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(10/7/04)
Nel lungo periodo ogni cosa tende verso la disgregazione. Le cose
vive congiurano verso una pienezza, la fioritura, e poi decadono.
La civilizzazione statunitense è stata una civilizzazione
breve. Apparentemente era iniziata nel migliore dei modi: l'uguaglianza
degli uomini nel diritto, la difesa della proprietà, che
è la definizione della libertà politica. Già
allora erano più che altro parole vuote: degli ambiziosi
trascinarono le colonie in una rivolta sanguinosa che impose il
Continental e i sequestri forzosi. Una moneta per decreto
è già piena tirannia, restano libertà di dettaglio:
scegliere in quale ristorante cenare, andare in vacanza al mare
o in montagna, come vestirsi. In generale il vuoto orizzonte di
scelta di un individuo che vive nella società di oggi.
Il mio
conterraneo Filippo Mazzei comprese e lo disse a Jefferson: non
c'è libertà se c'è monopolio del diritto. Questo
è terribilmente evidente nel sistema monetario. La separazione
tra Stato e Moneta è essenziale alla libertà. La mancanza
di questa separazione ha gelato in boccio la civilizzazione americana
che avrebbe dovuto basarsi sulla cancellazione di classi privilegiate.
Monopolio del diritto e controllo della moneta segnano la netta
separazione tra i tiranni e gli schiavi. Lo sfruttamento intensivo
degli schiavi pone un limite al sistema.
Negli
ultimi 30 anni di sganciamento della moneta dall'oro, a fronte di
un miglioramento delle tecniche produttive, l'americano medio dispone
di un reddito costante in termini reali solo al costo di un aumento
del venti per cento del tempo lavorato. L'impressione di prosperità,
se c'è, deriva solo dal ricorso al debito. Il socialismo
europeo ha consentito la riduzione del tempo lavorato; è
stato più untuosamente compassionevole delle masse. L'impressione
di prosperità deriva qui dalla creazione di debito pubblico
e di un sistema di assegnazioni economicamente insostenibile.
Questo socialismo
delle regolamentazioni della vita sociale, così come il socialismo
americano per via finanziaria, hanno i giorni contati. Naturalmente
i due sistemi hanno numerose sovrapposizioni e somiglianze. Si sommano
così dissesti di varia natura. Tale destino infausto riserva
il futuro alle nazioni più privilegiate del pianeta. Il diritto
di signoraggio imposto dal Dollar Standard avvantaggia una ristrettissima
elite nel mondo (finanza anglo-americana, esportatori asiatici,
esportatori di materie prime) a discapito innanzitutto delle masse
dei paesi del cosiddetto terzo mondo, ma anche, nel medio/lungo
periodo, delle nazioni del cosiddetto Occidente.
L'evidenza
del male fa nascere la credenza superstiziosa e invidiosa che l'origine
di esso sia l'impresa capitalista e il commercio internazionale.
In realtà esse produrrebbero l'ottimizzazione dei processi
produttivi e la divisione internazionale del lavoro nei termini
di maggiore efficienza economica e giustizia morale, se non fosse
per la perversione della struttura economica creata dal sistema
di monete per decreto gestite monopolisticamente dallo stato attraverso
la banca centrale e il controllo del sistema bancario.
Se la vera
motivazione all'indignazione no-global non fosse l'invidia, ma la
sete di giustizia, già da tempo moneta e banca sarebbero
al centro della discussione. Come scrisse John Adams a Jefferson
"All the perplexities, confusion and distresses in America arise
not from defects in the constitution or confederation, nor from
want of honour or virtue, as much from downright ignorance of the
nature of coin, credit, and circulation."
Esiste
una correlazione perfetta nel medio/lungo periodo tra la decadenza
di una civilizzazione e lo svilimento della sua moneta. L'ottimo
fiorino precede e fonda la società in cui viene creata la
Commedia, che rende omaggio a questa legge culturale registrando
l'orrida pena secolare di Mastro Adamo e la sua dannazione eterna.
Per soli tre carati di mondiglia su ventiquattro: quale infinita
punizione stanno scontando o accumulando i falsari istituzionali
dei tempi moderni?
