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Con
l'articolo seguente andiamo a inaugurare una nuova sezione di US
Equity & Macro LAB chiamata "Voci lontane sempre presenti".
In essa, i temi dei nostri argomenti abituali verranno trattati
in maniera meno accademica e più letteraria, con riferimenti storici
e osservazioni su altri aspetti della vita sociale contemporanea.
Caipiroska,
Trilioni, e Presidenti Morti
di
Fabio Gardel
(23/7/03)
Meraviglie della divisione del lavoro. In una domenica
di questo luglio africano del 2003, comodamente seduto sulla terrazza
del Boca Chica a Torre del Lago, Versilia, il mio amico Valdo, geologo,
mi spiega la formazione e la natura delle rocce delle Apuane che
vediamo sullo sfondo. L'amico Massi prepara i cocktail. Caipiroska
con un punto di fragola. Dopo il secondo drink faccio fatica a visualizzare
i movimenti della crosta nei milioni di anni. "L'Appennino sale
di un millimetro l'anno. In un milione di anni, un chilometro! Un
milione di anni sono un niente da un punto di vista geologico".
"Sarà sempre più che un milione di dollari nell'economia di oggi",
penso al debito negli Stati Uniti "Trilioni..., cosa significano
davvero ?" L'amico Gneri vuole che faccia la mia parte
nella divisione internazionale del lavoro. "Dalla geologia passiamo
ora all'economia. Fabio, attacca!" Il bell'ereditiero, a quarant'anni
non ha ancora lavorato un giorno, ma è preoccupato del rendimento
dei suoi fondi azionari. Per un terzo Caipiroska vendo la mia consulenza
standard.
"Le Borse
Valori vendono prodotti, come Smirnoff vende la vodka. Se vendono
fanno soldi, altrimenti no. Ovviamente non pensano che quello che
ti vendono renderà più della media degli altri investimenti possibili;
se lo terrebbero per sé o lo venderebbero ai loro ricchi amici.
Viste le attuali condizioni di debito degli Stati Uniti, che emettono
la "moneta" fiduciaria planetaria a cui non darei oggi più di tre?,
cinque? anni di vita, suggerisco di comprare oro e argento ,
the sooner the better ."
Risate
generali. Due bei travestiti seminudi, attratti dall'allegria, si
avvicinano, ma se ne vanno disgustate quando è il mio turno di attaccare
con i dieci alla dodicesima.
"Calcolato
in dollari del 2002, il reddito nazionale USA è passato da $ 2,8
trilioni nel 1957 a circa $ 8 trilioni. Il debito totale, comprensivo
di debito federale, statale, municipale, delle imprese, delle famiglie,
ecc., a esclusione degli obblighi governativi per i programmi di
assistenza sanitaria e sociale di vario tipo, è passato dai quasi
$ 5 trilioni del 1957 agli attuali $ 34 (trentaquattro) trilioni,
cioè $ 119.442 per ogni uomo, donna, bambino e sale mentre parlo."
Facce
serie che urlano di noia. Ognuno pensa a un pretesto per andarsene.
Io penso con commozione a quel caratteraccio di Andrew Jackson,
che nel 1835 aveva pagato via il debito pubblico (beh, in realtà
rimanevano ancora ben $ 33.733,05 di debito!) Non solo: aveva anche
avuto il coraggio di liquidare la Second Bank of the United States
(una sorta di Federal Reserve dell'epoca), responsabile di una fiammata
inflazionistica che aveva seriamente danneggiato l'economia americana.
La contrazione economica inevitabile la sopportò però il suo successore
dal bel nome: Martin van Buren.
L'amico
Gneri mi ammonisce: "Ma ti sembrano argomenti adatti al più trendy
gay bar della riviera?"
"Ma che
cos'ha di più sexy la placca iberica che si insinua sotto la placca
adria?" gli rispondo.
"Che
sono cose su cui si va in vacanza sopra " mi fa. "Fa alzare
l'Appennino e lì fa fresco!"
Valdo
sorride soddisfatto: lezione appresa.
Mi vien
voglia di alzarmi e di andare a imbroccare la bella cantante nera
brasiliana che sta facendo una pausa. Anche Jefferson viveva more
uxorio con la Sally Hemings, una negra. Morti presidenti americani
mi visitano anche nella notte, in sogno. Io do loro consigli, per
far svoltare la storia del mondo, per tornare indietro e allontanarsi
dal baratro. Gneri non venderà i suoi fondi, gli toccherà lavorare
e magari sarà anche un bene.
