|
Global Crossing: la gaffe di un analista

Lunedì 28 gennaio la bancarotta di Global
Crossing (GX), una società di telecomunicazioni con 22,4B
di assets, diventa il quarto fallimento per ordine di grandezza
dell'economia americana dietro a Enron, Texaxo e Financial Corp.
of America.
Come segnalato da uno
degli articoli più divertenti del fine settimana la polverizzazione
istantanea del valore rimanente alle circa 890 milioni di azioni
della società è stata seguita da uno spassoso quanto
preoccupante esempio di negligenza ad opera di Deutsche Banc Alex
Brown, uno degli analisti più conosciuti e seguiti di Wall
Street.
Questa in breve la storia: due ore dopo che Global Crossing dichiara
di avere compilato il Chapter 11, specificando che agli azionisti
non sarebbe rimasto nulla, il grande analista o chi altri in sua
vece se ne esce fuori con un rating alquanto imbarazzante: market
perform!
Un clamoroso errore corretto solo qualche ora dopo la chiusura del
mercato con il ritiro ufficiale del rating.
Il titolo era stato sospeso dalle quotazioni il giorno
stesso mentre venerdì 25 aveva chiuso a 0,51. I massimi toccati
dall'azione risalivano a fine 1999 e a inizi 2000: 80 dollari circa.
A quei prezzi la capitalizzazione della società era stata
di oltre 70B di dollari. Il massimo toccato dall'azione nell'ultimo
anno è stato invece di 23,75, "solo" 20B di dollari
bruciati in 52 settimane. La polverizzazione finale ha riguardato
gli ultimi 450 milioni di dollari residui!!
Spulciando nei rating di GX forniti da Yahoo Finance
ci risulta che sempre il 28 gennaio un altro analista, Kaufman Bros,
ha downgradato il titolo da BUY a HOLD.
Altrettanto imbarazzante quanto tuttavia più
ragionevole rispetto al rating di Alex Brown: se è ovvio
che il mercato nel suo complesso non può perfomare come ha
performato GX, cioè vedendo polverizzato interamente il proprio
valore, è però vero che gli investitori di GX non
potranno che tenersi il titolo in portafoglio (HOLD), non fosse
per il fatto che non vale più niente e che nessuno potrà
più comprarlo.
Due ultime note. Alex Brown era anche uno degli underwriter
del titolo, cioè dei collocatori del titolo sul mercato.
Generalmente le società che portano il titolo in borsa ne
sostengono quasi sempre il corso delle azioni con giudizi non molto
obiettivi. Fa parte del loro lavoro ed è un conflitto di
interesse non irrilevante. Peccato che l'ultimo disperato tentativo
di Alex Brown and Co. si sia coperto di ridicolo, contribuendo ad
abbassare ulteriormente la reputazione degli analisti e la fiducia
degli investitori nei loro giudizi.
Secondo, dalla lista delle insider sales alla data
31 maggio 2001 troviamo:
31-May-01 WALSH, DAVID
President, Chief Operating Officer 672,789
GX Sold at $12.90/Share.
Proceeds of $8,678,978.
Non sappiamo quanti azionisti lunedì 28 abbiano
visto il loro investimento andare completamente in fumo, di certo
il sig. David Walsh, con quei circa 20 miliardi di lire incassati
il 31 maggio 2001 dalla vendita di quelle 672mila azioni e rotte
a 12,90 dollari l'una non deve passarsela troppo male nonostante
il fallimento della società.
Pur nell'eventualità che perda la propria poltrona di Chief
Operating Officer dopo la riorganizzazione della GX stabilita nel
fallimento, siamo quasi sicuri che potrà cavarsela piuttosto
bene anche nel caso avesse tre mogli a carico, 5-6 figli e un paio
di amanti.
3 febbraio 2002
Lo staff
|