| (12/09/02)
La bandiera dell’orso che sventola su questo sito non è
la conseguenza di una presa di posizione politica. Non è
neanche il prodotto di un risentimento personale verso i mercati
azionari rivelatisi, negli ultimi due anni, estremamente impietosi.
Nasce invece da un’analisi della situazione economica americana
sicuramente personale ma basata su dati incontrovertibili. Quegli
stessi dati che ancora oggi spingono praticamente la totalità
degli analisti finanziari UFFICIALI a mantenere per fine 2002 un
target price sull’S&P abbondantemente sopra i 1000 punti.
A inizio anno alcuni lo collocavano addirittura intorno ai 1500,
circa il 70% sopra i livelli attuali (886 alla chiusura di oggi).
Le interpretazioni dei dati sono personali e soggette
alla verifica del tempo. E quando si tratta di mercati, dove il
prezzo attribuisce meriti e demeriti e distribuisce o toglie ricchezza,
il verdetto finale è tanto rigoroso quanto spietato. Chi
lavora nell’ambiente lo sa benissimo. Tuttavia, negli ultimi
anni, l’impressione di sentire troppi commenti campati in
aria e/o analisi motivate da visioni immutabili nel tempo (quelle
dei cosiddetti permabull per cui periodi di profonda recessione
sono un ricordo di altri tempi) sembra ampiamente confermata dall’evoluzione
dei mercati. L’S&P a 1300 entro fine anno più che
una previsione, sembra diventare col passare del tempo il sogno
di gente destinata a perdere, se non il lavoro, almeno la faccia
e la stima.
Persone dotate di una irritante chiusura e rigidità
mentale (nel caso di specie appartenenti proprio alla categoria
dei permabull) tendono persino a identificare come il frutto di
un acceso antiamericanismo le pesanti critiche al sistema economico
americano come quelle che NON potevano NON nascere durante il gonfiarsi
della bolla e all’indomani del primo scoppio della bolla medesima.
Questo anche nel caso che quelle critiche siano la
inevitabile risultante (come nel nostro caso) di un complesso di
analisi economiche, risultati previsionali espressi in termini quantitativi
e infine valutazioni dello stato delle cose spesso imprenscindibili
da giudizi di valore più o meno stemperati, specie laddove
l’assenza di un certo rigore analitico implica l’utilizzo
di iperbole e semplificazioni.
La verità è solo il risultato di un
banale incidente. Non appartiene a nessuno. La sua ricerca è
invece uno sforzo che pur non trovando mai una conclusione dovrebbe
essere sostenuto da tutti. Pantarei, tutto scorre e niente è
uguale a quello che era qualche secondo prima. E’ per questo
che la bandiera orso prima o poi cesserà di sventolare su
questo sito. I venti che la agitano purtroppo sono ancora molto
forti e sembrano addensarsi in una delle più terribili tempeste
che si siano mai abbattute sui mercati finanziari.
Ma se la costanza e l’impegno perdureranno,
anche US Equity & Macro LAB non vede l’ora di poter ravvisare
le condizioni favorevoli a un nuovo corso economico, specialmente
qualora esso sia in grado di portare benefici più diffusi
del precedente. A nostro avviso perché ciò accada
sarà necessario, oltre a un significativo ribilanciamento
degli attuali aggregati macroeconomici, una supervisione da parte
di soggetti economici, persone fisiche e giuridiche, più
competenti di quelli che hanno guidato l’irrazionale esuberanza
di fine millennio.
Lo staff
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