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(10/9/05) Constatato
che i giorni della vita umana sono limitati e la natura elusiva
del piacere istintuale (che hanno come loro acme l’orgia,
e perché no?, e la strage, ahinoi), il meglio che ci possa
capitare è la capacità di sviluppare una visione meditativa.
A tal fine abbiamo costruito in villa sull’Appennino un tempio
di legni preziosi e ricoperto d’oro al margine di uno stagno
su cui scivolano lenti cigni neri. Il processo primario raffazzona
a modo suo e adesso mi affolla la mente il colore di una terra,
un ragionamento e la faccia di un nero che affoga.
Lu Salentu non è altro che una spessa lastra di calcare che
si immerge nel mare alla fine della terra. Il sole, l’acqua
e il vento dimenticano al suolo la terra rossa, la possiedono imperiosi
olivi. Uomini e donne antichi vissero senza toccare nulla una vita
breve e aspra e ne alzarono al cielo un menhir. Le donne del Salento
hanno protestato col corpo ad una storia del dio che muore che ne
toglieva l’ardore e il vero, per dare il potere ai vescovi.
La follia barocca degli Zimbalo urla lo scippo di verità
e allo stesso tempo copre la verità templare che il calcare
romanico avrebbe col tempo rivelato, quella stessa Sofia, forse,
che l’infinito Dante accenna e nasconde, sotto il velame de
li versi strani. Le tracce sincopate di S. Giovanni al Sepolcro
a Brindisi, l’abbazia di Cesaranello e l’ormai confusa
storia del primitivo mosaicista della Cattedrale di Gallipoli a
notte fonda si addormentano come tarantolate ai colpi dei tamburelli
madidi di sangue. La Figlia de lu Re se dà la Morte. Vedo
San Pietro sbarcare a Gallipoli diviso nell’anima dal dubbio:
stare con Giacomo o con Paolo? Roma attende.
Le parole non dette. Ad una giovane donna sposata senza figli, uno
splendore del sud, su una terrazza a Lecce, gli occhi neri e i capelli
di catrame: che le avrei voluto mettere un bambino nella pancia,
che questo sembrava pretendere il vertice temporale della sua bellezza.
Agli agricoltori che mi bloccavano il ritorno a casa in prossimità
della delenda San Severo: Cobden e Bright, amici, i vantaggi del…,
ma li vedevo già pronti con i forconi.
Il ragionamento è questo: se il diavolo è un parto
della nostra mente, allora è reale come tale, cioè
come esistenza nella mente. Non ci inganni, Sant’Anselmo:
la razionalità è innanzitutto esorcismo. Con giustizia,
speranza e carità farà sparire il maligno e l’economia
neoclassica.
Il sogno della faccia di un nero che affoga mi spinge ad una esposizione
accademica del fallimento della protezione civile di stato. Katrina
docet.
Tesi: Al punto in cui TU diventi dipendente da una burocrazia finanziata
dalle tasse per salvarTI in caso di disastro, a quel punto TU diventi
vulnerabile al disastro e anche più povero a causa delle
spese sostenute per la protezione governativa.
L’impatto di Katrina sarà economicamente massivo: il
Missisippi è inutilizzabile adesso. Da dove passeranno il
grano, la soia e l’acciaio che passavano dal fiume? Il più
grande porto americano è intatto, ma dove abiterà
la gente che ci lavorava dentro?
Venticinque anni fa il governo americano progettò il sistema
degli argini di New Orleans per resistere ad un uragano di categoria
3. La ragione è che era stimato che uragani di categoria
4 o più si verificassero ogni 200 anni. “Purtroppo
è accaduto stavolta, dicono gli ufficiali di governo”.
Chiederei ai miei cigni neri di spiegare la casualità agli
statistici. In tempi recenti si era pensato di rafforzare le difese,
adattandole a tempeste più potenti, ma poi niente si era
fatto a causa di insufficienti finanziamenti. Joseph Suhayda, direttore
in pensione del dipartimento per le risorse idriche della Louisiana
State University, ha dichiarato: “Le autorità sapevano,
tutti sapevano, che gli argini avevano una portata limitata. Era
un po’ come giocare con i fiammiferi in una fabbrica di fuochi
d’artificio. Il fatto che il sistema fosse progettato per
un categoria 3 significava che sarebbe stato superato dalle acque.
Lo sapevo io, lo sapevano loro. C’erano limiti”.
Ci sono sempre limiti. I limiti sono essenziali alla vita. Lo scopo
di una agenzia a cui è affidata la protezione della gente
dovrebbe essere capace di prevedere questi limiti accuratamente
e poi, con fondi limitati, costruire una barriera. Ma questo non
è il principio su cui si basa ogni conosciuta agenzia governativa.
Ad essa sono dati dei finanziamenti e il compito di costruire una
protezione stando dentro il budget. Il limite che conta è
il limite del budget, non il limite della minaccia ambientale. La
minaccia è definita ufficialmente in modo che non ecceda
il limite del budget.
Oh, mia memoria di bambino, Donat Cattin, atrazina…
A che serve una protezione del genere? A nulla quando servirebbe
una protezione, in caso di una tempesta forza 4+. A che giova quindi
la spesa? Ai burocrati impiegati dall’agenzia governativa.
Michael Lindell, della Texas A&M University's Hazard Reduction
and Recovery Center, ha dichiarato: “C’è una
cortina fumogena sul concetto di bassa probabilità. “Bassa
probabilità” significa soltanto “ci vuole tanto
tempo.” Più correttamente, secondo me significa “ci
può volere tanto tempo, ma anche poco”. Stavolta ci
sono voluti 25 anni. Per il crollo del sistema delle monete di stato
per decreto in regime di banca a riserva frazionaria protetta dal
coordinamento internazionale delle banche centrali ci vorranno 34
più quanti anni? (1971+34=2005, e poi?). Il sistema monetario
internazionale aspetta (?) la sua Katrina.
“It’s me, Kathy, I’m cold now, let me get into
your window”.
A dispetto dell’assoluta inefficienza dei soccorsi, che cosa
vuole un’altra agenzia statale, la FEMA, (Federal Emergency
Management Agency) a nome del suo direttore? Più soldi, più
potere centralizzato. È l’usuale nostra risposta primitiva
di quando siamo spaventati: reagiamo violentemente, irrazionalmente.
Più potere al potere. Questo genera ulteriori guai e servitù.
Per questo lo Stato adora il terrorismo e la guerra, che sono la
salute dello Stato.
Per rendere la vita più complessa è da una mangiatrice
di tasse che ascoltiamo una perla di saggezza. Il giudice distrettuale
Janice Brown ha detto bene: “Il governo è la sola impresa
al mondo che più fallisce e più si espande”.
Quando rifletti sulla tua vulnerabilità economica, pensa
a Katrina. Pensa a una protezione monetaria da uragano 5, non lasciare
che l’Inps o il prestatore di ultima istanza argini la tua
sicurezza. Vieni a nutrire i miei cigni neri.
PS. Un Grazie a Gary North e Nassim N. Taleb per i loro suggerimenti.
Fabio Gardel
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