|
(17/1/05)
Riesumo questo vecchio thread perché mi sembra interessante
e ha lasciato delle domande in sospeso in attesa di risposta. Da
allora ci penso ogni tanto e letture fatte di recente mi hanno stimolato
delle riflessioni e delle associazioni che penso valga la pena di
condividere, cercando una risposta a quei quesiti.
Le domande sono:
- Perché il VIX è caparbiamente cosi' basso?
- Esiste una connessione tra il VIX e M3?
- Ha ancora senso usare il VIX, da contrarian, come indice di sentiment?
E se si, perché nel 93 il bottom del VIX ha segnalato l'inizio
della grande crescita degli indici azionari?
Per illustrare le mie risposte devo sottolineare alcune differenze
di condizioni ambientali tra il periodo che va dall'88 al 93 (all'inizio
dell'era Greenspan) e quello che va dall'inizio del 2003 ad oggi,
e non è ancora finito (alla fine dell'era Greenspan). Sono
condizioni al contorno che mi pare essenziale tener presente per
capire perché mi aspetto un esito diverso da un simile comportamento
di indici e volatilità.
In questi due periodi l'azionario è salito, più o
meno alla stessa velocità, ed il VIX è sceso, più
o meno alla stessa velocità e con simili livelli iniziale
e terminale. Le condizioni al contorno in cui questo è avvenuto
pero' sono state molto diverse e a mio avviso spiegano perché
nel 93, quando il VIX ha ricominciato a salire, la borsa è
partita in bolla e perché è ragionevole pensare che
invece questa volta quando il VIX ricomincerà a salire la
borsa crollerà.
Nella prima figura ho riportato
il VIX da quando me lo dà Yahoo, l'M3, e un grafico del trading
volume rubato al buon Alan Newman di www.cross-currents.net
(che pero' purtroppo non cita la fonte). Si nota che nel primo
periodo di VIX calante, dall'88 al 93, l'M3 è stazionario
(come noto) mentre il trading volume è addirittura in leggera
discesa. Nel secondo invece, dal 2003 ad oggi, l'M3 cresce come
noto like therès no tomorrow, ed il trading volume pure.
La mia
interpretazione?
Nel periodo 88-93 i traders, schockati dal crollo dell'87, erano
poco attivi, e gli indici erano spinti al rialzo dagli investitori
che rientravano nel mercato attingendo a liquidità da risparmio.
L'estinzione della volatilità avvenne perché a poco
a poco gli investitori raggiungevano il loro livello target di investimento.
Poi il mercato è partito a razzo, come sappiamo, quando è
ripartita la M3 ed è stata superata l'empasse della liquidità
ridotta. Mi sembra si possa dire che a quel punto c'è stato
l'inizio della grande fase di asset inflation.
Invece dal 2003 ad ora ci son stati e ci sono dei meccanismi completamente
diversi dietro all'estinzione della volatilità: gli indici
sono spinti al rialzo dai grandi traders, che lavorano in modo automatico
su programma. Questo modo di agire introduce una pesante controreazione
negativa che tende a stabilizzare i mercati riducendone le fluttuazioni.
Questi traders sono i primi ricettori del denaro fresco forgiato
dalla fed, e invece di investirlo in sviluppo lo giocano in borsa.
Si può quindi dire, se è cosi' che in questo caso
è proprio l'inflazione di M3 a produrre direttamente asset
inflation. Man mano che la volatilità cala il trading si
fa sempre più parossistico per compensare i ridotti margini
di guadagno, e questo spiega l'aumento del trading volume più
veloce di M3. Di fatto i piccoli speculatori hanno invece progressivamente
ridotto la loro attività, sia perché si guadagna meno,
sia perché su suggerimento del grande vecchio si sono totalmente
investiti estraendo pure equity dalla casa in cui vivono.
Ritengo che questa interpretazione sia suffragata dalla seconda
figura, dove l'SP500 è giustapposto ad altri due grafici
presi ancora da Newman (anch'essi senza citazione della fonte):
quello del livello di cash dei fondi comuni, e quello dei volumi
di trading manuale e di trading programmato in automatico negli
ultimi anni.
Penso cosi'
di aver risposto alle prime due domande. Ora la terza.
Perché credo che il risalire del VIX coinciderà con
l'inizio di una fase di discesa delle borse?
Beh, mettiamola
cosi': la bolla di fine secolo è stata sì un castello
di carta, ma non è stata solo un castello di carta. C'è
stata anche dell'economia vera, malinvestita fin che si vuole, ma
comunque capace di creare occupazione nell'immediato, anche se ad
un costo molto maggiore di quello che si credeva, sia a causa appunto
del malinvestimento, sia perché ha fatto terra bruciata dell'ossatura
delle economie occidentali e quindi ha ipotecato il futuro molto
peggio del previsto da quei sapientoni. Questa echo-bubble, invece,
è solo un castello di carta: la crescita di M3 serve solo
a spingere in alto le borse. Questo da una parte puo' dare l'impressione
che il processo possa durare all'infinito, ma dall'altra rende le
borse molto vulnerabili e passibili di crollare al primo soffio
di vento, come appunto fanno i castelli di carta.
Clockworkgold
Dal thread Vix e M3 , Forum US Stock Markets |
|