Nao
me amarra dinheiro, nao, mas formosura, dinheiro nao, a pele escura...
Caetano va a letto un po' con tutto, ho sentito dire: forse
la brasiliana ha informazioni dirette. "Ehi, ehi..."
Non capisco
cosa significa essere gay. Lo scrittore Gore Vidal ammonisce che
la divisione gay/etero è una stupidaggine recente. Credo che la
polarità attività/passività sia psicologicamente più significativa.
Gli esseri umani sono portati da qualche parte dal desiderio, o
da quel sentimento complesso che gode di migliore stampa detto amore,
e finché non entrano di mezzo la violenza e, suppongo, i bambini,
non vedo perché stare a preoccuparsi di dove si va (fatte salve
le precauzioni sanitarie). Ma anche se Gore dice delle cose intelligenti
sul sesso, non lo posso seguire quando parla bene dello storico
americano William Appleman Williams, che apre la sua Storia
degli Stati Uniti con un peana al mercantilismo, e deride
Martin van Buren per aver detto: "Pochi possono dubitare che un
sistema fondato sull'interesse, l'iniziativa e la competizione privata,
senza l'aiuto di sovvenzioni legislative o di regolamenti legali,
prospererebbe rapidamente" Questo era il common sense
dell'epoca. Oggi sarebbe: "Pochi possono dubitare che un sistema
fondato sui bassi tassi d'interesse, il credito (debito!) infinito,
l'infinita iniziativa e competizione privata a chi consuma di
più , completamente immersi in una miriade di regolamentazioni
assurde e di programmi redistributivi della ricchezza tramite i
più bizantini "incentivi" governativi, messi all'opera durante uno
stato di guerra infinita, prospererebbe rapidamente".
Alzo
la testa e mi accorgo che tutti stanno andando a cena.
"Ragazzi,
aspettate. Un ultimo giro, offro io!" È quasi buio, e finalmente
una brezza arriva dalle dune e porta con sé il balsamo dell'elicriso.
"Ragazzi, parliamo della pace. Noi siamo per la pace, vero?" Tiro
fuori dalla tasca gli appunti e leggo ai gabbiani.
"La nostra
unione è una confederazione di Stati indipendenti, la cui politica
è la pace, fra se stessi e col resto del mondo. Allargare i
suoi limiti vuol dire estendere il dominio della pace su altri territori
e su altri milioni di persone ".
"Ragazzi,
questo non è Bush. È James K. Polk, 1845, Presidente degli Stati
Uniti. Voleva annettersi tutto il Messico!"
"Noi
andiamo ad annetterci la trattoria! Raggiungici appena regolati
i conti con la Storia!" mi urlano dalla strada.
I cosiddetti
neoconservatori di oggi non sono niente di nuovo sotto il sole.
Forse perché non c'è mai niente di nuovo sotto il sole. Una generazione
va, una generazione viene. C'è il Gore nato nel 1925 a cui piace
quel marxistoide di Williams. E c'è suo nonno, T.P. Gore, 1870,
il senatore, che in una lettera al nipote scrive, nei primi anni
quaranta: "Questi debiti costituiscono un primo diritto di pegno,
un primo mutuo sul valore di ogni dollaro della proprietà privata...
Tuttavia, tutto questo non è il difetto più disastroso del New Deal:
esso ha rovinato il carattere e il morale, rovinato l'anima di milioni
dei nostri. Io ho sempre creduto che l'amor proprio fosse la pura
e semplice ancora del carattere umano. Finché tiene c'è speranza.
Quando si spezza non c'è più speranza, più nulla".
Il debito
pubblico, quando Nonno Gore scriveva queste righe era $ 42,967,531,037.68.
Alla fine della guerra in cui F.D. Roosevelt avrebbe proditoriamente
infilato gli USA era $ 258,682,187,409.93. Il 21 luglio 2003 il
debito pubblico USA è $ 6,722,777,711,908.14.
La ragazza
brasiliana mi sorride e dice: "Troppi caipiroska?"
"Forse"
"T'hanno
lasciato solo?"
"Racconto
sempre le solite storie"
"E tu
raccontale alle stelle" con il ditino punta verso l'Orsa. "Sai,
quante sono le stelle?"
"Io no"
ammetto
"L'hanno
appena detto alla radio. Scrivi 70 e mettici dietro 22 zeri.
"Lo faccio
se mi dai un bacio"
"..."
Fabio Gardel
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