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Non è colpa di Greenspan

(31/08/02) Ieri il cavalier Alan Greenspan, governatore della FED, la banca centrale americana, ha rilasciato delle affermazioni che entrano di diritto ai primi posti della fiera degli orrori economici. Stiamo vivendo senza dubbio un periodo tanto interessante quanto preoccupante, costellato di una serie scioccante di assurdità.

La facilità con cui certe idiozie ci vengono proposte comincia a farci sorgere atroci sospetti. Lo sdegno che ne segue è talmente forte da impedirci di trattenere le aspre parole a cui ogni tanto ci lasciamo andare. Come quelle di questo articolo.

Le autorità che ci governano e guidano i destini del mondo devono essersi fatta l’idea che siamo tutti degli stupidi incapaci di pensare. Evidentemente oramai ci considerano né più né meno come un pubblico vittima di uno spot pubblicitario. Siamo giunti all’aberrazione di ogni forma di comunicazione:

“Idealmente, in democrazia, l’intento dovrebbe essere quello di utilizzare il potere della comunicazione per smuovere le menti anziché annientarle”.
Frédéric Beigbeder, “99 francs” (Titolo della versione italiana: “Lire 26900”), pag 34.

Proferire delle idiozie come quelle dette da Greenspan venerdì non solo è ridicolo, ma rappresenta pure un oltraggio alla sensibilità pubblica di coloro che sono ancora in grado di pensare.

Secondo Greenspan, per la FED era impossibile prevenire l’ascesa e il formarsi della bolla speculativa. Evidentemente sotto pressione di numerose critiche, il banchiere centrale più pericoloso di tutti i tempi ha scelto di seguire la via della presunta innocenza. A nostro avviso non poteva scegliere una strada peggiore. In questa maniera ha fatto prima di tutto la figura di un incapace e, quindi, quella di un gran burlone.

Ma la gente che lavora non può riporre la propria fiducia, e i destini delle proprie scelte, in persone come lui per essere presa in giro. Quel che è peggio, non può lavorare per affidare i propri risparmi, frutto di quel lavoro, alla creazione delle più grandi bolle speculative di tutti i tempi.

Ieri Greenspan ha ammesso implicitamente che la banca centrale non può essere in grado di capire e di prevenire le conseguenze della propria politica monetaria. Una dichiarazione pericolosissima secondo la quale l’economia sarebbe nelle mani di un incapace, o ancora peggio, di una istituzione il cui operato ha delle conseguenze imprevedibili. Una istituzione a questo punto ufficialmente inutile. Se il compito della FED deve essere solo quello di stampare soldi e tenere ben aperti i rubinetti del credito, per alimentare fenomeni speculativi e illudere la gente di una ricchezza inesistente, è chiaro che il ruolo della FED sia completamente inutile oltre che estremamente pericoloso.

Ogni frase pronunciata da Greenspan è un segno inequivocabile di una stupidità che non ha precedenti. E’ quasi un secolo che ogni fase speculativa, ogni bolla trova origine nell’eccesso di credito della banca centrale. Prima della nascita delle banche centrali quegli stessi fenomeni erano attribuibili agli eccessi di spesa dei governi. I grafici che sintetizzano quelle manie sono disponibili e osservabili da chiunque. Il grafico del Nasdaq non solo ricalca alla perfezione ciascuno di questi chart ma addirittura, nella fase finale della propria ascesa, supera per intensità molte delle manie precedenti.

E lui non se ne era accorto. Ogni sua mossa per impedire quegli eccessi, dice Greenspan, avrebbe avuto degli effetti negativi sull’economia americana. Quelli a cui stiamo assistendo adesso sarebbero quindi effetti positivi. Sono invece effetti disastrosi ai quali il cavaliere Sir Alan sta rispondendo da due anni con una politica monetaria, proseguimento di quella che aveva portato alla bolla dell’azionario: eccesso di moneta e di liquidità nel sistema. Che questa volta sta alimentando la bolla speculativa del settore immobiliare. Ma tanto lui non è in grado di capirlo e di fare alcunché per impedire che accada il peggio. Sostanzialmente, al di là delle sue frasi da propaganda pubblicitaria, ciò che ha detto è riconducibile a questo.

Nel giro di qualche anno le persone che negli USA impegnano il 50% del proprio reddito per pagare il mutuo sono passate dal 13% al 20% esponendosi a un rischio di fallimento enorme, e a uno stato di miseria socialmente destabilizzante. Ma lui non può farci niente. L’alcolizzato, secondo Greenspan, si cura con nuovo alcol e l’unica soluzione è tenere accese le speranze in un improbabile rimedio biogenetico alla cirrosi epatica.

Il banchiere più potente del mondo è convinto che l’economia possa essere deviata dai suoi naturali andamenti ciclici. E’ il profeta dell’espansione continua, dove nessun rallentamento recessivo è necessario per assorbire gli eccessi e gli squilibri strutturali. E’ il simbolo della ricchezza impossibile per tutti e per sempre basata sulla perpetua illusione monetaria.

Invece la storia ci insegna che la ricchezza non è il prodotto di una politica monetaria o di un’economia basata sulla transazione di carta finanziaria. La carta finanziaria è strumentale all’economia. Non viceversa. Le frodi finanziarie, gli scandali aziendali, le depressioni economiche, sono conseguenze dell’avidità alimentata a sua volta dagli eccessi monetari attribuibili alla banca centrale. Non il contrario.

La ricchezza resta sempre qualcosa che si produce col lavoro e si alimenta col risparmio e l’investimento. Greenspan non sa niente di tutto ciò e noi ci chiediamo come andrà a finire questa allucinante saga di nuovo millennio. Se quello che succederà in futuro rimane oramai ufficialmente al di fuori delle capacità previsionali e gestionali della FED, tuttavia i nostri timori sono ben precisi ed esposti costantemente nelle nostre analisi.

Qualcosa di certo non va e forse a questo punto solo la storia potrà narrare e poi giudicare pienamente l’epilogo della politica monetaria più disastrosa dei tempi moderni.

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