| (22/4/04)
Dato che la confusione riguardo ai concetti e ai fenomeni
di inflazione e deflazione continua, più che mai, ad essere
alimentata dalle stesse autorità monetarie, quelle americane
in primis, ci sembra opportuno offrire dei nuovi appunti sull'argomento.
A tal fine prendiamo a modello tre sistemi monetari e vediamo cosa
succede all'interno di essi con riguardo ai quattro distinti fenomeni:
1) Deflazione
monetaria (o diminuzione della massa monetaria)
2) Deflazione
naturale o spontanea (o diminuzione dei prezzi, o aumento del potere
di acquisto della moneta)
3) Inflazione
monetaria (o aumento della massa monetaria)
4) Inflazione
dei prezzi al consumo (o aumento dei prezzi al consumo, o diminuzione
del potere di acquisto della moneta)
Sistema
monetario metallico e riserva intera, senza banca centrale (in questo
modello non è necessaria in quanto ridondante).
La deflazione
monetaria è impossibile tranne che in due ipotesi. Primo
caso: degli alieni arrivano sul pianeta terra e ci rubano una parte
del metallo utilizzato come mezzo di scambio. Secondo caso: si decide
di spedire una certa quantità di metallo sulla luna, sul
pianeta marte o verso il sole.
Si ha invece
il cosiddetto fenomeno di deflazione spontanea o naturale,
indotta dalla migliore divisione del lavoro, dall'avanzare della
tecnologia, dalla migliore efficienza dei sistemi produttivi. Grazie
a tale fenomeno TUTTI, in maniera INDISTINTA, godono di un progressivo
incremento del potere d'acquisto, che si manifesta nel tempo tramite
una morbida e costante discesa dei prezzi.
L'inflazione
monetaria è legata a un evento: l'immissione di metallo
sul mercato come mezzo di scambio. Tuttavia da quando l'uomo ha
finito di esplorare e colonizzare tutti i continenti i grossi sbalzi
nell'offerta di metallo si sono progressivamente ridotti fino a
sparire del tutto. L'aumento di offerta dell'oro, ad esempio, in
proporzione alla quantità già estratta negli ultimi
millenni si attesta oramai nell'ordine di 2-3 punti percentuali
annui, appena sufficienti per compensare, meraviglia della natura,
parte della deflazione spontanea o naturale.
L'inflazione dei
prezzi è possibile solo laddove l'estrazione di metallo
immesso sul mercato sia nel tempo costantemente maggiore della deflazione
naturale. Per il motivo sopra visto tenderebbe a non esserci inflazione,
continuerebbe piuttosto a manifestarsi un modesto tasso di deflazione
naturale. Naturalmente tutto a parità di condizioni. Sempre
ci saranno, infatti, movimenti relativi dei prezzi in base alla
offerta e domanda dei singoli beni che niente hanno a che vedere
con la massa monetaria in circolazione.
Sistema
monetario metallico e riserva frazionale (prima senza e poi con
banca centrale)
Sia l'inflazione
monetaria che la deflazione monetaria (o creditizia)
sono possibili e si ripetono in maniera ciclica. La riserva frazionale
permette infatti che, accanto alla moneta metallica, vengano immessi
sul mercato i mezzi fiduciari, titoli a valere sulla stessa ma non
coperti dalla prima (depositi, banconote etc etc). I banchieri creano
dal nulla moneta fiduciaria su una solida base monetaria che rimane
tendenzialmente immutata. Stimolati dalle incredibili opportunità
di profitto che la creazione dei mezzi fiduciari garantisce loro,
ne immettono una quantità crescente generando un boom economico
non sostenibile. Quando inevitabilmente inizia il periodo di contrazione
si innesca il processo contrario e si ha deflazione monetaria (o
creditizia). Si rischia la corsa allo sportello, dove chi primo
arriva si prende quel che ancora è rimasto in cassa. Gli
ultimi arrivati rimangono con i doppioni in mano che, al pari di
un biglietto del monòpoli, non valgono nulla. In questo ultimo
caso la moneta fiduciaria che non ha alcun corrispettivo si distrugge
del tutto mandando in bancarotta il sistema bancario (che risulta,
così come già era durante il boom, insolvente) e gettando
quello economico in una forte depressione.
In questo
sistema la deflazione spontanea tende a sparire del tutto,
più che compensata dalla creazione della moneta fiduciaria,
per ripresentarsi poi in un sol colpo nel caso in cui la contrazione
economica sfocia in depressione e porta al crollo del sistema bancario,
o in misure più contenute se il ciclo non sfocia nella crisi
più profonda.
Tendenzialmente
si verifica una costante inflazione dei prezzi al
consumo indotta dal costante aumento dei mezzi fiduciari: più
moneta che rincorre gli stessi beni. Tuttavia rappresentando solo
uno dei tanti effetti riconducibili all'aumento dell'offerta di
moneta complessiva tale fenomeno può avere manifestazioni
diverse e non direttamente proporzionali alla sua causa. Ad esempio,
l'inflazione dei prezzi deve sempre fare i conti con la
deflazione naturale che va a compensare parte dell'aumento
dei mezzi fiduciari. E' quindi possibile, come avvenne negli
anni venti, che una forte inflazione monetaria sia compensata da
una forte deflazione naturale (frutto di una maggiore produttività)
lasciando il livello generale dei prezzi tendenzialmente stabile.
