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I paradossi di Bastian Contrario

(15/11/04) Alcuni lettori solerti ci hanno segnalato che, in un editoriale apparso sul Sole 24 Ore il 9 Novembre c.a., dal funereo titolo "Dollaro: il rischio è grande", un non meglio identificato economista, tale Savona Paolo, alludendo alla possibilità di una Hiroshima monetaria (irrispettosa antonomasia, banale metafora) conclude: "Chi capisce ciò, aiuti gli altri a capire; e chi ha il potere, agisca."

È parso che tale frase riecheggiasse la conclusione del nostro ultimo articolo: "Sarà un'esperienza spirituale di grande valore pagare sulla nostra pelle le conseguenze del non aver capito, del non aver agito" con riferimento all'auspicato e sempre atteso collasso del sistema dei buoni acquisto emessi dalle tirannidi governative.

Niente di più distante! Gardel si preoccupa dello spirito, Savona si aspetta qualcosa dal potere, che, come Frodo Beggins ha insegnato ai bambini di tutto il mondo, è il male. In termini gardeliani, la frase si riformula così: "Chi capisce ciò, rinneghi la carta del demonio, acquisti oro e ne faccia un altare per la meditazione. Chi ha il potere, non osi agire".

Per il pensiero contrarian non c'è niente di più irritante di un palazzo fatiscente che tutti pensano debba crollare e che crolla davvero. Sulla stampa mainstream appaiono sempre più articoli che paiono in linea con le nostre analisi classiche sulla situazione economico-finanziaria globale. Il locus classicus di tale impostazione di pensiero sono le conclusioni di Stephen Roach. Esse sono l'esempio dello spazio che il sistema concede al pessimismo, fintantoché non siano nominate le parole fatali "gold-standard" e "economia austriaca".

Trovando assolutamente intollerabile l'idea di essere d'accordo con un "economista" nostrano, prendo in considerazione la possibilità che nel breve e medio termine potremo assistere a una buona performance della Federal Reserve Note. I governi europei e soprattutto quello italiano, per un malinteso riflesso mercantilista, hanno sempre amato favorire le classi esportatrici a spese della popolazione generale per il tramite della svalutazione della moneta. Lo faranno ancora per diminuire i vantaggi comparativi dell'euro sul dollaro. Con equa grazia accoglieremo questa scelta: portiamo un imparziale disprezzo per ogni forma di buono acquisto governativo. In accordo con l'ortodossia austriaca l'artificiale abbondanza creditizia genera cattivi investimenti: niente di strano quindi assistere ad una tenuta del potere economico di buoni acquisto governativi inflazionati a fronte di una accresciuta domanda degli stessi per il saldo delle obbligazioni.

Per il lungo termine, non si scappa: i buoni acquisto governativi non varranno la carta su cui sono stampati e l'oro e l'argento ritorneranno lo standard monetario dell'homo sapiens sapiens, se ancora presente sul pianeta e se esisterà ancora una economia integrata. Questo è inscritto nell'ordine naturale dell'universo.

Come ogni logica relativista, anche quella contrarian genera inevitabili aporie. Non ammette ad esempio la possibilità di una società maggioritariamente giusta, laboriosa, con una moneta onesta e un sistema creditizio non inflazionistico. In essa doxa e episteme congiurerebbero a confluire nella diffusa moralità del costume e nel mantenimento di una buona tradizione. Rare e di breve durata le manie speculative. Il successo della logica contrarian è un fenomeno tipico delle società in cui la profonda corruzione morale genera distorsioni cognitive e uno scollamento tra il linguaggio e la realtà. Detta logica perderebbe il proprio vantaggio competitivo qualora si instaurassero le necessarie trasformazioni linguistiche: chiamare "furto" la tassazione, per esempio, "parassita" il politico e "mafia" lo stato.

Fabio Gardel

 
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