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La Scuola Economica Austriaca

(03/03/03) Il nostro studio dell'economia americana e le analisi che ne derivano sono considerate molto spesso con estremo scetticismo. Fondamentalmente, infatti, l'interpretazione ufficiale degli eventi economici differisce in maniera considerevole dalle nostre posizioni.

Tuttavia non possiamo fare a meno di constatare che né la teoria economica in sede accademica né le autorità predisposte al reale governo economico sono riuscite a spiegare e quindi a comprendere pienamente il fenomeno della bolla speculativa durante il proprio formarsi. Di conseguenza, né a livello teorico né a livello pratico, si è cercato di porre un freno alla artificiale espansione economica indotta dall'eccesso di credito. Gli errori teorici e pratici compiuti negli anni novanta hanno continuato a ripetersi negli ultimi tre anni a tal punto che oramai, a livello ufficiale, i tentativi di fornire una spiegazione soddisfacente su quanto sta accadendo alle economie occidentali sono diventati imbarazzanti e quindi impraticabili. Non rimane quindi   altra strada che cercare di andare avanti continuando a commettere con arrogante ostinazione nuovi errori sugli errori passati, spingendo il Grande Esperimento Economico agli estremi della propria sostenibilità.

Coerentemente a questa posizione, il gran coro quasi unanime di tutte le autorità continua a cantare le gesta passate (nonché distorte), presenti (nonché mistificate), e future (nonché improbabili) di un'economia sempre sana, robusta e pronta oramai a ripartire, naturalmente e rigorosamente solo nella prossima seconda metà dell'anno. Gli analisti e la maggior parte degli esperti danno manforte alle visioni delle autorità. I dati ufficiali, invece, continuano a dipingere malamente, attraverso espedienti statistici di cattivo gusto, un quadro poco coerente alle analisi e alle previsioni.

Quasi tutti nei loro conti ignorano o sottostimano grossolanamente il debito di sistema in aumento esponenziale e i costi crescenti ad essi associati. Nonostante l'aumento dei prezzi generali delle materie prime continui a dare forti segnali in merito, pochissimi considerano la minaccia reale che sta minando alla base la fiducia del pubblico relativa alle valute cartacee (dollaro in primis), inflazionate dalle politiche monetarie delle banche centrali. Pochi valutano correttamente gli effetti a cascata del post bolla, secondo i quali le numerose distorsioni avvenute in passato nei processi di allocazione dei capitali e delle risorse alimentano oggi, all'interno degli stessi processi economici, distorsioni ulteriori e qualitativamente ben peggiori. La continuazione di inopportune politiche monetarie e fiscali non fa che spingere questo circolo vizioso e complesso in una spirale un domani risolvibile solo a costi ben più elevati.

Quasi nessuno, infine, prende in seria considerazione le anomalie che oramai si verificano con frequenza quasi quotidiana sui mercati. Tenuti con le unghie e con fatica evidente entro valori che riescano ancora a giustificare l'insano ottimismo, da tre anni in vendita a prezzo sempre più caro, i mercati stanno cercando di ribellarsi alle forze manipolatrici. Nel farlo lasciano le evidenti tracce di cui abbiamo già parlato. Del resto le pressioni che spingono i mercati alla ricerca di prezzi e di valori più adeguati alla situazione economica corrente e soprattutto alle prospettive future, sono sempre maggiori e insopprimibili. Le stesse variabili economiche, che sottostanno alle dinamiche di mercato, pur ingabbiate e artificialmente stimolate dalle attuali politiche fiscali e monetarie, sono alla ricerca disperata di equilibri realmente sostenibili e si reggono oramai su meccanismi sempre più fragili e deboli.

Tutti gli squilibri che si sono accumulati nel corso degli anni stanno caricando, in ultima analisi, enormi forze economiche che, col passare del tempo e in assenza di un reale assorbimento degli scompensi, sono suscettibili di dare luogo a correzioni eventualmente disordinate ed estremamente destabilizzanti.

Gli interventi monetari e fiscali che hanno portato alla situazione attuale e che paradossalmente continuano a spingere verso una risoluzione scomposta degli artificiali equilibri economici trovano piena legittimazione nelle due correnti di pensiero principali che da oltre settanta anni dominano le teorie economiche occidentali: Monetarismo e Keynesianismo. Sotto il velo di un apparente liberismo economico e attraverso un'impronta malamente ispirata ai liberi mercati le due correnti hanno in realtà giustificato un interventismo sempre più largo e incisivo, che ha finito con l'alterare radicalmente gli equilibri economici naturali e le spontanee dinamiche dei liberi mercati.

Eppure esiste una terza via di studi economici che, trovando le radici della propria teoria proprio nell'azione individuale e nelle genuine dinamiche dei liberi mercati, riesce a spiegare in maniera esaustiva quanto sta accadendo oggi. Questo terza corrente di studi aveva predetto già lungo gli anni novanta, come peraltro nei lontani anni venti, tutti i pericoli dell'espansione economica basata sull'eccesso di credito e tutti i rischi legati alla manipolazione artificiale delle variabili economiche. Tale filone di studi economici, nato oltre un secolo fa, gode oggi, in lingua straniera, di un'ampia letteratura in continua espansione. Purtroppo in Italia le traduzioni relative a questi studi sono minime e limitate a pochi testi di riferimento, peraltro ampiamente trascurati sia a livello accademico che nelle analisi quotidiane.

E' la Scuola Economica nella quale molti dei nostri studi e delle nostre analisi trovano le proprie giustificazioni teoriche. Ci riferiamo, e chi ci segue più da vicino l'ha capito da tempo, alla Scuola Economica Austriaca che trova oggi nel Ludwig Von Mises Institute, con sede ad Auburn in Alabama, il proprio centro di educazione e ricerca.

Finalmente, abbiamo quindi deciso di aprire una sezione dedicata alla letteratura e ai contributi dell'Economia Austriaca accessibile attraverso un nuovo link sotto la sezione Speciali, in basso a sinistra. In esclusiva ai lettori italiani cominciamo col presentare la traduzione dei primi paragrafi di un libretto di Murray N. Rothbard: The Essential Von Mises. I paragrafi sono reperibili in lingua inglese al sito Libertarian Press, Inc. che ne cura l'edizione originale nonché integrale, e che ci ha generosamente permesso di tradurre i brani in questione.

Si tratta in totale di nove paragrafi. Oggi presentiamo la traduzione del primo di essi, e nei prossimi giorni procederemo via via con la traduzione degli altri otto. Riteniamo che il breve saggio di Rothbard sia estremamente illuminante e in grado di fornire una prima cultura di base relativa alla Scuola Economica Austriaca e a colui che ne ha prodotto i maggiori contributi: Ludwing von Mises.

 

In futuro non mancheremo di innestare nell'ambito delle nostre analisi le varie teorie economiche austriache secondo modalità sicuramente più esplicite e rigorose. Alla luce di esse cercheremo di approfondire meglio i fallimenti e le lacune delle attuali teorie economiche che, in questo nuovo inverno di Kondratieff, saranno sottoposte a prove senza dubbio decisive. Nel caso esse ne uscissero sconfitte si potrebbero aprire, come ci auguriamo, numerosi spazi in grado di rendere merito agli straordinari, quanto ancora sottovaluti, traguardi raggiunti dalle teorie e dal pensiero della Scuola Economica Austriaca.

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