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Libero Mercato, chi l'ha Visto? Stampa
Scritto da Jacques Garello   
Lunedì 05 Dicembre 2011 17:06
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garelllFa sempre molto piacere scoprire un nuovo nome che emerge e si distingue dal triste panorama di economisti di regime. Magari voi lo conoscevate già, a giudicare dalla foto non si può infatti certo dire che sia un giovane emergente, tuttavia io l'ho trovato poco fa navigando come al solito il sito del movimento libertario: Prof. Jacques Garello, francese, autore di questo piccolo saggio dal sapore molto austriaco tratto dalla conferenza organizzata a Torino dal CIDAS il 6 maggio 2011. Di seguito riporto i tratti salienti che ho selezionato dal testo integrale. Chi volesse scaricarsi e leggersi l'intero intervento può farlo, come ho fatto io, scaricando direttamente il documento a questo link.

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Chi ha visto il mercato? Bellissima domanda. Dico subito: non esiste in Francia. Forse in Italia? Allora cerchiamo insieme di capire dov’è il mercato e chi lo ha visto.

Mi dispiace di non essere un bravo disegnatore. Se potessi disegnarlo esaurirei il discorso con ciò che si dice abitualmente del mercato. Qualcuno, tra gli altri, ha detto che il mercato è miope: mi aspetterei un individuo con grandi occhiali. Mi aspetterei che abbia  difficoltà a camminare, che cammini con l’ausilio di  una canna, dal momento che si parla spesso di debolezza del mercato. Dopo di che potrei forse descriverlo senza un braccio dal momento che si parla sempre della mano invisibile del mercato. Finalmente il mercato potrebbe avere l’aspetto di una vecchia strega con una mela avvelenata, poiché si dice che il mercato è ingiusto, fonte di tutti gli squilibri, di tutti i mali sociali. Ecco come viene immaginato generalmente il mercato: un personaggio poco simpatico,  considerato di volta in volta miope, handicappato, sinistro e incapace  di far del bene.

In realtà è un errore considerare il mercato un personaggio. Occorre diffidare di questo genere di antropomorfismo. No, il mercato non ha l’andatura di un handicappato e non è neppure un attore. Il mercato è un processo. Se si vuole definire il mercato in un modo un po’ teorico, possiamo dire, per semplificare, che il mercato è un processo dinamico che consente di coordinare le scelte individuali grazie ad un sistema di segnali che sono essenzialmente i prezzi ed i profitti.

In questa definizione si trovano tre parole importanti: la prima è dinamico, la seconda coordinamento e la terza segnali.
.....................

Lo Stato è intervenuto in quattro punti, esattamente i pilastri che definiscono il mercato. In primo luogo, ho affermato che il mercato è dinamico: lo Stato lo blocca. Inoltre, che il mercato è coordinamento decentralizzato: lo Stato lo pianifica e lo centralizza. Avevo affermato che il mercato necessita di segnali: lo Stato non cessa di falsarli.

Da ultimo,  una sorpresa, il quarto intervento dello Stato che influenza i tre precedenti. Lo Stato paralizza il mercato, ciò che Milton Friedman definì l’interesse allo statu quo. Ci sono persone che hanno interesse a non cambiare nulla, temono la concorrenza. Infatti, entrare in concorrenza implica dover fare uno sforzo, confrontarsi con gli altri, cercare di essere capaci almeno quanto gli altri. La concorrenza è concorso, competizione, come negli sport: occorre fare meglio o altrettanto bene di tutti i migliori. Vi sono operatori che fanno la stessa cosa da anni e non sono contenti se la situazione cambia.

Ma il mercato si muove, il mercato è dinamico, è creatore poiché compaiono nuovi prodotti, nuove tecniche, ma è anche distruttore in quanto spariscono alcuni impieghi e con essi alcune imprese. Ovviamente se i mercati del lavoro e del capitale sono fluidi si può affermare che gli impieghi distrutti da una parte verranno creati da un’altra. Ma la fluidità del mercato è proprio ciò che molti non vogliono, hanno interesse che le cose non cambino e che vengano dispensati dal fare degli sforzi. Sono alquanto numerosi questi gruppi di pressione, denominati corporativi o privilegiati; noi li chiamiamo paesani, coloni e burocrati: persone che reputano catastrofi i cambiamenti e dicono allo Stato “attendete, non vedete che ci stanno facendo una concorrenza sleale?”
..................................

