LE POLITICHE DELLA FED

L'era Greenspan

L'intervista è stata organizzata e curata da BorsaPlus in una tavola rotonda virtuale che ha visto la partecipazione del sottoscritto, di Pierluigi Gerbino e di Luciano Priori Friggi. Le mie risposte vengono riportate qua di seguito, per comodità di lettura divise in due pagine. Per la versione integrale con le risposte degli altri due interlocutori al dibattito si invita a visitare direttamente il sito di BorsaPlus dove è possibile trovare la versione integrale scaricabile anche in pdf.

 

1) Un primo lapidario giudizio sull'era Greenspan

 

L'era madre di tutte le bolle, in cui un banchiere centrale è riuscito a rovinare una nazione.

 

2) Ritenete che G. abbia del carisma? E se si quanto pensate che questo aspetto sia stato importante nella gestione delle politiche monetarie Usa?

 

Enorme carisma. Non solo ha saputo adottare il linguaggio più appropriato per gestire da "Maestro" la politica monetaria, ma ha saputo recitare alla perfezione il ruolo istituzionale rivestito. Greenspan sa cosa ha causato al sistema economico con le sue politiche monetarie, ma si è comportato da bravissimo servitore, coerentemente al suo ruolo istituzionale. Non ha fatto che dare a politici, banchieri, investitori, elettori, e famiglie ciò che volevano da un banchiere centrale: "denaro facile". Non solo sarebbe stato difficile fare quel che ha fatto senza carisma. Sarebbe stato impossibile.

 

 

3) L'elemento "fiducia" e i mercati. una vostra opinione

 

“La fiducia” è un elemento necessario a qualunque rapporto interpersonale. A maggior ragione è essenziale nel sistema creditizio odierno, dove la stessa accettazione della moneta cartacea si basa su una pura questione di fiducia. La moneta cartacea infatti è una promessa di pagamento emessa dalla banca centrale, e non più, come era l'oro, il mezzo di pagamento che assolve definitivamente il debitore da ogni obbligo. I mercati ruotano tutti i giorni intorno a questo nucleo fondamentale. Il più grosso rischio che correranno i mercati nei prossimi anni deriverà proprio dalla fiducia nelle promesse di debito esponenziali emesse dalle banche centrali, sotto la direzione della Fed, e dal sistema che si poggia piramidalmente su di esse.

 

4) Cominciamo dall'inizio, cioe' dal crac borsistico del 1987.

E' stato un crac nel solco della tradizione, cioe' come

risultato inevitabile di una fase specifica del ciclo degli affari,

o qualcos'altro?

Chi ha studiato la Scuola Austriaca di Economia sa benissimo che ogni crac del genere è il risultato dell'interferenza istituzionale sui processi spontanei del libero mercato. E non il contrario come purtroppo si è portati a credere. A partire da quell'episodio Greenspan ha saputo adattarsi alle condizioni di mercato aprendo a pieno regime le valvole del credito e generando la piu' grossa “asset inflation” di tutti i tempi. L'economia è drogata di credito facile da circa venti anni.

 

5) Cosa ha "imparato" Greenspan da quel crollo di borsa?

 

Il crac fece capire a Greenspan che per mantenere la sua carica istituzionale doveva dare alla gente quello che voleva: fiumi di liquidità. Capì che “nessuno vuole una moneta onesta", e agì per accomodare le pressioni esercitate, nonostante lui stesso nel 1966 considerò espressamente la moneta metallica come l'unico baluardo a difesa delle libertà economiche Sotto l'era Greenspan si è stampato piu' denaro di quello generato da tutti i banchieri centrali che l'hanno preceduto presi insieme. Riprendo le parole di Bill Bonner nella confessione virtuale "Io Greenspan" da me tradotta: dopo quell'episodio (la mancata rielezione di Bush il vecchio) Greenspan si assicurò che “di fronte a uno shock, una sfida, una crisi, delle incertezze, delle elezioni... ogni tipo di rubinetto, valvola, interruttore, leva, dispositivo” del credito fosse completamente aperto.

 

6) Anche se la violenza ribassista di quel crack e' stata altissima

non ha prodotto gli effetti ad es. del crack del '29.

C'e' una spiegazione scientifica al riguardo?

 

Nel 29 l'economia americana era gonfiata dall'espansione inflazionistica della FED di allora ma aveva ancora una moneta sana. La recessione serve semplicemente a ripulire il sistema dagli eccessi del boom inflazionistico. Purtroppo a inasprire la recessione in depressione e a prolungarne il decorso fu il disastroso operato istituzionale successivo al 1929. Credo che il libro migliore per capire le cause del crack del 29 sia quello di Rothbard: "American Great Depression" di prossima pubblicazione anche in lingua italiana. All'epoca mancavano gli strumenti per rovinare una nazione sotto il naso di tutti continuando ad alimentare una illusione di prosperità basata sull'assunzione esponenziale di debito. Greenspan li ebbe e dal 1987 li ha usati tutti. Con grande carisma.

continua