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(21/07/02)
La maggior parte dei giornalisti e degli esperti finanziari, specialmente
quelli nostrani, costituisce a nostro avviso una categoria di ominide
del tutto particolare e riconducibile all'anello mancante tra l'evoluzione
della specie umana e la scimmia. Ancora una volta questa categoria
di bipede dotata di una notevole propensione alla grafomania cerca
di fare notizia mantenendo il focus dei propri articoli sugli effetti
e non sulle cause dei problemi che si stanno manifestando con la
caduta delle borse.
Non è un caso che la propaganda dei media
scimmiotti e amplifichi senza capacità di critica le voci
degli incompetenti che negli ultimi anni hanno succhiato miliardi
di risparmi nella bolla speculativa. Incompetenti o Ponzi stil-nuovo-millennio
che oggi si trovano in estrema difficoltà, non riuscendo
più a trovare milioni di persone disposte a regalare soldi
dietro le facili promesse di guadagni impossibili.
In questi giorni non si fa che criticare le vendite
allo scoperto e parlare di crisi di fiducia degli investitori nel
sistema economico come la causa della discesa delle borse. Un'aberrazione
totale di punti di vista che ci irrita tanto quanto l'euforia mostrata
dagli stessi durante il gonfiarsi della bolla speculativa o durante
il rialzo insensato dei corsi che aveva seguito la fase di panico
successiva all'attacco delle torri.
Il mercato orso, che sta lentamente riportando i
valori delle quotazioni di borsa verso livelli finalmente ragionevoli,
non è una conseguenza della crisi di fiducia degli investitori
nel sistema, come non è l'effetto dell'operato di coloro
che utilizzano le vendite allo scoperto per speculare sul ribasso
dei titoli, è semplicemente la conseguenza più
naturale, immediata e assolutamente necessaria degli eccessi degli
anni novanta.
E' vero: la crisi delle borse sta innalzando i costi
del capitale per i nuovi progetti e per le società che portano
avanti il loro business onestamente. E rischia di esacerbare la
crisi economica. Possibile che nessuno ci pensasse due anni fa quando
la bolla veniva gonfiata sotto gli occhi di tutti? O quando quella
bolla cominciò finalmente a perdere aria?
Le bolle finanziarie hanno SEMPRE questi effetti. Se gli
ominidi finanziari avessero un po' più di cultura forse sarebbero
riusciti ad avvisare gli investitori per tempo. Ma all'epoca della
bolla si pensava solo a propagandare le performance incredibili
e poco terrene delle borse di tutto il mondo. Un errore che oggi
continua ad essere ripetuto, perlomeno dal punto di vista concettuale:
si parla sempre e solo degli effetti e non delle cause, scambiando
molto volentieri i primi per le seconde, che a loro volta vengono
facilmente ignorate.
Analizziamo comunque i due fenomeni da qualche giorno
sotto la lente degli ominidi finanziari.
Le vendite allo scoperto
Abbiamo parlato dello short selling con un articolo
di qualche giorno fa . Lo riteniamo estremamente utile soprattutto
nelle fasi di sopravvalutazione dei mercati come quella attuale.
Le vendite allo scoperto stanno diventando troppo di moda, forse,
ma fanno parte del gioco, della speculazione che muove i mercati
tutti i giorni. Chi si sta lanciando alla cieca su queste strategie
senza avere le capacità di trading necessarie per gestire
delle posizioni molto più difficili del semplice acquisto
speculativo farà la fine di coloro che a suo tempo compravano
titoli a prezzi assurdi per rivenderli dopo una settimana con un
utile del 20%. Quindi il fenomeno non ci preoccupa più di
tanto.
Qualcuno dice: ci sono gli hedge fund che speculano
al ribasso su voci infondate che loro stessi alimentano e mettono
in circolazione. E allora due anni fa? Quando gli stessi o altri
hedge fund speculavano al rialzo sull'onda delle voci infondate
o sui ridicoli STRONG BUY emessi dalle grosse case di investimento,
oggi rivelatisi niente più che una truffa generalizzata archiviata,
finora, con una multa irrisoria di 100 milioni di dollari alla Merril
Lynch? Perché allora nessuno intervenne per limitare il fenomeno?
Anche questo fa parte della speculazione. Il fenomeno
è sempre lo stesso e non è certo peggio quello odierno
rispetto a quello di allora. Anzi, fu certamente peggio quello di
allora quando contribuì a creare la bolla, portando a una
"mislocation" di capitali enorme. Capitali che in gran
parte hanno finanziato progetti insensati e non profittevoli e soprattutto
le tasche di numerosissimi LESTOFANTI in giacca e cravatta.
