La moneta come questione morale La questione morale dovrebbe essere la più facile da comprendere, tuttavia a Washington, quasi nessuno pensa alla moneta in questi termini. Sebbene ci sia una crescente e meritata sfiducia nel governo, la fiducia nella moneta e nelle capacità di gestione della Federal Reserve rimane molto forte. Nessuno accoglierebbe un falsario in città, eppure la nostra banca centrale é autorizzata a falsificare senza che ci sia alcuna seria supervisione da parte del Congresso. Quando il governo può riprodurre l’unità monetaria, sia essa carta moneta o registrazione elettronica, a suo piacimento e senza considerarne i costi, esso si mette sullo stesso piano morale del falsario che stampa valuta illegale. In tutti e due i casi si tratta di frode. Un sistema fondato sulla moneta cartacea non convertibile dà potere e autorità a coloro che controllano la produzione di nuova moneta e a coloro che per primi hanno accesso ai soldi o al credito appena originati. Il costo insidioso e finale si riversa invece su vittime non identificate, spesso ignare delle cause della loro sfavorevole condizione. Questo sistema di saccheggio legalizzato (sebbene non costituzionale) permette a un gruppo di persone di trarre profitti a scapito di un altro. Si realizza un vero e proprio trasferimento di ricchezza dai poveri e dal ceto medio alle classi finanziariamente privilegiate. In molte società il ceto medio é stato letteralmente spazzato via dall’inflazione che accompagna la carta moneta non convertibile. Nelle prime fasi del ciclo inflazionistico, l’aumento del costo della vita e la perdita di posti di lavoro colpiscono un segmento della società, laddove invece la classe imprenditoriale trae beneficio ricorrendo con facilità all’indebitamento. Uno scaltro operatore di borsa o un costruttore edilizio possono guadagnare milioni nella fase di boom del ciclo economico, mentre i poveri e coloro che percepiscono uno stipendio fisso non riescono a stare al passo con l’aumento del costo della vita. La moneta non convertibile é immorale anche perché permette al governo di finanziare una legislazione a favore di interessi speciali che altrimenti dovrebbe essere pagata con le imposte dirette o tassando le imprese produttive. Questo trasferimento di ricchezza si attua senza prendere direttamente i soldi dalle tasche dei cittadini. Ciascun dollaro creato diminuisce il valore dei dollari in circolazione. Coloro che hanno lavorato sodo, pagato le tasse e risparmiato per i tempi difficili vengono maggiormente colpiti poiché quei dollari perdono valore e fruttano bassi interessi a causa dalla politica accomodante della Federal Reserve. L’accesso facile al credito aiuta gli investitori e i consumatori che non si fanno scrupoli nell’indebitarsi e magari nel dichiarare bancarotta. Se uno considera lo stato assistenziale e il militarismo come sbagliati e immorali, dovrebbe anche capire che l’autorizzazione a stampare moneta permette di realizzare queste politiche molto più facilmente di quanto avverrebbe se le stesse dovessero essere finanziate immediatamente con le imposte dirette. Stampare moneta, che letteralmente significare inflazionare, non é altro che un sinistro e perverso sistema di tassazione occulta. E’ ingiusto e ingannevole e perciò fortemente osteggiato dagli autori della Costituzione. Questa é la ragione per cui né al Congresso, né alla Federal Reserve, né al potere esecutivo, è concessa alcuna autorità di amministrare il sistema monetario corrente. |