|
In
questi giorni la stampa di regime, cioè tutta la
stampa, non fa altro che starnazzare sull'aumento del prezzo del
petrolio, al fine di convincere Mario Rossi che è quella
la causa della "insufficiente ripresa" e, in ultima istanza, delle
sue difficoltà economiche. Nella testa di Mario
passa inoltre l'associazione che questo petrolio deve essere controllato
nel prezzo e quindi bisogna che una qualche forma di truppaglia
stia in quei deserti di araboni, magari non nella forma arrogante
texana, ma nella forma benigna di una occupazione NATO sotto comando
ONU, che è quanto fu deciso ab initio in qualche
salotto londinese da una quindicina di persone.
Anche
volendo tralasciare il fatto che i governi guadagnano dall'imposizione
fiscale sui derivati del petrolio (paga Mario!) molto più
di quanto ne ricavino i paesi produttori è un fatto che il
prezzo del petrolio è a tutt'oggi molto basso. Vorrei ricordare
a Mario che vive in un sistema in cui buoni acquisto governativi
possono essere creati a dismisura dai governi a costo zero tramite
stampa di carta moneta o registrazioni elettroniche su conto. Questo
potere, affidato dai governi a delle agenzie in teoria controllate
dai poteri pubblici, ma in realtà asservite agli interessi
della solita quindicina di persone (chiamiamole Grandi Banchieri
Internazionali) è stato in questi anni vistosamente usato.
Qualunque
aggregato monetario Mario decida di scegliere (ahimè, in
questi tempi oscuri non siamo d'accordo neppure su cosa sia la moneta),
si accorgerà che esso è gonfiato vistosamente. Un
effetto di questo rigonfiamento lo avrà potuto notare nella
sequenza di bolle finanziarie che si sono succedute in questi anni
(azioni, bond, immobili, di nuovo azioni). L'aumentata quantità
della massa monetaria solo in parte è andata a caccia di
asset reali (oro, argento, materie prime). In gran parte
il Sistema è riuscito a palleggiare il Pallone di qua e di
là e a evitare la catastrofica risultanza dell'iperinflazione
monetaria. Il grafico qui sotto mostra i prezzo dell'oro e del petrolio
durante gli ultimi 40 anni corretto per l'aumento del fraudolento
indice dei prezzi al consumo negli USA.

(Grafico
tratto dall'articolo "Gold
Boiling in Oil 3", Adam Hamilton).
Perché
l'oro torni al potere d'acquisto del 1980 bisogna aspettare che
arrivi a più di 1600 $ (più di 4 volte il prezzo attuale)
e il petrolio deve superare i 90 $. In aggiunta si consideri il
fatto che il potere d'acquisto del dollaro è sceso parecchio
ultimamente nei confronti di altre forme di buoni acquisto governativi
(non moneta, mi raccomando, la moneta è solo una merce o
una banconota convertibile in merce). Inoltre gli squilibri del
debito pubblico, privato, esterno ed interno presenti negli USA
non fanno ben sperare delle sorti del buono acquisto governativo
detto dollaro.
Il reddito
pro-capite in Arabia Saudita negli ultimi anni è sceso paurosamente
ed è inoltre aumentata vistosamente la disoccupazione. Le
sorti della Casa dei Saud sono affidate alla protezione militare
statunitense: da qui l'arrendevolezza saudita a continuare a cedere
preziosi barili di petrolio in cambio di buoni acquisto governativi
a rischio di perdita completa di potere d'acquisto. A questo punto
Mario si sarà accorto che il segreto del Big Picture
è che al mondo non esiste libero mercato. Esiste un
sistema di prezzi controllati manu militari e per via
finanziaria inteso a vantaggio degli interessi particolari al cui
servizio operano le banche centrali, che beneficiano del privilegio
di primi prenditori e prestatori degli inflazionandi buoni acquisto
governativi.
Una parvenza
di competizione economica e libero mercato, all'interno dei paesi
e internazionalmente, è mantenuta nei settori non strategici
per i Banchieri al fine di provvedere quel tanto di produttività
reale da sfruttare a loro profitto per il tramite dei mercati finanziari.
Le elite fabiane d'Albione, dopo aver guardato con interesse al
tentativo staliniano negli anni '30, lodato dall'alfiere Giovanni
Mainardo Keynes, si sono convinte che, se si guasta completamente
la struttura dell'economia di mercato, insieme al cavallo, muore
anche il vampiro. Una certa quantità di libera impresa e
divisione internazionale del lavoro deve essere mantenuta.
L'intera
architettura complessa degli attuali sistemi monetari, con il loro
corollario di banche centrali, manipolazione del mercato dei capitali,
interventi fiscali governativi, creazione di debito pubblico fino
ai più sofisticati strumenti derivati ad altro non serve
che a tenere in vita i ceti produttivi di beni e servizi reali,
utili e scarsi quel tanto che basta a tosargli il pelo non appena
cresce. Qui da noi, nel cosiddetto Occidente, per ora ci provvedono
di bastanti buoni acquisto e roba da acquistare per tirare avanti
ancora un po'. Altrove non ci sono abbastanza provviste e per questo
strillano tanto più di noi.
Fabio
Gardel
|
|