La misurazione dell'inflazione dei prezzi al consumo perde totalmente
di significato ed è anzi altamente ingannevole. Ad esempio,
ancora oggi, ci sono autorità come il Sig. Bernanke della
Federal Reserve che non capiscono o fanno finta di non capire questo
semplice meccanismo di compensazione che maschera il boom inflazionistico.
Il modello
presenta rispetto al precedente tre caratteristiche peculiari:
1) Nel sistema
viene introdotto un particolare meccanismo di confisca della ricchezza.
Laddove nel modello precedente, TUTTI in maniera INDISTINTA beneficiavano
della deflazione spontanea o naturale, in questo caso i benefici
del progresso, e dell'aumento di ricchezza che esso comporta, si
distribuiscono in maniera irregolare e anche disordinata. Opportunità
di profitto superiori a qualunque altro settore diventano esclusiva
pertinenza di chi ha il privilegio di stampare la moneta fiduciaria.
Accanto ad essi si collocano i soggetti economici che ricevono per
primi la moneta creata dal nulla. Le due categorie rappresentano
gli assoluti beneficiari di una ricchezza che viene invisibilmente
confiscata a coloro che, nella lunga coda di passaggi tra creazione
e distruzione di mezzi fiduciari, ricevono la nuova moneta solo
verso la fine del processo. Nella crisi, quando la deflazione monetaria
rimette brutalmente a nudo il vero potere d'acquisto della moneta,
che era stato precedentemente diluito, si verifica una ulteriore
ridistribuzione di ricchezza del tutto scomposta e irregolare. Chi
è riuscito a mettere le mani sul denaro sonante si ritrova
a beneficiare di un forte e improvviso aumento del potere d'acquisto,
mentre la maggior parte delle persone si ritrovano in mano carta
straccia.
2) E' solo
in questo modello che sorge il ciclo economico di espansione e contrazione.
Non era invece presente nel precedente nel quale si godeva di una
crescita economica tendenzialmente lineare, armonica e costantemente
sostenibile.
3) Onde
evitare che il ciclo sia caratterizzato da violente oscillazioni,
che non mancano di concludersi a volte con una forte crisi economica,
è necessario introdurre la banca centrale o il prestatore
di ultima istanza, che ha il compito sia di fornire liquidità
alle banche in crisi che di mantenere il pubblico sotto l'effetto
di una costante illusione monetaria. In tal modo la banca centrale
cerca di ammorbidire le oscillazioni del ciclo. Tuttavia presto
o tardi, in maniera inevitabile, e grazie alla progressiva inflazione
monetaria che di ciclo in ciclo tende ad aumentare secondo misure
via via maggiori, giunge quella crisi in grado di fare scattare
il panico. Come avvenne negli anni trenta, si può giungere
alla completa bancarotta del sistema bancario e monetario (che si
è messo nelle condizioni di essere insolvente proprio grazie
alla riproduzione dei mezzi fiduciari). La gente in preda al panico
vuole solo avere tra le mani il denaro sonante, e non c'è
prestatore di ultima istanza in grado di restituire ciò che
non esiste.
Per mantenere
in piedi il modello a riserva frazionale è pertanto necessario,
oltre a introdurre la banca centrale, anche procedere con la rimozione
del vincolo metallico. Si impone pertanto l'utilizzo di una moneta
cartacea completamente non convertibile. Abbiamo finalmente (e purtroppo)
il passaggio al terzo modello, quello in cui ci troviamo attualmente.
Sistema
monetario a riserva frazionale, con banca centrale, e moneta cartacea.
La deflazione
spontanea o naturale sparisce del tutto. I cittadini sono privati
del loro diritto di godere per INTERO e in maniera INDISTINTA dei
frutti dell'aumento della produttività dovuti alla tecnologia,
all'ingegno umano, alla divisione del lavoro e all'introduzione
di sistemi di produzione sempre più efficienti.
Sorge come
una costante l'inflazione dei prezzi, in una misura che va
da pochi punti percentuali fino anche a valori con due cifre. La
confisca di valore ai danni della maggior parte della popolazione,
che nel caso precedente era ancora contenuta, adesso aumenta in
misura progressiva ed esponenziale. Nell'opera di diffusione dell'illusione
monetaria, necessaria per mantenere in piedi il sistema, non solo
si arriva a far credere che un aumento dei prezzi intorno al due
percento sia estremamente benevolo per la popolazione, ma persino
che aumenti inferiori, o addirittura variazioni negative (leggi
aumento del potere di acquisto) siano pericolose e indesiderabili.
