Austrian Economics
Forum: ultimi 10
 
 

 

Nel pazzo mondo della moneta di stato

Pubblichiamo solo oggi questo pezzo di Fabio, scusandoci con l'autore per il ritardo. Alcuni problemi con l'editing del sito nella ripresa dei lavori ci avevano impedito di pubblicarlo a suo tempo.

(8/7/05) Nel pazzo mondo della moneta di stato ne succedono di tutti i colori. Si può vedere ad esempio il petrolio salire sopra i 60 $ al barile e il trentennale USA stare poco sopra al 4%. Chi può credere che i tassi resteranno così bassi ancora a lungo? La deflazione per i giapponesi è stata un’ottima cosa: la classe media ha mantenuto un buon livello salariale a fronte di una vistosa deflazione degli immobili in affitto o vendita, della terra e di altri beni che costituiscono spese primarie per le famiglie. La valanga del risparmio giapponese è stata convogliata dalle assicurazioni del Sol Levante, complice la BOJ, nel mercato dei Treasury americani, allo scopo di lucrare un rendimento maggiore di quello offerto dal mercato domestico, ma sostanzialmente al fine di servire la politica mercantilistica del governo volta a mantenere le esportazioni tramite la stabilizzazione del dollaro.

L’attuale inflazione immobiliare occidentale è assolutamente deleteria per le famiglie. Chi non ha una casa si deve indebitare a tasso variabile per il 90% del valore dell’immobile; chi ne ha una non è interessato al livello di prezzo degli immobili, perché, se pure vende caro, ricompra poi caro; chi vuol comprare una seconda casa di vacanze la paga salata. Degli ultimi 20-25 anni di inflazione degli asset americani (bond, azioni, immobili), ne hanno beneficiato tantissimo l’1% degli ultraricchi, tanto un 10% di ricchi. Ci ha rimesso vistosamente chi alla fine degli anni ’70 era forte in reddito e debole in asset: la classe media.

Non merita sprecar parole per quel 20% di paria che le vittoriane società anglosassoni si portano dietro a far da spauracchio per gli intemperanti e come sfondo per far risaltare l’affluenza maggiore o minore del resto della popolazione. I ghetti sono le maggiori vittime dell’inflazione monetaria e dell’assistenzalismo di stato, le due maggiori forze di corruzione dello spirito del nostro mondo. Il guaio è che il fronte della povertà in queste società diverrà sempre più ampio, dato il loro livello di indebitamento e la perdita quasi totale della capacità manifatturiera.

Irrealisticamente rassicurati sulle reali condizioni finanziarie delle loro economie, gli americani hanno usato l’apprezzamento del valore dei loro immobili come collaterale per aumentare l’indebitamento e il consumo. I dati sul PIL USA sono totalmente fuorvianti: la maggior parte della “crescita” USA post-bolla è spreco di ricchezza. In linea generale questi dati aggregati non andrebbero neppure raccolti! Le società evolvono economicamente grazie alla libertà dei mercati, al risparmio e all’investimento, ad una moneta onesta (oro o argento, nient’altro, grazie!) e ad un sistema legale di protezione della proprietà. L’elaborazione governativa di dati economici aggregati è un metodo per pseudomisurare gli effetti di qualche perversione keynesiana.

Gli sforzi per tenere in piedi il Truffone dopo lo scoppio della bolla del 2000 stanno diventando titanici. I mercati sono quasi totalmente ingessati dall’azione manipolativa concertata delle banche centrali. Il Dow Jones è sui 10000 da una eternità, così il NASDAQ a 2000. Le curve dei tassi si stanno mostruosamente appiattendo e l’abnorme fungo dei derivati veleggia verso i 300 trilioni di $ di valore nozionale. Nessuno sa con certezza cosa avvenga là dietro e l’impressione generale è quella di vivere in economie gestite politicamente nella loro quasi totalità. È il Socialismo Reale delle Elite, con una bomba qua e una là a scandire le stagioni.

Là fuori è tutto caro. Le azioni petrolifere sono sui massimi. Ci sarebbe da sperare che un bel crollone generale porti con sé anche le petrolifere e le produttrici di commodity, in modo da poter comprare più a buon mercato. Ma perché darsi pensiero? Il buon giapponese perché ha affidato i suoi fondi pensione ai Treasury USA? Che ne sa della solvibilità di quel governo di pazzoidi criminali tra trent’anni? L’oro in termini di yen si è apprezzato del 55% negli ultimi anni: perché curarsi del rendimento dei bond? Lo stesso dicasi per il risparmiatore USA. Lo sciagurato esperimento di creazione di un superstato europeo (speriamo prossimo alla sua definitiva disfatta dopo il NO provvidenziale di francesi e olandesi) ha portato alla creazione di una moneta, detta euro, che per due anni, complici le manipolazioni dei mercati dell’oro da parte delle banche centrali e la diversificazione dal dollaro, ha fatto bene contro oro. Ma dal momento che, per ovvie ragioni, nessuna moneta per decreto potrà a lungo andare reggere il confronto con l’oro, vediamo con piacere l’oro rompere in questo mese quota 350 euro l’oncia e tenerla solidamente. L’attuale mercato toro dell’oro sta avvenendo nonostante il fatto che le masse sono sideralmente lontane dall’aver capito le potenzialità di fallimento del sistema delle monete per decreto. Il livello di acquisto e consegna di oro fisico è tutt’oggi bassissimo. Neanche l’avanguardia dell’avanguardia delle masse è entrata sul mercato dei metalli preziosi.

Invece, tutti gli uomini e le donne, di qualsiasi etnia e condizione, che negli anni hanno ascoltato i nostri saggi consigli di non fidarsi delle monete truffaldine di stato e di comprare oro, si sentano liberi di manifestare riconoscenza inviando regalie (porcellane di pregio, tappeti antichi) all’umile estensore di queste ovvietà.

Tu, hypocrite lecteure, non fare come al solito – sì, domani, vedrò, m’informerò, farò -. Il 20% del 20% dei lettori comprerà oro domani, il 20% lo farà troppo tardi, il resto prende dalla storia quello che viene e capisce quello che può. Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno, né l’ora.

Fabio Gardel

 
La Politica monetaria
L'offerta di moneta
Il debito
Sintesi e statistiche
Inflazione
Consumi e deficit commerciale
Mercato immobiliare
Mercato azionario
I profitti
Il management
Gli analisti
Gli investimenti
I fallimenti
Rischio derivati
I parte
II parte
Gli scenari possibili
Un tributo mondiale
Lo stato di salute