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HORRORSHOW (la fiera degli orrori)

(07/08/02) Il rientro dalle nostre brevi vacanze è stato segnato da una notizia finanziariamente agghiacciante: Alan Greenspan riceverà il titolo di cavaliere dalla regina Elisabetta. Potrebbe sembrare una notizia irrilevante, tuttavia la giustificazione sottostante il titolo onorario conferito al presidente della FED ci ha lasciato più che perplessi proprio di ghiaccio: il merito di Greenspan sarebbe dovuto “al suo straordinario contributo alla stabilità economica globale”.

Facciamo fatica a trovare tra i nostri ricordi un avvenimento non solo più insulso ma anche più palesemente menzognero di quello appena citato. E’ un dato di fatto che periodi di turbolenza finanziaria come quelli a cui stiamo assistendo non si verificassero da almeno 30 anni, e guardando a certi performance azionarie, anche anche dai tempi della depressione economica americana.

E’ nostra opinione invece, come più volte espresso, che la causa di gran parte dei problemi economici attuali risieda proprio nel cattivo operato del presidente della FED.

Per quanto la nostra opinione conti ancora poco e niente nel panorama finanziario, non è di certo unica nel suo genere. Tantomeno sarebbe supportata da deboli motivazioni. Se dobbiamo cercare una causa alle turbolenze che stanno sconvolgendo i mercati finanziari del pianeta, essa sarebbe infatti riconducibile in gran parte all’operato del banchiere centrale americano.

Al di là delle illusioni di estremo benessere e di ricchezza ancora più facile andate distrutte insieme ai miracoli da sogno della New Economy, il risultato della politica monetaria americana è stato, come abbiamo visto nella nostra analisi macroeconomica, quello di creare, attraverso l’estrema facilità di credito e moneta disponibile, l’economia delle bolle più distruttiva di tutti i tempi.

I disequlibri di sistema a livello di aggregati economici sono alla base della tempesta finanziaria odierna che, ancora lontana dal manifestare in pieno le sue potenzialità, sta raccogliendo le forze per abbattersi definitivamente e con tutta la sua furia sulle economie di tutto il mondo. Le prime vittime, quelle più deboli, ne stanno subendo le prime conseguenze, e da qualche mese sono ben individuabili nelle economie latino americane, periferia di un sistema economico centrale in piena crisi.

Quando, come crediamo, i conti del malgoverno economico verranno presentati direttamente al cittadino americano, creando le condizioni di instabilità economico politica più disastrose dell’ultimo secolo, quel titolo onorario entrarà con pieno diritto a far parte delle cose più stupide mai fatte e dette in un secolo di storia economica.

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