Coloro
che stampano nuova moneta e coloro che se ne impossessano per primi
tendono in altre parole a garantirsi un profitto minimo garantito
dell'2% all'anno maggiorato del tasso di deflazione spontanea o
naturale, senza che la popolazione protesti o si renda minimamente
conto della sottrazione indebita. Quest'ultima continua ad accumulare
debiti, la gran parte dei quali sono resi possibili solo grazie
alla moneta creata dal nulla, coscienti e questi felici che le autorità
stanno lavorando per il "benessere sociale" contenendo l'aumento
statistico dei prezzi al consumo al di sopra di soglie non pericolose.
L'inflazione
monetaria diviene un fenomeno permanente che tende a seguire
ritmi di crescita esponenziali. Si veda ad esempio l'incremento
degli aggregati monetari di qualunque area geografica a partire
proprio dagli USA. Si cade inevitabilmente nella trappola "Inflate
or Die", o si inflaziona o il sistema si ripiega su se stesso con
effetti non dissimili a quelli del secondo modello. La crescita
economica, da raggiungere a qualunque costo anche contro le forze
naturali del ciclo economico che l'esistenza della riserva frazionale
mette in moto, viene stimolata in maniera continua dalla creazione
di nuova moneta fiduciaria (crediti) che si risolve in crescita
del debito. Il problema è che ogni ciclo espansivo necessita
di una quantità di denaro sempre maggiore. Da cui la crescita
esponenziale della moneta fiduciaria e degli aggregati creditizi.
Laddove
nel caso precedente il processo di contrazione economica e deflazione
monetaria conduceva il sistema a ripercorrere a ritroso tutta la
fase di espansione inflazionistica, fino eventualmente alla bancarotta
del sistema bancario, in questo caso il meccanismo è continuamente
ostacolato dalla Banca Centrale che può immettere nel sistema
qualunque quantità di denaro necessaria per ripagare qualunque
debito.
La crescita
a tutti i costi, forzata dallo stimolo monetario, e resa possibile
solo attraverso dosi sempre più massicce di moneta cartacea
e credito, porta quindi inevitabilmente a una crescita smisurata
del debito e al sorgere parallelo di numerose bolle. I mezzi fiduciari
creati vengono infatti costantemente veicolati negli asset finanziari
(o immobiliari) ed è in questi assets che l'inflazione monetaria
trova spazio per un ulteriore allungamento. Alcuni assets dotati
di alta liquidità e negoziabilità (come ad esempio
i titoli di stato, ma anche le azioni di molte società),
tendono ad assumere un ruolo simile a quello dei mezzi fiduciari.
Possiamo dire che nel terzo modello gli asset più liquidi
stanno alla moneta fiduciaria, come quest'ultima stava al metallo
sonante nel secondo modello.
La differenza
rispetto al modello precedente, è che il potere di intervento
della banca centrale per combattere la crisi, o cercare di mantenere
l'illusione monetaria è virtualmente infinito. La corsa allo
sportello semplicemente non ha più senso. Qualunque istituzione
finanziaria può essere salvata dalla banca centrale, in grado
di stampare nel giro di qualche secondo tutto il denaro necessario
per qualunque salvataggio. Questo senso di sicurezza rafforza e
amplia l'illusione monetaria.
Se tuttavia,
non esistono limiti alle quantità di moneta stampabile, di
fatto, per quel che riguarda la creazione del credito e il gonfiarsi
delle bolle, il sistema economico ha dei limiti naturali. C'è
un punto oltre il quale la popolazione non riesce più ad
assorbire debito e le bolle non riescono più a espandersi.
E' il punto di arrivo. Raggiunto questo limite naturale, inizia
la lotta tra deflazione monetaria (o creditizia, o degli asset
inflazionati) e inflazione monetaria. Ogni tentativo
dell'economia di ripiegare su se stessa indotto dalle forze di mercato
viene combattuto dalla banca centrale con tutti i mezzi che essa
ha a disposizione, per quantità e qualità ben superiori
a quelli del secondo modello.
Finché
si riesce a mantenere l'illusione monetaria, grazie anche al controllo
sull'inflazione dei prezzi (unico fenomeno in grado di svegliare
la popolazione dal sonno della ragione) tutto va bene: si vive nell'illusione
di una prosperità illimitata mentre il processo di confisca
e ridistribuzione della ricchezza e reddito raggiunge livelli sempre
più alti. Allo stesso tempo una parte sempre più ampia
del sistema si indebita e vive asservita al pagamento del debito,
mentre un'altra gode di profitti inimmaginabili senza praticamente
muovere un dito, incassando un flusso continuo di reddito che l'esistenza
del debito gli garantisce. Nel mezzo si trovano diversi strati sociali
più o meno colpiti o avvantaggiati dal sistema redistributivo.
Non essendoci precedenti storici
sulle possibili evoluzioni finali di questo modello non possiamo
che procedere con delle ipotesi. Lo faremo eventualmente con un
prossimo articolo, nel quale cercheremo di capire gli scenari possibili
nei quali potrebbe risolversi la lotta tra deflazione e inflazione
monetaria. E' proprio questo, infatti, il nodo intorno al quale
continuano ad accendersi numerosi e lunghi dibattiti.
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