| (30/09/02)
Gli indici USA oggi hanno chiuso con una variazione negativa
tutto sommato contenuta quella che in apertura sembrava una sessione
disastrosa e voltata al day crash. Dei tre indici americani principali
due hanno toccato nuovi minimi, cioè il Nasdaq (1160) e il
Dow Jones (7460), mentre l’S&P 500 è riuscito a
tenersi al di sopra dei minimi di fine luglio (800 minimo giornaliero
contro 775 di luglio).
La candela giornaliera registrata dai grafici del
Dow Jones e dell’S&P 500 è riconducibile in maniera
approssimativa al noto Hammer
. La debolezza degli indici negli ultimi minuti di trading ha infatti
inficiato una più netta formazione a martello della candela
che era invece ben visibile a mezz’ora dalla chiusura.
L’azione di mercato riassunta da questa figura,
caratterizzata da una coda sottostante il corpo scuro della candela
(a martello appunto), consiste in una sessione inizialmente dominata
dagli orsi nella quale i tori sono riusciti successivamente a recuperare
gran parte del terreno perduto. Una giornata che sostanzialmente
vede i tori non tanto come i vincitori ufficiali (i mercati hanno
chiuso in rosso, da cui il corpo scuro della candela) quanto piuttosto
come i vincitori morali della battaglia. Qualora giunga dopo un
periodo di discesa dei corsi, una candela del genere si pone solitamente
come segnale di esaurimento e inversione del trend.
Se riprendiamo i grafici del periodo compreso dal
primo giugno a metà luglio possiamo notare come il Dow Jones
(vedi chart) e l’S&P500 presentino ripetutamente questo
tipo di candela nelle sue diverse configurazioni.

In quel periodo al verificarsi di un nuovo minimo
seguiva spesso e volentieri, nell’ambito della stessa sessione,
un vigoroso rimbalzo. Sul Dow Jones e l’S&P si contano
dal primo giugno a metà luglio ben 8-9 candele Hammer o candele
simili su circa 36, dove l’evidenza è più chiara
sul Dow Jones. Sul Nasdaq invece il fenomeno è più
contenuto, a dimostrazione delle minori capacità di recupero
dell’indice stesso. Un po’ quello che accadrebbe a un
cavallo bastonato troppo e troppo a lungo, oramai incapace di reagire
e invertire rapidamente direzione.
La risoluzione di quel pattern inusuale di candele,
che avevamo già fatto notare a suo tempo, fu una rapida e
conclusiva discesa dei mercati: dall’ultima evidente candela
Hammer di metà luglio (indicata con la freccia) il mercato
accelerò rapidamente al ribasso e in sole 6 giornate arrivò
a segnare, senza più presentare la insistente ripetizione
di nuove Hammer, i nuovi minimi di fine luglio. Essi si collocarono
al di sotto dei livelli raggiunti sul rimbalzo di quell’ultima
Hammer rispettivamente secondo variazioni percentuali degli indici
pari al 15% per l’S&P 500, il 13% per il Dow Jones e il
12% per il Nasdaq.
Quali sono le nostre impressioni di fronte al ripetersi
odierno di questa figura, proprio in corrispondenza di nuovi minimi,
soprattutto per quanto riguarda il Dow Jones? La spiegazione più
intuitiva sarebbe riconducibile alla persistente tenacia e ancora
abbondante presenza dei cosiddetti “bottom fishers”,
coloro che all’occorrenza di nuovi minimi non si perdono d’animo
e, cercando di cogliere il minimo, entrano con pesanti acquisti
spingendo gli orsi più deboli a doversi ricoprire prima del
termine della seduta.
Forse questi soggetti non sono pienamente convinti
della reale forza ribassista del mercato. Increduli di fronte a
prezzi che non si vedevano da diversi anni e che a prima vista appaiono
come un ghiotta opportunità di acquisto, non riescono a sopprimere
l’irresistibile tentazione di comprare che li ha abbondantemente
ripagati con ottimi profitti nei quasi 20 anni di mercato bull ma
che da qualche tempo li sta sottoponendo a estreme e costose prove
di resistenza. I tempi sono cambiati ma forse due anni e mezzo di
mercato bear non sono ancora riusciti a modificare l’attitudine
di tutti coloro che oramai avevano cancellato dai manuali l’espressione
“mercato orso secolare” (secular bear market).
Durante la fase di mercato estiva le negazioni dei
segnali di inversione rappresentati dalle Hammer erano avvenute
sempre nel giro di poche sedute e avevano spinto a nuove vendite
e quindi verso nuovi minimi. Il ciclo si era ripetuto diverse volte,
finchè lo sciacquone finale non aveva spazzato via la maggior
parte degli speranzosi portando il mercato verso nuovi minimi in
maniera molto rapida e accentuata.
Con l’azione di oggi quindi potrebbe inaugurarsi
una nuova stagione caratterizzata da candele Hammer: nuovi minimi,
vigoroso rimbalzo intraday, tentativo di rally, fallimento, nuove
vendite, nuovi minimi, nuovo rimbalzo e così via.
A prescindere da chi stia dietro i movimenti repentini
del mercato (due settimane fa quasi il 40% dei volumi sul NYSE fu
dovuta all’attività dei cosiddetti program trading)
soprattutto di quelli volti a recuperare in giornata gran parte
del terreno perduto, l’osservazione conclusiva che potremmo
derivare dalla formazione di candele Hammer come quella di oggi
è una presenza ancora massiccia di operatori motivati all’azione
da un approccio fondamentalmente e univocamente bullish.
Siamo quindi dell’idea che pattern come
quello di oggi, anziché essere interpretati nella tradizionale
chiave di lettura che vuole l’Hammer come una candela di inversione,
preludano invece una ulteriore discesa verso nuovi minimi, da raggiungersi
nel giro di qualche giorno e in un clima di rinnovata speranza.
Questo fino a che la strategia non viene abbandonata definitivamente
per lasciare via libera a uno scrollone più deciso in grado
di ripulire ulteriormente il mercato dagli operatori più
deboli, ovvero tutti coloro che da due anni stanno cercando di inseguire
con scarso successo il minimo definitivo del mercato bear e che
al momento giusto, come prezzo da pagare per la loro ostinazione,
potrebbero non avere più né le forze, né le
risorse, né l’interesse per coglierlo.
Lo staff
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