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(07/02/2000) La data di questo articolo
non è sbagliata, non si tratta neanche di un vero e proprio
articolo, ma di una nostra lettera di oltre due anni fa. Mancava
circa un mese all'apice di una mania speculativa senza precedenti,
e la nostra sensazione, chiaramente espressa nella lettera, era
di una fine oramai prossima che avrebbe fatto moltissimi danni.
Il Nasdaq quotava circa 4250 (il massimo venne fatto
registrare il 10 marzo, appena un mese dopo). Tiscali ruppe in quella
giornata i 700 euro (equivalenti ai 70 di oggi) stimolando la stesura
della nostra lettera. Arrivò follemente a 1200 nei primi
di marzo. Cisco valeva oltre 63 dollari.
La forma della lettera è abbastanza imprecisa,
la riportiamo così come venne scritta, velocemente, frutto
più di una sensazione di stomaco che di un'analisi accurata.
Ma è straordinariamente profetica.
Peccato che non ricevemmo mai alcuna risposta dal destinatario nè
in quei giorni, nè in seguito, quando i primi cedimenti delle
borse cominciarono a confermare le nostre sensazioni. Onestamente
quella risposta ce la meritavamo.
Oggi abbiamo ancora quelle stesse sensazioni con
riguardo soprattutto al mercato IMMOBILIARE americano, sul quale
ancora si sta reggendo quella parte del sistema economico finanziario
che è riuscito a sfuggire alla crisi del settore tecnologico
e delle telecomunicazioni.
Nei prossimi giorni provvederemo ad approfondire
l'articolo "I dati
della Housing Bubble" del 4/2/02 già presente sulla
home, tuttavia, la lettura di quel che segue è concettualmente
applicabile alla Housing Bubble che l'America sta vivando e che
si sta approssimando pericolosamente al suo apice. Non sappiamo
quanto tempo manchi allo scoppio di quest'altra bolla, come non
lo sapevamo allora con riguardo a quella del Nasdaq, ma di certo,
come allora, siamo convinti che scoppierà.
7 Febbraio 2002
Soggetto: La finanza democratica
Non so ma la trovo un'espressione
fortemente demagogica, come in fondo sulla demagogia è basata
la democrazia politica. I popoli delle democrazie che si illudono
di avere il potere, e invece che restano masse manipolabili e mediocri
nei gusti e nelle scelte. La democrazia personalmente la vedo come
un'oligarchia allargata. Ma sempre un'oligarchia. Pochi che comandano
ma che concedono e vendono molte più illusioni e si arricchiscono
a un passo sempre più veloce. Vedi distribuzione di ricchezza
negli USA. Aspetti positivi: le maglie del potere non sono strettissime
come una volta e il turnover o le possibilità di avvicinarsi
alla punta della piramide sono maggiori. Inoltre il sistema nel
complesso genera maggiore ricchezza e le possibilità dell'uomo
medio si innalzano progressivamente verso condizioni di maggiore
benessere.
Meglio del latifondismo,
o del comunismo, sicuramente. Il capitalismo ha vinto ed è
il sistema economico migliore. Ma non è democratico. Tanto
meno lo è la finanza. E non lo sarà mai! E' facile
regalare illusioni. La finanza non può essere democratica,
se non nel senso sopraddetto. L'economia e l'iniziativa imprenditoriale
stanno diventando più democratiche. Questo sicuramente sì.
Internet e la rete hanno
abbattuto drasticamente i costi di uno start-up. A volte basta un'idea,
a volte le idee per migliorarne una esistente. E quattro soldi per
comprarsi un pc, un fax a avere due linee telefoniche. Si può
partire da casa. Ma da casa non si può fare i trader e pensare
di fare soldi investendo ed emulando i professionals. Si bruciano
80 su 100%. E 19 hanno solo avuto fortuna. Uno può forse
anche essere stato bravo.
Quindi bisognerebbe
avvisare la gente di questo. Invece che invogliarla a trasformarsi
in pazzi scatenati che investono dove capita. E certi esempi lo
dimostrano. Tiscalinet oggi. Solo il tempo darà ragione,
ma mi sembra di essere di fronte a una gran bolla speculativa. La
gente si passa tra le mani gli stessi titoli a prezzi via via più
alti. Come negli anni 80. Sotto c'è tanto fumo. E presto
si diraderà. E chi ha creduto di avere il potere si troverà
con quattro pezzi di carta in mano.
Forte l'economia americana
che macina tassi di crescita del 5% all'anno da 9 anni. Meno l'Europa,
eppure le borse negli ultimi 4 anni sono salite mediamente del 25%
all'anno. E la crescita solo del 2% se va bene. E dove è
quella differenza del 23%?? Nella finanza democratica, la risposta!!
Cioè non esiste. E' demagogia, illusione. Alla fine ci guadagneranno
i soliti. E il 20% più fortunato che è rimasto con
pochi cerini accesi in mano. Meglio di niente, ma non è la
democrazia. Tutt'altro. E' una dittatura più subdola.
Non illudiamo nessuno.
Può essere pericoloso. E invece nell'euforia se lo dimenticano
tutti. Tiscalinet cresce del 1400% in tre mesi. E chi perde? a chi
sottrae valore? perché nessuno si fa questa domanda. Amazon
cresce da niente e diventa un colosso.. e le librerie tradizionali
fallite ?? chi ne parla, dove sono??? ci devono essere. La gente
non legge 1000 volte di più di una volta solo perché
c'è Amazon che vende libri. Invece legge meno di prima, credo,
molto di meno. Anche se forse compra qualcosa di più. Il
5 per cento se va bene. Negli USA. La maggior parte della creazione
delle nuove società e del nuovo business è semplicemente
trasferimento di capitali e di redditi. La differenza reale rimane
l'incremento del GDP annuale: 5% negli US. Il 2% da questa parte
dell'oceano. I conti allora non tornano e qualcuno alla fine se
ne renderà conto. E tutti gli altri capiranno di essere stati
gabbati ancora una volta. Dai soliti imbonitori. Da chi comanda.
La gente deve capire che
l'economia sta diventando più democratica. Non la finanza.
Tirarsi su le maniche e fare gli imprenditori di se stessi. A questo
bisogna spingere la gente. I giovani. A farsi strada con le proprie
idee e il proprio cervello. La carta lasciamola manipolare a chi
lo sa fare.
Con professionalità. Da casa non si può cercare di
fare quello che fa un professionista. Bisognerebbe lasciare tutto
da parte e fare solo quello. E non basterebbe neanche. Perché
poi c'è chi comanda e sa sempre prima del poveraccio davanti
al monitor di casa. Le informazioni privilegiate restano e sono
le uniche a regalare ricchezza. E le hanno sempre in pochi. Che
mangiano sempre meglio alla faccia di chi ci crede. Sempre di più.
E tutto rischia di finire presto con un gran botto. Sotto le cui
macerie resteranno sempre i soliti. Il popolo!
Gradirei una risposta anche se brevissima.
FC
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