| (2/8/04)
"A volte giova una certa laconicità", questo ci è
capitato di pensare sabato mattina, mentre eravamo occupati a pulire
casa e sentivamo per sollazzo alla radio i lavori della commissione
bilancio del senato in occasione della presentazione del DPEF. Valanghe
di parole senza significato. Il guaio è che l'unica cosa
da dire i parlatori non potevano dirla: l'unica cosa buona che un
governo può fare per l'economia è togliersi di mezzo.
Una frase, fine del tema.
Allora presentiamo una
immagine:
Fonte: Adam
Hamiton, "Euro
Gold Stealth Bull"
Dall'aprile
2001 il prezzo dell'oro nei termini del buono acquisto governativo
detto dollaro è a più 55%, quello delle azioni dell'indice
HUI che racchiude le migliori società minerarie aurifere
è a più 290%. Nei termini del buono acquisto sovrano
nella URSE (Unione delle Repubbliche Socialiste Europee) denominato
euro il prezzo dell'oro beccheggia in quel lasso di tempo tra i
300 e i 350 euro l'oncia troy. Nell'unico libro decente di filosofia
del diritto pubblicato in fiorentino nel XX sec (Bruno Leoni, La
libertà e la legge) l'eccellente professore si ricorda di
un contadino che diceva: "Oggi tutti hanno fretta e non capisco
perché".
Alcune
ottime persone che ho la fortuna di annoverare tra le mie amicizie,
catechizzate con amore sul reale stato della moneta in questi tempi
di follia, un chiletto o due del Metallo dei Re se lo sono assicurato.
Non credo che seguano le oscillazioni del prezzo dell'oro: non venderebbero
se il prezzo si dimezzasse, né se raddoppiasse. Si tratta
di fare un calcolo approssimativo su quanti buoni acquisto governativi
abbisognano finché dura questo triste regime per far fronte
alle evenienze della vita quotidiana e accantonare metallo prezioso
per proteggersi per quanto è possibile dal crollo delle "monete"
di stato.
Guardando
il grafico sopra si nota che l'attacco a quota euro 350 è
sempre stato tentato a partire da quota 300 (+17%): in queste condizioni
è usuale che i mercati rispondano con un ritracciamento.
In questi giorni sembra di assistere a un deciso consolidamento
intorno a quota 325 euro. Da questa quota basta solo un incremento
dell'8% per superare l'annosa quota 350. A questo punto si assisterebbe
alla supremazia della moneta vera su tutte le "monete" di stato
rilevanti. Basterà questo per svegliare gli euro-investitori
più accorti? Oppure il regime riuscirà a inventarsi
qualche diavoleria per sbattere nuovamente l'oro sotto quota 350?
Difficile
pensare a un toro sull'azionario, difficile pensare a un toro sui
bond, difficile pensare ad una estensione del toro sugli immobili.
Potremmo vedere forse un temporaneo toro sui buoni acquisto stessi,
così, in purezza. Dopotutto per tutto il 2004 il miglior
investimento è stato il cash dollar!
I Prestigiatori
di Ultima Istanza però di buoni acquisto governativi in forma
cartacea ne possono produrre in quantità infinita a costo
zero e dubitiamo fortemente che si lasceranno sfuggire l'occasione.
Non acconsentiranno mai ad una deflazione tombale che distruggerebbe
il sistema. Il contadino che non ha fretta sa che quello che si
è seminato col tempo si raccoglie.
Alan
la Bolla in quattro anni e mezzo ha aumentato la M3 di 2698 miliardi
di dollari. Il contadino di Leoni sussurra: iperinflazione.
Fabio
Gardel
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