| (25/07/2002)
Il nostro sito ha fornito finora e continuerà
a fornire una informazione finanziaria indipendente, frutto di intuizioni
personali, oltre che di numerose letture, riflessioni, e accurate
analisi economiche. Come già detto, non rientra nei nostri
scopi dare raccomandazioni di cosa comprare, quando, come, in che
quantità. Oltre tutto il disclaimer a fondo pagina ce lo
vieta. Noi lo rispettiamo fedelmente.
E’ ovvio che parlando di variabili economiche
in maniera non solamente descrittiva ma anche previsionale, molti
investitori si sentiranno stimolati ad agire sulla base delle analisi
più convincenti, anche a fortiori di quanto previsto in passato
e finora accaduto realmente.
Raccomandiamo agli stessi, soprattutto qualora si
tratti di investitori alle prime armi, scottati dalla borse degli
ultimi due anni, di non agire mai di propria iniziativa, bensì
di parlare sempre col proprio consulente finanziario, sia esso un
promotore che l’impiegato di banca, magari cercando di esporre
le idee o gli spunti maturati in questa sede.
Raccomandiamo anche una discreta diversificazione
di strumenti. Puntare tutto su settore, una direzione di mercato,
una determinata scadenza espone a rischi elevati. La difesa del
capitale in un periodo come questo si ottiene con una discreta diversificazione
tra scadenze brevi, cash, settori difensivi. In modo da poter approfittare
appieno dei nuovi trend e delle nuove opportunità che emergeranno
in futuro.
Abbiamo ricevuto molte lettere a proposito dell’oro.
Come spiegato esaurientemente nei nostri articoli lo riteniamo il
migliore rifugio dalla tempesta finanziaria in corso. Una tempesta
che trova origine proprio nel cuore del motore economico mondiale,
gli USA, ed è alimentata in primis da problemi di carattere
monetario: eccessiva liquidità e continua creazione di debito.
Tuttavia, per l’investitore medio, l’acquisto
di oro è reso problematico sia dagli elevati costi di commissione,
sia dai problemi e costi di stoccaggio. Per questi motivi l’acquisto
diretto di metallo rimane un valido riparo prevalentemente per gli
operatori professionali, nonchè per molti intermediari finanziari
o banche.
Esistono però dei fondi che replicano l’acquisto
di oro e metalli preziosi, fondi garantiti cioè al 100% da
asset REALI. Parte di quella diversificazione, indirizzata verso
un asset reale estremamente difensivo, potrebbe essere realizzata
da parte del piccolo investitore proprio tramite l’acquisto
di questi fondi. Sinceramente non sappiamo se siano disponibili
anche in Italia.
In un paese come il nostro, nonostante i progressi
degli ultimi anni, gli strumenti finanziari rimangono infatti piuttosto
limitati. Durante l’euforia delle borse infatti si è
cercato di sviluppare maggiormente quegli strumenti che, sullo stimolo
della propaganda a favore dell’azionario (non importa quanto
sopravvalutato) potevano soddisfare i sogni di ricchezza degli investitori
e degli aspiranti speculatori. Molti di questi ultimi, ad esempio,
sono stati dati, quasi senza ritegno, in pasto agli emittenti di
Covered Warrant.
In un ambiente come quello dell’ultima espansione
economica, gli sforzi commerciali si concentrano prevalentemente
nel riuscire a creare una moda, in maniera tale da attirare una
domanda anormale sul prodotto e vendere poi il prodotto stesso ad
un prezzo gonfiato. Del resto è molto più profittevole
per un venditore riuscire a piazzare merce scadente ad un prezzo
elevato che ottima merce ad un prezzo modesto.
Quando ciò avviene, come è avvenuto anche durante
la bolla speculativa, è chiaro che la tutela degli investitori
viene sacrificata a beneficio dei venditori del “prodotto”
finanziario.
Negli ultimi due anni alcuni di quei “prodotti”,
ben confezionati, venduti come un film in cui i protagonisti sono
felici contenti e soprattutto belli e ricchi, hanno rivelato un
contenuto esplosivo ad alto consumo di risparmio. Ma i rischi erano
previsti nelle “microscrittine” di lunghe pagine che
nessuno (non a torto) legge mai per intero, e quindi le responsabilità
di quanto successo sono piena pertinenza solo ed esclusivamente
dell’investitore stesso.
Per coloro che disgustati hanno smesso di leggere
i giornali finanziari riportiamo solo un numero tutto nostrano che
sottende responsabilità a dir poco pesanti, al di là
di ogni “microscrittina”: il Numtel, il futuro della
borsa tecnologica italiana ha perso dal massimo del gennaio 2000
ben il 92,6%.
Lo staff
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