Oggi quei capitali sono andati distrutti e continuano
ad andare distrutti, ma non tanto a causa degli hedge fund che speculano
sul ribasso bensì di chi all'epoca fomentò quella
errata allocazione di risorse. I capitali rappresentano per investitori
e risparmiatori un bene prezioso e soprattutto scarso che si reintegra
solo con il lavoro e il sudore, nonostante lo stregone delle bolle
da 7 anni produca moneta in quantità straordinarie per salvare,
più che il sistema economico stesso, il sistema finanziario.
I cicli recessivi rappresentano infatti una fase
normale e necessaria per correggere gli eccessi del boom. Il superomismo
di Alan Greenspan, teso ad evitarli a tutti i costi, ha portato
alla situazione attuale e rappresenta senza alcun dubbio la causa
primaria di ogni problema economico odierno. Anche dei fenomeni
speculativi.
Crisi di fiducia
Non è neanche vero che i mercati hanno cominciato a disconnettersi
dall'economia reale per effetto della crisi di fiducia degli investitori.
Il contrario era vero durante la fase della bolla. Era vero lungo
l'insensato rialzo di fine 2001. Oggi il mercato comincia finalmente
a rispecchiare i fondamentali quasi "marci" di un'economia
piena di enormi squilibri strutturali e quindi proiettata inevitabilmente
verso la recessione, unica via d'uscita alla risoluzione di quei
problemi stessi.
La ripresa artificiale e virtuale del dopo 9/11 si
è rivelata una ripresa STERILE, senza nuovi investimenti,
senza crescita degli utili, senza nuovi posti di lavoro. Non poteva
essere altrimenti. E' stata artificiale perché fondata sulla
spesa e i consumi, frutto di assurdi incentivi (a loro volta stimolati
da tassi di interesse IRREALMENTE troppo bassi) a fronte dei quali
gli operatori hanno trovato il modo di aumentare ulteriormente il
proprio livello di indebitamento, e quindi di conseguenza i rischi
sistemici che oggi stanno emergendo in tutta la loro enorme potenza
distruttiva.
Possiamo osservare invece che la fiducia nel sistema
e nella ripresa economica è ancora alta, essendo misurata
da parametri di valutazione delle quotazioni ancora elevati e ben
lontani dagli stessi parametri che in altri periodi storici hanno
caratterizzato il fondo del mercato.
Solo le forze di mercato stanno FINALMENTE cominciando
a esprimere ciò che i media, gli analisti finanziari, e gli
ominidi che controllano il 99% delle opinioni di mercato hanno negato
per mesi.
Il mercato bear è il risultato degli eccessi
costruiti negli ultimi 7 anni di mercato toro, di cui l'investimento
eccessivo, imprudente e insensato nelle borse da parte di ogni categoria
di investitori rappresenta il fenomeno più deprecabile, palesemente
indotto dai media e dall'insieme degli ominidi finanziari.
Un fenomeno teso a finanziare e a coprire il resto
degli eccessi ancora in gran parte da correggere: avidità
del management, incompetenza manageriale, omissioni e sviste da
parte delle autorità di controllo e supervisione, ingenua
gestione dei portafogli finanziari da parte di persone incompetenti,
mancanza di vera professionalità in un business molto delicato
e per niente facile come quello degli investimenti finanziari.
Investire è una attività che richiede
capacità non comuni. Il trading reso facile dalle nuove tecnologie
e pubblicizzato come il nuovo modo facile di fare soldi in realtà
è una delle attività più difficili e impegnative
che ci possono essere.
Nei bagordi degli anni novanta, la professionalità
degli esperti in investimenti finanziari era diventata un requisito
difficilmente misurabile e soprattutto trascurabile. Tutti facevano
soldi indistintamente. Il trading online era venduto come il sistema
alla portata di tutti per moltiplicare i soldi.
Ci sono cascati in tanti e adesso che il mercato
sta portando i partecipanti di quel gioco a una consapevolezza forzata
si cercano capri espiatori assurdi, la cui summa più idiota
vorrebbe impedire paradossalmente ai mercati la possibilità
di scendere. Troppo facile. Allora perché non regalare direttamente
i soldi alla gente?
Siamo indubbiamente nella fase più interessante
di questo mercato orso. Le conseguenze di questa fase INEVITABILE
andavano previste allora. Coloro che hanno sbagliato cominciano
a cercare dei capri espiatori paradossali come ultimo tentativo
disperato di non ammettere le proprie responsabilità e rappresentano
solo un piagnisteo generalizzato di gente incapace di vedere al
di là del proprio naso. Ominidi incapaci di pensare e riflettere
ma solo di farfugliare insensatezze.
La vera crisi di fiducia è nelle favole della
ricchezza facile. In niente altro. Ed è giusto che sia così.
I soldi non crescono sugli alberi e la gente finalmente sta cominciando
a capirlo. Il resto è solo la rabbia di una massa di investitori
per diversi anni defraudata che adesso giustamente ha cominciato
a chiedere le teste dei colpevoli e degli incompetenti. Molte delle
quali devono ancora cadere.
Lo staff
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