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Casino Is Open For Business

(13/11/02) L’espressione inglese che preferiamo per accompagnare l’apertura dei mercati azionari americani è: “Casino Is Open For Business”. Nessun tavolo verde è in grado di offrire le emozioni offerte dai mercati finanziari odierni. Tutti coloro che amano questa caratteristica dovrebbero ringraziare la bolla e i suoi creatori. La paura e l’avidità incorporate in ogni movimento di prezzo mettono alla prova il carattere, l’ego, i nervi, la psicologia di ogni trader; e da qualche anno i movimenti di prezzo sono sempre più violenti, ampi e imprevedibili.

Approcciando i mercati azionari con la dovuta astrazione, ovvero ignorando le implicazioni sull’economia reale (creazione/distruzione/trasferimento di ricchezza), riteniamo che essi costituiscano lo strumento più bello ed eccitante a disposizione di un individuo amante del rischio e del gioco, in particolar modo da qualche anno a questa parte.

Tuttavia, il problema attuale del mercato azionario è proprio questa estrema somiglianza a un frenetico casinò. I mercati azionari non dovrebbero essere un casinò. Lo sono diventati grazie alla bolla e lo sono rimasti ovviamente nel post bolla. L’estrema volatilità che caratterizza oggi il mercato è solo una ulteriore dimostrazione di come i minimi di lungo periodo siano in realtà ancora molto lontani.

Durante il primo lustro degli anni novanta la volatilità misurata dal VIX si mantenne in un range tra i 10 e i 20 punti. Dopo il primo formarsi della bolla, invece, il VIX si è mantenuto costantemente tra i 20 e i 40 punti con diversi picchi prossimi ai 50, un’area di volatilità, questa, riconosciuta dalla maggioranza dei trader come valido indicatore di acquisto (vedi a proposito l’articolo di Adam Hamilton “Trading Volatility Ratios” ).

I numerosi rally di trading che si sono succeduti negli ultimi due anni hanno offerto nel giro di pochissime settimane opportunità di profitto incredibili. Rialzi degli indici di oltre il 30% hanno visto numerose azioni performare di quasi il 100% in poche settimane. Una manna per qualsiasi speculatore.

Sul fenomeno della volatilità l’azione di oggi è esemplare: il Dow Jones è passato da -80 punti a +100 per tornare a -80 e poi risalire ancora una volta per chiudere praticamente invariato.
Analizzando bene la notizia che ha generato l’euforia del primo movimento rialzista la spiegazione è tutt’altro che razionale: l’accettazione da parte dell’Iraq della risoluzione ONU prolunga le incertezze e rimanda l’eventuale conflitto, perpetua il gioco a nascondino che sta facendo Saddam e che innervosisce l’ansioso apparato bellico americano. Niente di positivo in tutto questo. I mercati sono cinici, preferiscono certezze moralmente spiacevoli a incertezze, dal punto di vista umano, positive. Eppure il rally è stato tanto violento quanto insensato. Non a caso nel giro di qualche ora gli indici sono tornati sui minimi di giornata.

Movimenti al rialzo o al ribasso estremamente irrazionali si trovano tutti i giorni. Come segnala ad esempio Jim Cramer di Realmoney.com la notizia che gli ordini di Cisco fossero in aumento era già stata diffusa durante la Conference Call che aveva seguito l’annuncio degli utili trimestrali il 6 novembre. Eppure ieri è stata riciclata abilmente ed è riuscita a spingere su il titolo di un altro 10%, portando il rimbalzo complessivo dell’azione, dai minimi di ottobre, a oltre il 65%. Un totale nonsenso.

Nonsensi, dosi ordinarie del business da casinò che gli speculatori continuano a godere con estremo piacere e che invece lasciano estremamente frustrati sia gli investitori di lungo termine, che i trader meno flessibili e rapidi nel cogliere le inversioni di trend, per quanto assurde e immotivate.

Alla fine del mercato bear e prima della nascita del nuovo mercato bull non vedremo più queste azioni da cardiopalma, il mercato ritornerà ad essere lento e noioso. Che esso giunga intorno ai minimi assoluti in maniera controllata o che ci arrivi tramite uno movimento rapido e violento, su quei livelli le acque si calmeranno. Molto probabilmente non ci sarà nessun rimbalzo analogo a quello del 9/11 o del bottom relativo di ottobre. Su quei prezzi i partecipanti rimasti al tavolo da gioco saranno stati decimati e ricominceranno a lavorare in maniera più ordinata. Paura e avidità saranno più contenute. Investire nel mercato azionario tornerà per certi versi ad essere un lavoro serio. La maggior parte delle luci dei media che enfatizzano i movimenti odierni, suscitando alternativamente insensata euforia e impressioni di una catastrofe imminente, si saranno spente.

Forse allora i sopravvissuti alla bolla rimpiangeranno un po’ Easy Al e il suo movimentato e febbricitante casinò.

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