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Approfondimento

La Ricchezza delle Nazioni

(05/04/2002) "The natural effort of every individual to better his own condition ... is so powerful, that it is alone, and without any assistance, not only capable of carrying on the society to wealth and prosperity, but of surmounting a hundred impertinent obstructions with which the folly of human laws too often encumbers its operations. "
(Adam Smith, 1776, The Wealth of Nations Book IV Chapter V Sect. IV)

Abbiamo fatto riferimento a questa citazione nell'approfondimento di qualche giorno fa intitolato "I gorilla del mercato americano". Lo riprendiamo adesso cercando di estenderne l'applicazione concettuale con un riferimento più ampio all'economia e al mercato azionario americano.

Adam Smith, filosofo scozzese del XVIII secolo, è considerato il padre dell'economia dei liberi mercati, quell'economia definita come il sistema nel quale ciò che viene prodotto,comprato e venduto è determinato semplicemente dalla somma di tutte le decisioni individuali.

Chiunque, usando un briciolo di giudizio critico nell'osservazione di quanto è successo e sta succedendo sui mercati finanziari mondiali, non può che constatare con disappunto una cosa: non viviamo nel modo più assoluto in una economia di libero mercato nè tantomeno in una sua accettabile approssimazione.

La maggiore distorsione nei processi di decisione individuale, che sfiora talvolta la vera e propria manipolazione, è causata proprio da coloro che dovrebbero sovraintendere ai processi stessi, garantendone la piena ed efficiente funzionalità dei meccanismi.

Vediamo di riportare degli esempi chiari, e al tempo stesso tragici, ponendoci due domande sull'operato della FED e della SEC degli ultimi 5 anni:

1) La FED, la banca centrale americana. Come mai la banca più influente e potente del mondo non è intervenuta per arrestare in tempo la formazione della più grande bolla speculativa di tutti i tempi con ogni mezzo a sua disposizione, al pari di quello che sta facendo da qualche tempo e che ha promesso di fare in futuro (vedi: FED alert: unconventional weapons) per salvare l'economia e quindi i mercati stessi da una correzione dovuta e necessaria secondo ogni ragionevole analisi fondamentale?

2) La SEC, l'autorità di controllo della borsa americana. Come mai un organo così importante per la tutela dell'investitore sta muovendo i primi incerti passi nell'adempimento dei propri doveri proprio adesso, ben due anni dopo lo scoppio della bolla speculativa e solo dopo lo scoppio dei primi scandali (Enron in primis), tirando fuori scheletri a volte vecchi di 5 anni, e non è invece intervenuta massicciamente mentre quei delitti venivano commessi e i cadaveri venivano indisturbatamente nascosti (*)?

Sono due domande che in una economia di libero mercato prossima all'efficienza non ci saremmo neanche dovuti porre. La asimmetria comportamentale in due situazioni simmetricamente opposte è chiaramente fallace e sospetta.

Eppure oggi siamo qua, sbalorditi dal consenso quasi unanime fornito a supporto di politiche che, negando con fermezza i principi fondamentali sui quali si dovrebbero basare le libere scelte individuali dell'uomo contemporaneo, sono più da aborrire che non da approvare con una euforia largamente insensata e decisamente autolesionista.

Cercando la risposta esaustiva a queste due domande dovremmo sviluppare temi che indubbiamente si estendono alla politica (la crisi mediorientale in corso) nonchè alle scienze sociali e alle teorie sociologiche (i temi della libertà individuale e della capacità di giudizio critico di fronte all'influenza dei mezzi mediatici).

Facciamo continuamente violenza a noi stessi per non inoltrarci in campi che esulano da questo contesto, tuttavia adesso non possiamo evitare di dare una risposta concisa alle nostre domande richiamando il tema che porta il titolo del libro di Adam Smith: la Ricchezza delle Nazioni.

Approfondiremo questo argomento anche in seguito. Per il momento ci limitiamo ad affermare che:

1) la FED evitando di impedire la formazione della bolla speculativa e cercando di salvare i mercati finanziari dal naturale riposizionamento su valori di equilibrio ha causato e sta causando una pessima allocazione di capitali e di risorse. Non solo, adesso, tramite l'enorme stimolo monetario sta facendo e farà ricascare i costi di quella disallocazione proprio su coloro che dovrebbero ricevere una maggiore protezione: gli investitori finali e coloro che con l'accumulazione quotidiana dei propri risparmi cercano di raggiungere i meritati obiettivi di serena prosperità;

2) la SEC intervenendo con inspiegabile ritardo nella regolamentazione e nella supervisione delle società quotate, sta imponendo dei costi operativi al sistema produttivo proprio nel momento meno opportuno in cui essi sono più alti e hanno maggiore incidenza nella riallocazione delle risorse e nella efficiente riorganizzazione dei processi produttivi.

Per quanto sopra affermato IL COSTO SOCIALE ed ECONOMICO delle distorsioni applicate ai processi di decisione individuale sembrerebbe essere di gran lunga maggiore dei benefici apportati.

Queste distorsioni, oltre ad avere causato un enorme e iniquo trasferimento di ricchezza (non ci stancheremo mai di ripeterlo), stanno portando adesso a una inevitabile distruzione di quella stessa ricchezza, che un efficiente e libero mercato dovrebbe invece preservare, garantire e far prosperare.

Una constatazione che talvolta ci fa dubitare non solo della efficienza ma persino della ragione di esistere di quei soggetti predisposti alla salvaguardia di una economia molto meno DEMOCRATICA e LIBERA di quello che ci viene fatto credere.


* sul tema vedi l'articolo: "SEC: Corrupt or Merely Incompetent?" by Michael Lewis

05 Aprile 2002

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