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La Rivoluzione dell'ingenuità (parte prima)

(29/10/05) Chiunque stia leggendo queste righe, si sarà certamente accorto che sui mercati finanziari c'è poco da dire. Che c'era da dire sull'acconciatura di mia nonna, che davanti allo specchio, nella luce brumosa delle campagne lombarde, si faceva tutte le mattine una bella crocchia? Con un po' di pazienza e di forcine, si sistemava ogni dì che le venne donato in questa valle di lacrime. E così, Si È Deciso che il Dow Jones, il Nazduck e lo S&P tengano certi livelli fintantoché sarà possibile.

Nella convinzione che lo scenario venturo sarà Seventies Plus, Stagflazione solo molto peggio, il Nobile guarda questo spettacolo tristo su una pila di oro, più qualche azione energia e commodity. Se l'esecranda legislazione italiana non imponesse l'IVA sull'argento, non sarebbe male anche farsi consegnare qualche milione di once d'argento dai quasi vuoti magazzini del COMEX. Il quale è già spaventato dalla richiesta di una banca importante di metter su un Silver-ETF, che gli imporrebbe la consegna di 130 milioni di once d'argento. Se la comprensione dell'oro richiede disciplina esoterica nella ignoranza economica contemporanea, l'argento è materia cabalistica. In un accenno oracolare, potremmo dire che la costruzione del Fiat-Money-Truffone esigeva la fine del bimetallismo, capisca chi può.

Le masse nella loro ingenuità ancora si rifiutano di recitare la parte che il Grande Regista ha scritto per loro nel copione delle cose: credono che l'inflazione sia quello strano coacervo concettuale di produzione statistico-governativa e si rifiutano di strepitare per avere stipendi nominali più alti, condizione necessaria per dare una randellata ai T-bond trentennali e vedere dove va a finire la sicurezza che le Grandi Istituzioni finanziarie cercano nei titoli di stato. Ma forse più che sicurezza i cinesi tentano solo di andare avanti ancora un po' ad esportare, consapevoli che se approfittassero degli attivi per assicurarsi commodity ed energia, con il dollaro crollerebbe anche la loro capacità di esportazione.

Alle masse ingenue vorrei notificare che sull'altare del Truffone è stata sacrificata la manifattura occidentale e con essa il potere d'acquisto salariale. Si rendano conto che per acquistare una casa più grande e più bella delle attuali, vent'anni fa ci volevano sette-otto anni di stipendi, oggi ce ne vogliono diciotto. La paurosa espansione creditizia degli ultimi vent'anni gonfia gli asset in attesa di scaricarsi su tutto ciò che è tangibile: nel frattempo le masse sono state stordite mettendo loro in mano videogiochi di produzione asiatica.

Le politiche governative concertate occidentali e asiatiche impediscono che i mercati registrino realisticamente i livelli di rischio. Un credito denominato in dollari decennale dovrebbe scontare il rischio di deprezzamento valutario di un governo in bancarotta (8 trilioni di dollari di debito pubblico e forse 50 di unfunded liabilities in USA) e di rialzo dei tassi. L'attuale tasso rappresenta forse bene questo rischio? Il fatto è che i bond vigilantes si rendono conto che una azione razionale manderebbe a gambe all'aria il sistema stesso.

Supponiamo di essere su una barca che in un torrente in piena corra verso una cascata. Se salti giù, muori subito, se stai sulla barca, sopravvivi fino all'arrivo alla cascata. Ergo, ci teniamo il debito a lunga. Le masse, nella loro ingenuità, farebbero meglio a godersi lo spettacolo accarezzando lingotti d'oro invece che BTP, a questo punto della vicenda. Invito caldamente tutti i fautori della democrazia rappresentativa a scrivere al proprio deputato una modesta proposta per la soluzione del problema TFR/Fondi Pensione: si consenta la creazione di fondi che accantonino oro e argento per il sottoscrittore su un conto personale, da ritirarsi in età matura.

È troppo divertente il fatto che l'ingerenza dello stato nella previdenza che tanto fa giubilare le masse, porti poi alla situazione prossima ventura in cui le masse pagheranno solo e in pensione non ci andranno mai. I politici chiamano questo “ristrutturazione dello stato sociale”. Del resto le montagne di asset sopravvalutati in mano alle banche dovranno pur essere messi in mano a qualche allocco: ecco il senso vero delle privatizzazione dei sistemi previdenziali, come quella proposta da Bush.

Se i politici veramente volessero privatizzare il sistema, lascerebbero in mano ai lavoratori tutto quello che guadagnano e direbbero loro: “Occhio!, lazzaroni, che se non mettete qualcosa da parte ora che siete giovani e sani, quando sarete vecchi, non venite a rompere le scatole a noi!” L'anacoluto è voluto naturalmente; così si parla al popolo. Le masse dovrebbero capire ormai che la politica veramente buona è quella che non si occupa di loro.

Paradossi, paradossi: chi ha la fede, qui nella Bella Penisola, non legge i sacri testi; noi che, ahimè, non crediamo, li ricerchiamo ansiosi. I politici amano le masse e le dissanguano; noi le disprezziamo di cuore e tuttavia ci preoccupiamo per loro. Ci tocca il cuore l'ingenuità, che ci ha nutrito bambini. Ci sentiamo in debito con la tenera ignoranza.

Fabio Gardel
 
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