| (28/1/05)
Contrariamente a quanto comunemente si pensa, il 1982
non ha segnato l'inizio del più grande mercato toro della
storia dell'uomo. Nel 1982 i mercati hanno semplicemente realizzato
che un sistema monetario completamente cartaceo sarebbe riuscito
a sopravvivere per la prima volta nella storia, su scala globale,
dopo un decennio circa pieno di dubbi riguardo tale sopravvivenza.
E pertanto hanno reagito di conseguenza. Si sono adeguati alla nuova
unità monetaria, e al suo corollario: una continua diluizione
del potere d'acquisto del denaro.
Ciò
che si può osservare guardando i grafici di tutti i giorni
è quindi qualcosa di virtuale, una specie di chirurgia plastica
operata sulla realtà. Se si vuole sapere con buona approssimazione
qual è la vera storia, si guardino i due seguenti grafici.
(per una migliore visualizzazione dei grafici si veda l'articolo
pubblicato in inglese sul sito financialsense.com)
Ratio
Dow Jones/M2 (1959-2005)

Ratio S&P500/M2
(1959-2005)

Sono
i grafici del Dow Jones e dell'S&P 500 aggiustati per l'incremento
della grandezza monetaria M2, a partire dal 1959. Sono stati elaborati
da E. Di Francia su dati della Federal Reserve, e non sono aggiustati
stagionalmente, in quanto non credo che qualcuno abbia mai pagato
le proprie bollette aggiustate stagionalmente.
Si riesce
a capire adesso qual è la vera storia? Il Dow e l'S&P
500 valgono oggi meno che nel 1959!
(spero che
foste seduti prima di leggere l'ultima frase ).
C'è
un'altra cosa che possiamo derivare dalla lettura di questi grafici.
Sembra
che siamo entrati in un'altra decade piena di dubbi e perplessità
sulla sopravvivenza del sistema monetario attuale o, perlomeno,
stiamo assistendo a un riassestamento generale del sistema stesso.
Una cosa
è certa! Il sistema attuale può tranquillamente sopravvivere
ancora una volta. Questo perché, contrariamente a tutti gli
esperimenti precedenti di sistema monetario non redimibile, quello
iniziato più di 30 anni fa non è limitato nello spazio,
essendo in vigore su scala planetaria, ed inoltre perché
mai i Governi hanno avuto finora un tale potere di persuasione sulle
scelte e le percezioni della gente.
Anche
se una valuta ha perso il 95% del proprio potere di acquisto, potrebbe
perderne ancora un altro 95% e poi un altro 95%. Il paradosso di
Zenone non è un'astrazione se applicato alla moneta cartacea.
Si dimentichi ogni raffronto
con il 1929! Non avrebbe alcun senso! Nel 1929 il dollaro rappresentava
una certa quantità di oro, mentre oggi è solo un pezzo
di carta colorata con delle buffe scritte stampate sopra.
In un sistema
puramente cartaceo, ogni depressione economica è sempre inflazionaria,
ed ogni collasso di agglomerati di debito implica la distruzione
della valuta cartacea della nazione cui quel debito si riferisce.
Ci sono precise e ricorrenti evidenze storiche a supporto di questa
tesi.
In ogni
caso, anche se il sistema sopravvivesse, non credo che avrà
più il dollaro come suo baricentro esclusivo. Come minimo,
il dollaro dovrà dividere il privilegio con un'altra valuta
(dal punto di vista quantitativo, l'euro sembra essere l'unico candidato
adatto). Anche la valuta cinese potrebbe essere un'alternativa possibile,
quantomeno a livello continentale, qualora i cinesi decidessero
di darsi una valuta reale. Si tenga presente che sto parlando di
valute di carta, non di moneta (che resta l'oro).
Se il
sistema dovesse sopravvivere, ed essendo gli indici di borsa semplici
valori nominali, coloro che hanno intenzione di andare corti sui
mercati azionari dovrebbero usare particolare attenzione, a meno
che non abbiano la possibilità di comprare delle put aggiustate
per l'M2.
Le regole
del gioco sono contro gli orsi, tanto quanto lo sono contro i tori
dell'oro e dell'argento che decidono di giocarsi la partita al Comex
(senza tuttavia la costrizione fisica di disponibilità effettiva
del metallo che potrebbe spazzare via il Comex in ogni momento).
Se il sistema sopravvive, il Dow a 36 mila potrebbe essere un'ipotesi
conservativa.
Il terzo
grafico rappresenta il prezzo dell'oro aggiustato per l'incremento
dell'M2 (ingrandimento sempre al sito financialsense.com)
Ratio Gold/M2
(1959-2005)

