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(10/11/05)
“C'ha da essere la Provvidenza, anche per noi poveri!”
Pudicamente Alessandro Manzoni in tutto il romanzo non ha mai il
coraggio di parlare dell'arduo concetto a viso aperto, se non in
frasi proverbiali, dette da comprimari alla vicenda, o in occasioni
poco significative. Tuttavia la possibilità dell'Incredibile
Disegno si è affacciata alla nostra fantasia a mezzogiorno,
quando su RAI3, a seguito di chi sa quali miserabilissime e ignobilissime
rivendicazioni squallidamente sindacali di leccaculo di partito,
l'usuale disinformatsia
non è andata in onda, sostituita dal capolavoro del Visconti.
Come
la coscienza dignitosa e netta del don Lisander ripara in Lucia,
così Visconti si identifica nella simbiosi dell'abbraccio
tra la madre e la bambina derisa; e il maschio, il brutale e pur
concupito maschio, nell'indistinzione del branco, irride alle speranze
di ascesa e dignità della plebe. A tale esasperata, e a tratti
un po' sfranta, sensibilità (senti chi parla: hai pianto
due volte!) sarebbero risultati incomprensibili gli arabeschi giuridici
del nostro delirio, in questo rio tempo nel quale il dolore lancinante
dello scherno nell'adolescenza per un desiderio che trovò
Luchino irresponsabile si trasforma nella ridicola rivendicazione
dei PACS.
Per la
generazione impotente che ha l'urlo per il gol di Rivera come prima
memoria collettiva, che ha giocato per le strade con cerbottane
e carrettini, che ha preso commossa la prima comunione, che andava
in lambretta col babbo senza casco, che faceva il bagno col nonno
senza che glielo mettessero in galera, che imparava le poesie a
memoria alle elementari, che tornava a casa dalle risse tra ragazzi
senza fiatare, che le prendeva se i professori dicevano male, che
è cresciuta tra un mare di bambini e doppi turni all'asilo
è raccapricciante vedere questo:

La prima
generazione della Meravigliosa Penisola Sconsideratamente Unificata
a non poter decidere nulla, la generazione talmente perduta ai paralogismi
prostatalisti da non essere più capace di minimo pensiero,
che non si ribella, non si arma, non secede, non compra oro, non
fa rivolte fiscali, non fa bambini, e che, sordamente, sta rinunciando
a vivere, ma non ad esprimere il proprio voto, sia mai! e a sperare
nello scivolo dell'Inps per la pensione anticipata si lascia morire.
Chissà
se Luchino comprese che il basilico e i gerani nei giardini, il
frinire estivo delle cicale, l'urlare insopportabile delle balene
nel condominio, il febbricitante attaccamento alla vita di Anna/Maddalena
erano possibili solo nella Struttura della Decenza costruita in
secoli di civilizzazione cristiana e che la mortifera entrata dello
Stato nella Coltura dell'Anima, dell'Amore e dell'Azione avrebbero
distrutto in poche generazioni, la Materia stessa della Speranza,
le miriadi di Bellissime? Di fronte a questo il Credere stesso è
forse irrilevante; qui si tratta di mantenersi umani.
È
terrificante non poter spiegare nel dettaglio con suprema noia lo
sconquasso che debito pubblico e inflazione monetaria creano in
ogni vena e nelle membra del corpo sociale, a chi potrebbe dire
una Parola Potente, Benedetto XVI per esempio, scomunicando chi
usa falsa moneta di Stato, i Falsari stessi e chi manda i figli
nei centri di indottrinamento statalista, chi compra BOT, per cominciare.
La Bellissima
Penisola è stata stuprata in gruppo dalla politica: socialisti
di tutte le salse, nazionalisti, cattolici, rossi, sindacali. Hanno
preso la bella donna e ne hanno fatto scempio i professionisti del
sapere moderno: azzeccagarbugli, urbanisti, ingegneri, pedagogisti,
economisti, giornalisti, le malebolge di chi si inchina alla burocrazia,
di chi idolatra o obbedisce al Leviatano.
Nell'ultima
scena di “Bellissima” un vertice della tenerezza erotica si tocca
quando Spartaco toglie le scarpe a Maddalena che giace affranta
sul letto e le accarezza le caviglie. Cosa c'è in questo
che fa pulsare il sangue e eccitare una torbida richiesta di vita
foriera di bambini e che tanto più piacere porta che le centinaia
di locali di lap-dance che costellano le periferie? Tra il desiderio
e la donna c'è di mezzo la Civiltà Cattolica, come
al tempo della moneta d'oro tra la Progettazione e lo Scempio c'erano
di mezzo i vincoli di bilancio.
Comprino
oro le masse oggi: non sanno perché, lo capiranno.
“Spartaco,
mandali via tutti da casa nostra”.
Fabio
Gardel
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