L'attuale
dominazione angloamericana crollerà a causa della sua sovraesposizione
imperiale. Gli imperi minano la loro potenza concedendo elargizioni
eccessive per garantirsi il consenso interno e avventurandosi in
guerre dissipatorie. Viene diffusa l'idea che il potere possa far
nascere valore economico con una atto di volontà, il cui
esempio paradigmatico è il fiat sovrano che conferisce potere
d'acquisto a carta o a registrazioni elettroniche. A ciò
si collega l'idea che questo "benessere" debba essere difeso dall'attacco
dei "nemici". Tradizionalmente viene associata a queste operazioni
la giustificazione etica della protezione e dell'esportazione di
una forma "superiore" di civiltà.
L'elite della falsificazione
è portatrice di un progetto culturale? Non è necessaria
una intenzionalità progettuale per dare forma a una cultura.
In una maniera complessa e di non immediata comprensione, il sistema
moneta per decreto/banca centrale è un sistema basato sul
furto e sulla truffa. Intorno a questo nucleo si strutturano le
scelte individuali che si coagulano in istituzioni. Ad esempio,
finché un sistema siffatto sta in piedi, l'attività
finanziaria è molto più remunerativa della produzione
manifatturiera, che diventa appannaggio della periferia svantaggiata
del sistema.
Il diavolo
si trova comunque alle prese con il suo annoso problema con i coperchi:
se le banche centrali asiatiche vendessero i titoli del tesoro USA
in loro possesso, il sistema crollerebbe in venti minuti. Non possiamo
dubitare che sulle sponde del Pacifico ci sia una comprensione del
sistema e quindi la fantasia di un simile scenario. È probabile
che le autorità cinesi non considerino un vantaggio netto
gli attivi in dollari derivanti dalle esportazioni, ma piuttosto
la nascita di una cultura d'impresa, lo sviluppo di tecnologia,
la creazione di impianti produttivi e infrastrutture, ovverosia
la base di una vera ricchezza. È inoltre cruciale per l'attività
portuale in Cina il controllo del canale di Taiwan. È impossibile
che la riapproprazione di Taiwan non sia una priorità del
governo cinese. Costretto ad un attacco proditorio dalle macchinazioni
roosveltiane, nel maggio del '42 il Giappone controllava le Filippine,
la Malesia, l'Indonesia e l'Indocina; il mare che bagna quelle terre
potrebbe a prima vista sembrare una porzione di oceano: in realtà
è un oleodotto che serve persone, a miliardi.
L'elite
della falsificazione è impegnata in progetti culturali espliciti.
Ne vediamo un esempio nell'agenda sinistra dell'UNESCO. Diffusione
dell'aborto, controllo della popolazione, distruzione della tradizione,
controllo di una educazione globalista, cancellazione delle religioni,
subordinazione della famiglia al potere politico, venerazione delle
componenti non umane della natura. Sembra la vendetta di Lucifero
contro l'uomo. Strappato dalla fredda gloria narcisistica da una
creatura goffa, animale, sventurata, (ma che introduceva nel creato
una possibilità, incerta, fragile, spesso perdente, ma nondimeno
reale: la possibilità dell'amore), Lucifero piombava con
le sue ali livide a Threadneedle Street e si presentava al terrorizzato
Montagu Norman.
Non è
possibile una società del disordine. Nessun ordo ab chao
, se per questo si intende la pianificazione di un ordine massonico
sulle ceneri di una civiltà. Deriva ordine in una società
solo dal lento sedimentarsi di istituzioni funzionali che proteggono
la proprietà di individui uguali di fronte alla legge e legati
da contratti e da vincoli naturali di affetto. L'ordine e la prosperità
sono quindi essenzialmente morali. Tirannie autocratiche, socialismo
sovietico, fabianesimo, e quant'altro possono durare solo finché
non abbiano esaurito le potenzialità produttive della società
attraverso il loro sfruttamento estensivo. L'attuale fiat-dollar
socialism sembra prossimo all'implosione.
Fabio
Gardel
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