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(4/12/05)
In notti insonni, di preghiera o bagordi, nell'ansia per le sorti
della moneta e della possibilità dello scambio tra le nazioni,
può succedere che dall'etere ci visitino le immagini di una
bionda, raccomandata da chissà chi, che intervista su Dante
un grigio e greve impiegato statale corporativamente cooptato, e
l'intenso e penetrante attore Sermonti. Il burocrate, a domanda
sui più toccanti versi della infinita Comedia ,
non si vergogna di citare “credei ch'io credetti ch'ei credesse”
che noi leggiamo sempre un po' imbarazzati. Mentre l'attore, avendo
ancora l'anima, cita il canto V, non di Inferno, come crede banalmente
la bionda, ma di Purgatorio, dove Bonconte da Montefeltro riesce
a morire, forato ne la gola, fuggendo a piede e ‘nsanguinando
il piano .
Quivi
perdei la vista, e la parola;
nel
nome di Maria finì; e quivi
caddi,
e rimase la mia carne sola.
E dove
Iacopo del Cassero, in una indimenticabile palude, quasi a notte,
fredda, con nebbia, vide de le sue vene farsi in terra
laco .
Queste
note sono inviate nel gran mare dell'Internet per avvisare qualsiasi
amante di Dante, e non solo Sermonti, dell'incomprensibilità
del Poeta a meno di comprendere la sua iniziazione templare. Come
non riconoscere lo scendere di Dante e Virgilio in groppa a Gerione
come il più antico sigillo templare dei due poveri militi
di Cristo sopra un solo cavallo? E Gerione è probabilmente
Noffo Dei, l'ancora maledetto dal rito massonico.
La Storia
del mondo è la storia della confisca dell'oro da parte del
Re e delle fraudolente versioni messe in giro dagli intellettuali
di corte a giustificazione del furto. La gran parte dei libri sono
scritti in newspeak orwelliano, a scorno dei giovani,
che cercano conoscenza e educazione, perché gli intellettuali,
dopo Dante e Cavalcanti, campano di provvidenze statali o di vendita
di storiacce per le plebi, con maghetti, piccole zoccole di provincia
o serial-killer.
Noi,
considerata la brevità della vita, al mondan romore ,
preferiamo la fornitura gratuita alle masse di corrette versioni
delle cose e la creazione di epiteti di scarso successo, “prestigiatori
di ultima istanza”, per “banchieri centrali”, per esempio.
Invece
ha avuto molto successo l'espressione “Olocausto” per designare
metaforicamente il massacro portato avanti dalla socialista nazione
tedesca di sei milioni di ricordatissimi ebrei e non di quattordici
milioni di dimenticatissimi tedeschi, slavi, “italiani”, romeni,
zingari, ecc. ecc. L'olocausto è vittima offerta volontariamente
dall'officiante e arsa completamente. Mi sembra irrispettoso per
i morti chiamarli olocausto; si comprende la metafora quando si
sa il ruolo dell'ebreo Warburg (dei veneziani Da Ponte) nella creazione
dell'infame creatura di Jeckyll Island, nel 1913, la Federal Reserve,
e nei finanziamenti a Hitler, come ben ricostruito da Antony C.
Sutton ne il suo “Wall Street and the Rise of Hitler”. Come, come
non è, già nel 1917, in una lettera privata a Lord
Rothschild, Balfour prometteva la Terra Promessa, il risultato netto
del Sacrificio: il guaio per il sionista era convincere un brillante
avvocato distrattamente giudeo di Francoforte a trasferirsi dalla
villa sul Meno alle aridità di Palestina.
La lingua
d'America, snella, atletica, consente sintesi proibite per noi,
che amiamo il fiorentino illustre. Fiat-money : velocissimo
modo per dire l'essenza del Truffone, che a noi tocca compitare
“moneta inconvertibile resa valuta legate per decreto legislativo”.
Così, parlassimo inglese potremmo compendiosamente definire
l'occupazione dell'economista moderno, con l'eccezione della trascurata
scuola austriaca, una fiat- profession . Il compito dell'economista
moderno, neo-classico, monetarista o keynesiano in varie salse e
tempi di cottura è quello di giustificare l'inflazione monetaria
prodotta dal governo. A ben ricostruire invece si arriva a quelle
altezze e rarefazioni di ossigeno in cui scompare la distinzione
fallace pubblico/privato e si constata che tutto è privato,
le località inaccessibili ai più dove Wilson o Roosevelt,
Chamberlain o Churchill, Von Papen o Schacht incontrano Morgan,
Rockefeller, Harriman, Kuhn, Loeb, Warburg, Rothschild, Thyssen,
Krupp e compagnia cantando, ad ogni epoca i suoi. Allo stesso modo
il fiat-historian non ricostruisce le trame del Potere.
È l'Età di Gerione, quella che stiamo vivendo.
I miei
venticinque lettori tradizionalmente si attendono un qualche insight
sui mercati finanziari. Eccolo: il problema economico che
si è originato come conseguenza delle bolle seriali (azioni,
obbligazioni, case) è che il prezzo relativo degli asset
finanziari in rapporto ai beni finali di produzione è insostenibilmente
alto. In un modo o nell'altro ci deve essere una normalizzazione
tra i prezzi relativi di asset finanziari sensibili ai tassi d'interesse
e i prezzi dei beni finali di produzione. E questo può accadere
in due modi: o collassano i prezzi degli asset finanziari e il sistema
bancario internazionale a riserva frazionaria va in pezzi (crollo
dei bond a lunga significa alti tassi: vedi perché Greenspan
dalle Isole Cayman se li stampa e se li compra), o la monetizzazione
degli asset da parte delle banche centrali (strumenti non convenzionali
di politica economica, li chiamano) porterà ad una inflazione
e forse iperinflazione dei prezzi di commodity, servizi, lavoro
e quindi di ogni bene di consumo.
Le masse
si affollino quindi ai banchi metalli e comprino oro, come se non
ci fosse domani, ed evitino ogni debito con le banche, soprattutto
se a tasso variabile. Anzi cerchino di non aver alcun contatto con
esse, se possono.
Fabio Gardel |
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