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I guru del mercato

(28/05/02) Nelle prime pagine
del suo libro "Trading for a living" Alexander Elder dedica
una sezione ai guru. La venerazione di soggetti ritenuti pressoché
infallibili è un fenomeno sempre esistito nell'ambito dei
mercati finanziari che ha assunto proporzioni più massicce
con l'avvento delle telecomunicazioni. Favoriti da un ciclo di mercato
coerente con le loro analisi e previsioni i guru si circondano di
una schiera di ammiratori e seguaci pronti a seguirne le orme e
i consigli di investimento.
Elder identifica 3 tipi di guru che conquistano l'attenzione
dei media e delle masse.
I guru ciclici. Coloro che emergono ad ogni ciclo,
solitamente ogni 4 anni, e che rimangono in auge per la durata del
ciclo stesso, generalmente 2-3 anni. All'esaurirsi del ciclo, il
mercato cambia direzione mentre il guru continua ad perseverare
nelle azioni e previsioni che lo hanno reso popolare. I suoi consigli
cominciano a rivelarsi errati, e l'ammirazione del pubblico e dei
media diminuisce fino a diventare oblio.
La bolla tecnologica ci ha consegnato moltissimi guru, molti di
loro sono già spariti, altri vengono oramai derisi, altri
sono destinati a essere inevitabilmente dimenticati o ricordati,
spesso con astio, come semplici imbonitori.
Un secondo genere di guru è quello dei guru
dal metodo magico. Sono solitamente personaggi che emergono sulla
scena finanziaria grazie a un nuovo metodo di analisi o di trading.
A causa della natura dei mercati stessi, in continua evoluzione
e soggetti a rapidi cambiamenti, seguono le sorti della quasi totalità
dei sistemi automatici di trading: al mutare delle condizioni di
mercato, i loro metodi smettono di funzionare, generando previsioni
errate e perdite.
Infine l'ultima categoria è quella dei guru
deceduti. Si tratta di personaggi che hanno trovato la massima celebrità
solo dopo la morte grazie a un metodo di approccio rivisitato e
sfruttato dai seguaci, beneficiari di discreti profitti, non tanto
per l'efficacia di quel metodo quanto piuttosto per i corsi didattici,
i libri, la vendita di sistemi operativi che a quel metodo fanno
riferimento. Tra questo genere di guru i più famosi sono
sicuramente Elliott e Gann.
Guru ce ne saranno sempre. Le masse li richiedono
in continuazione. Il pubblico, proprio come un gregge senza volontà
autonoma, ha bisogno di un leader da seguire e ogni fase di mercato
ne offre uno.
Pensare con la propria testa richiede uno sforzo
non indifferente, significa elaborare dati in maniera razionale
e ottenere dei risultati in base ai quali compiere delle scelte.
La responsabilità finale delle decisioni non può essere
trasferita ad altri e va assunta in prima persona. Il rischio di
sbagliare da soli, al di fuori del gregge diventa insostenibile.
Unirsi alla folla, al pensiero comune che corre dietro
le previsioni di un guru è invece molto più facile
e comodo. Non solo, il pensiero che differisce dal consenso generale
viene visto come eretico e pertanto rifiutato aprioristicamente.
In questo genere di approccio collettivo è persino faticoso
dedicare una pur minima attenzione a quelle voci contrarie in grado
di generare un interrogativo costruttivo. La nascita di un dubbio
socratico di fondamentale importanza per lo sviluppo di un pensiero
indipendente.
E' un errore nel quale cadono anche le persone intelligenti,
che in teoria hanno le capacità di sviluppare un proprio
giudizio critico e di formare un proprio metodo di analisi, ma che
poi in pratica si fanno risucchiare dal condizionamento della massa,
dal suo istinto primitivo di autoconservazione che alla fine si
rivela molto più spesso di autodistruzione sia intellettuale
che operativa.
Un investitore che non ha bisogno di guru non è
solo una persona intelligente, con una forte individualità,
è anche una persona altamente critica. Solo un soggetto del
genere è consapevole che, nel lungo periodo, nessuno a parte
se stesso è in grado di garantirgli la giusta allocazione
dei propri capitali.
Sapere ascoltare diverse voci, per arrivare alla formazione di un
proprio giudizio e allo sviluppo di una propria metodologia con
la quale attraversare senza danni consistenti le diverse fasi di
mercato, è un compito molto difficile risolto da poche persone.
Noi di US Equity & Macro LAB cerchiamo di lavorare
come un investitore intelligente e critico, e pur giungendo in questa
fase di mercato a dei risultati previsionali piuttosto definiti,
cerchiamo di mantenere costantemente una flessibilità analitica
in grado di renderli molto più contingenti di quello che
sembrano.
Non vogliamo essere dei guru per nessuno, il nostro scopo rimane
sempre quello di diffondere una voce alternativa al panorama troppo
omogeneo di analisi e previsioni che da due anni si sta rivelando
estremamente fallace e distruttivo.
Non siamo una garanzia per un investimento di successo
né vogliamo esserlo. Sappiamo a priori che si tratta di un
compito impossibile. Conosciamo i nostri limiti e cerchiamo di affrontarli
giorno per giorno. Con i nostri commenti cerchiamo semplicemente
di stimolare un pensiero critico, prima di tutto in noi stessi,
e quindi in chi ci legge. Talvolta l'estremismo di certe previsioni
vuole essere in questo senso provocatorio. Il giusto discernimento,
e le azioni che ne derivano, è sempre delegato alle menti
flessibili e indipendenti.
28 Maggio 2002
Lo staff
P.S. Non seguiamo i telegiornali, ma da quanto
ci risulta, oggi, con i mercati americani chiusi per il Memorial
Day, il TG5 di Mentana ha fornito ugualmente l'andamento dei mercati
azionari USA, "stranamente" in forte ribasso: Dow Jones
-1%, Nasdaq -2%.
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