Da questo
grafico si possono trarre due conclusioni alternative:
a) i
Poteri costituiti sono riusciti a eliminare la componente monetaria
dall'oro, attraverso cattiva stampa, oscene menzogne, e il tetto
al prezzo ottenuto con le manipolazioni di mercato;
b) i
suddetti Poteri non sono riusciti a distruggere 5000 anni di conoscenza
inconscia presente in ogni individuo (una conoscenza affermante
che in campo economico l'oro è l'unica cosa che rimane quando
tutto il resto viene spazzato via), e poiché l'oro non può
essere inflazionato dalla loro volontà, esso sta risalendo
come una tremenda Nemesi nei confronti dei falsari.
Io opterei
per la seconda conclusione. In questo caso, l'oro rappresenta al
momento il secondo più conveniente bene economico disponibile
al mondo (il primo è l'argento, il cui pesante uso e consumo
industriale però ne oscura in parte la componente monetaria).
Vorrei
concludere con una speranza.
Dopo
l'ultimo dato riguardante il deficit commerciale americano, spero
che la scemenza affermante che una valuta debole è la cosa
migliore per il commercio di una nazione venga obliata una volta
per tutte!
Dopo
due anni di massacro del dollaro sui mercati valutari, con contemporaneo
aumento del deficit commerciale americano, spero che la si smetta
di infastidirci con tali vaniloqui.
Non è
che il dollaro deve scendere al fine di equilibrare la bilancia
commerciale americana, ma è piuttosto lo squilibrio della
bilancia commerciale americana che sta distruggendo il dollaro!
La bilancia commerciale
è composto da due voci: importazioni e esportazioni. Una
valuta debole rende solo più alto il prezzo che si paga per
le importazioni. Dall'altra parte, quella delle esportazioni, il
prezzo non è sicuramente l'unica componente che il compratore
prende in considerazione in un acquisto. E' solo una. Se qualcuno
produce della schifezza, nessuno la comprerà, neanche se
fosse dannatamente a buon mercato.
Ma soprattutto,
bisogna avere qualcosa da esportare. Bisogna produrre qualcosa di
adatto all'esportazione se si vuole esportare. E' invero piuttosto
difficile esportare un taglio di capelli o altri servizi simili.
E poiché la base manifatturiera americana sta andando incontro
all'estinzione, l'America non produce più tante cose che
si possano esportare. Questo perché la vera ed unica causa
del deficit commerciale americano è l'osceno livello di consumo
degli americani in percentuale al loro Prodotto Interno Lordo. E'
un circolo vizioso!
I produttori
americani, sia dal punto di vista quantitativo che competitivo,
non possono soddisfare l'abnorme domanda dei consumatori americani,
che si dirige quindi verso i prodotti esteri e a favore dei produttori
stranieri. Ogni dollaro che va a un produttore straniero è
un dollaro sottratto a un produttore americano, che a sua volta
investirà e produrrà ancora meno, e impiegherà
ancora meno lavoratori americani... e così via.
Non importa
poi che il produttore straniero sia una filiale di una società
americana. Le società americane che producono in un paese
straniero arricchiscono quasi totalmente quel paese, e appartengono
alla bilancia commerciale di quel paese.
In poche
parole, per bilanciare lo scambio commerciale, il consumatore americano
dovrebbe consumare molto di meno e risparmiare molto di più.
E' l'unica soluzione!
Altrimenti
sarà il dollaro debole a fermare l'orgia dei consumi, ma
in una maniera tragica: un dollaro così privo di valore,
e salari reali così bassi e poco disponibili, che gli americani
non potranno permettersi niente del tutto.
Castrese
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