| (16/19/05)
Tre mesi è il limite massimo di tempo in cui riesco
a non rivedere l'affascinante film di Veber “La Cena dei Cretini”
o in alternativa a non rileggere il profetico e incompiuto “Bouvard
e Pecuchet” di Gustave Flaubert. Per chiunque si occupi di mercati
finanziari o di democrazia la riflessione profonda sulla stupidità
umana è questione deontologica. L'approccio decisivo per
comprendere il fondamentale contributo dell'idiozia è pensare
che anche il genio tra noi è Francois Pignon a fronte dell'Infinita
e Sovrabbondante Capacità Creativa del Signore, al punto
tale che, per somma ironia, il divino si rivela piuttosto nei poveri
di spirito.
Lo strazio
e il grande scempio (Refco è andata a gambe all'aria!) che
si va preparando nelle terre di oriente e occidente a causa della
madornale leggerezza che ha portato i popoli ad affidare acriticamente
la moneta e il credito ad una cricca di pazzi criminali dalla incerta
agenda, forse religiosamente oltranzista, forse esotericamente delirante,
o soltanto vanitosa (“Quell'Alan is such a social climber ,
disse la Rand) lasceranno sul bruciato del terreno piccoli germogli
di bene, il Resto del Vero Israele, affinché la civiltà
ci possa riprovare un'altra volta.
I teosofi
accolsero il povero Montagu Norman che Jung stesso, il gentile a
cui Freud pensò di affidare la successione, trovò
troppo deragliato per potere essere curato. Un goym che
non ha visto suo padre vergognoso di fronte ai calci antisemiti
non ha quella resistenza che serve: ma siamo certi che il manicheismo
freudiano sia la risposta ultima, che il Creatore non abbia cretinamente
messo il demonio nella Monistica Resilienza dell'Unico Amore?
A volte
però ci sono soluzioni cretinette che sarebbero curiose da
vedersi; prendiamo per un momento per buona la psicotica idea della
rappresentanza democratica in assenza di mandato imperativo. Se
la libertà e la proprietà di ognuno e di tutti non
sono al sicuro fintantoché un Parlamento è in riunione,
perché non proporre ad esempio che il nuovo eligendo, maggioritario
o proporzionale che sia, non possa che abrogare norme esistenti
e tagliare tasse e capitoli di spesa? Si potrebbe addirittura prevedere
stipendio parlamentare a cottimo, proporzionale al taglio del furto
fiscale e dell'uggia legislatrice! Prima di grazia aboliscano il
diritto di sciopero e ne approfittino le Autorità per licenziare
quella massa di parassiti che istupidiscono ulteriormente la stracannata
gioventù.
Oppure
in alternativa si ritengano invitati a spiegare alla Grande Cena
dei Cretini
- perché
a dispetto della morte e distruzione causati dalle varie forme di
socialismo (comunismo, nazionalismo) sono tutti socialisti?
- perché
a dispetto dell'evidenza storica dell'estrinsecarsi dello statalismo
dalla bonaria inefficienza alla franca strage (170 milioni di morti
nel XX sec.) sono tutti statalisti?
- perché
a dispetto dell'evidente impossibilità di inquadrare l'umano
in funzioni e statistiche hanno infettato le scienze del pensiero
e della azione umana di assurdometrie?
- perché
facendo affronto alla serietà della teologia dantesca si
ostinano a pensare i letterati cattedrati che Beatrice sia una donna?
- perché
non addestrano le ragazze a somigliare a Murasaki Shikibu, invece
di prevedere quote rosa nel Naufragio Universale?
- perché
ritardano la maternità delle donne con i loro stupidi corsi
ed esami?
- perché
il pregiudizio anticospirazionista ci priva di una storia decente,
quella in cui qualcuno fa qualcosa con altri per un fine preciso?
A quest'ultimo
riguardo cedo volentieri il titolo di una bella tesi di storia sulle
origini dell'ecologismo dei parchi naturali: “Non accanto al mio
giardino!”. L'arma del parco naturale è stata usata dai super-ricchi
americani, fin dagli anni '20, in posti come Mount Desert Island
o Jackson Hole, Wyoming, per impedire lo sviluppo di edilizia borghese
intorno alle enclave Morgan o Rockefeller. Invece di comprarsi il
terreno tutt'intorno le proprietà hanno trovato più
conveniente usare il Congresso per impedire che la plebe gli si
facesse attorno.
A proposito: come sanno
i miei venticinque lettori, alla plebe, alla amata, odiata, stupidissima
plebe di questa penisola, raccapricciantemente riunita da una orrida
cospirazione in un esecrando stato unitario centralistico, è
stata data la possibilità di comprare oro senza tasse e senza
essere messa in galera, fiero il potere di averla a sufficienza
rimbambita ad accettare buoni acquisto statali in vece di moneta.
L'oro negli
ultimi mesi ha rotto le resistenze in quasi tutte le pseudomonete
inconvertibili delle varie gioiose macchine da guerra. L'eccezione
sono le valute-commodity di Sud Africa, Canada, Australia e Brasile.
È finita la fase 1: il toro dell'oro è l'orso del
dollaro. È cominciata la fase 2: il toro dell'oro è
la debacle della moneta comunista, della pianificazione centrale
statale e interstatale della moneta e del credito. In questo rialzo
le masse (almeno quelle occidentali) non c'entrano per nulla: l'oro
è ancora completamente fuori dal radar della parte anche
doviziosa dei popoli democratici. Se le plebi d'occidente toccano
l'oro, salta il Truffone e sarà la Fine del Mondo per Come
lo Conosciamo.
L'oro
in euro ha spaccato quota 350 e si è proiettato quasi a quota
400. Ovviamente tornerà a 360 prima di superare anche quota
400. Ma le plebi stupidissime comprino adesso, sui massimi, perché,
ancora più stupidamente non compreranno a 360, “perché
non sanno quello che fanno”.
Fabio Gardel |