distruzione del capitale non indifferente mentre la voce di Cassandra avrebbe portato a una saggia e preziosa difesa dello stesso.

Nella sua lunga serie di analisi Adam si è dedicato più volte ad analizzare un fenomeno molto particolare: le fasi rialziste all'interno di un trend maggiore ribassista. La spettacolare giornata di fuochi di artificio di mercoledì gli ha offerto l'opportunità di scrivere un ulteriore articolo su questo fenomeno piuttosto interessante, visto ancora più da vicino, attraverso, cioè, l'esame dei "massive rally" giornalieri.

Con nostro sommo piacere lo abbiamo potuto leggere puntualmente venerdì sera, dopo la chiusura dei mercati, giorno in cui la pagina di Zeal viene aggiornata.

Rimandiamo all'articolo originale i lettori che non hanno problemi a leggere l'inglese e offriamo qui di seguito solo un breve riassunto dei risultati ai quali la sua analisi è pervenuta.

Premettiamo che i risultati non ci sorprendono affatto, forse per la stessa natura contrarian che ci contraddistingue e che ci ha sempre portato a identificare rally di tale portata come la caratterizzazione esclusiva di un mercato bear lungi dall'aver trovato il proprio fondo.

L'incremento percentuale fatto registrare dal Nasdaq mercoledì 8 maggio 2002, pari al 7.8%, costituisce secondo un ordine di grandezza percentuale l'ottavo rally giornaliero della storia del Nasdaq. Indubbiamente una performance impressionanete e interessante.

Partendo dal 1990, anno in cui il Nasdaq toccò un minimo di 322 punti, ed esaminando la distribuzione delle giornate con massiccia variazione percentuale positiva, la concentrazione delle osservazioni non si colloca, come si potrebbe pensare intuitivamente, negli anni del boom che portarono l'indice fino a vette prive di ossigeno, bensì negli ultimi due anni succcessivi allo scoppio della bolla.

Più in dettaglio l'analisi conduce ai seguenti risultati estremamente contro-intuitivi.

Estraendo tra le oltre 3000 giornate operative che vanno dal gennaio 1990 al maggio 2002, ben 36 dei 50 rally giornalieri maggiori, o il 72%, è avvenuto dopo marzo 2000.

Considerando invece solo i 25 rally maggiori, ben 22 o l'88% appartengono all'intervallo cronologico seguente il picco del 2000.

E infine, tutti e dieci le migliori giornate del Nasdaq, di cui mercoledì rappresenta per ordine di grandezza l'ottava, si concentrano negli ultimi due anni. Per trovare un rally significativo anteriore al marzo 2000 bisogna scorrere fino al quindicesimo classificato.

Come la nostra percezione ci aveva fatto intuire, l'analisi dimostra chiaramente che i "massive rally" sono un fenomeno tipico di mercato bear. Non si pongono cioè a preludio di giorni migliori, quanto piuttosto a conferma della direzione maggiore in corso e come pessimo auspicio per i giorni a venire. In due parole, sono per gli investitori pericolosi e ingannevoli tanto quanto il trend a cui appartengono. Un trend che, come conclude Adam Hamilton, non fa prigioneri e lascia pochi sopravvissuti.

12 Maggio2002

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