Concludendo, ecco i punti di applicazione dell’intervento dello Stato. Occorre che il mercato non funzioni perché bloccato, che il mercato non funzioni perché gestito, che il mercato non funzioni perché falsato e disinformato. Oltre a tutto questo, esiste qualcosa che mi dà ancora più fastidio. La quarta critica che farò è che, in realtà, si è distrutto il mercato o una gran parte di esso perché si è distrutto il diritto di proprietà.
........................................

Noto che oggi il diritto al lavoro ha cancellato il diritto alla proprietà, il diritto dell’ambiente ha cancellato il diritto  alla proprietà, il diritto del nomadismo ha cancellato il diritto di proprietà. Infine non esiste più alcun legame tra ciò che l’individuo ha creato e prodotto, che è “uscito” da sé stesso e dalla sua iniziativa, dalla sua creatività e di cui dovrebbe godere. Bastiat ha detto: “Private l’uomo della sua proprietà e lo priverete della sua libertà, della sua individualità e della sua personalità”. A mia volta ritengo che tutto questo non riguardi soltanto l’aspetto economico o tecnico: è una questione di etica fondamentale, noi abbiamo il diritto di voltare le spalle a questa “libertà” imposta, abbiamo il diritto di ribellarci.
.......................................

Certo, si parla del mercato del lavoro, del mercato immobiliare, del mercato dei capitali o dell’agricoltura, di tutto ciò che volete, ma in effetti non esiste un mercato con le sue vere funzioni, che ne abbia le caratteristiche, che realizzi la missione di un vero mercato. Ci sono dei pseudo-mercati. Oggi noi viviamo nel regno del pseudo. Ebbene, penso che ritrovare il mercato, risuscitarlo in qualche modo, sia un’azione d’interesse realmente generale. Sono quindi pessimista perché mi rendo conto che oggi il mercato è assente, ma anche ottimista perché credo che questo corrisponda al pensiero dei nostri grandi avi delle scuole di economia che si chiamano Smith e Bastiat  e più recentemente dei grandi economisti come Hayek, Mises. Credo fondamentalmente che gli operatori arriveranno ad intendersi e a trovare soluzioni al loro livello senza dipendere dalle decisioni che vengono dall’alto e senza lo Stato del Benessere o Stato Provvidenza. Lo Stato Provvidenza è senz’altro la “provvidenza” per gli uomini di Stato, i privilegiati. Ma lo Stato Provvidenza uccide allo stesso tempo ogni libertà ed ogni responsabilità.

Credo che l’appello che deve essere lanciato e diffuso oggi trova fondamento nell’esempio dei nostri grandi economisti, quali Mises, Bastiat, Hayek: lo Stato deve limitarsi a fare ciò che gli compete! Ma molto è da fare anche sotto il profilo della qualità. Molto si è fatto in quantità al punto da non trovare  tempo per preoccuparsi della qualità.

Occorre invece assolutamente applicare il principio di sussidiarietà , vale a dire ammettere che da un lato c’è la comunità, quella delle famiglie e delle imprese, ed il mercato e dall’altro c’è lo Stato che deve limitarsi soltanto a ciò che può fare, vale a dire garantire il diritto di proprietà, la sicurezza e la libertà: cose che attualmente non fa proprio. Occorre quindi rimettere lo Stato al suo posto, dare rigore al mercato con il sentimento che esso è una magnifica opportunità per rendere dei servizi alla comunità.

Questi, io credo, sono i messaggi e, allo stesso tempo, le speranze. Grazie.

JACQUES GARELLO

 
(17 voti, media: 4.88 di 5)

Commenti 

 
0 # Borderline.Keroro 2011-12-05 18:33
Toh, un Francese che mi sta simpatico!
Che sia anche lui di Bayonne?
 
 
+1 # Dolphin 2011-12-05 19:37
Che scoperta! Ottimo pezzo.
 
 
+2 # kemess 2011-12-05 20:02
oilà, l'articolo 8 del decreto 'salva Italia':
un altro cetriolo per il contribuente dal governo dei banchieri è servito:
"garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane"
 
 
0 # Borderline.Keroro 2011-12-06 02:44
Carbone aveva parlato di nazionalizzazio ne.
Questa mossa salva la forma, ma mi sembra che nella sostanza...
 
 
+1 # kemess 2011-12-05 20:31
altro cetriolo nel conto del contribuente:
"la garanzia statale su finanziamenti erogati
discrezionalmen te dalla Banca d’Italia alle banche italiane e alle succursali di banche estere in Italia"
 
 
0 # Borderline.Keroro 2011-12-06 02:53
Mi piace la verdura. Molto.
Ho sempre trovato che i cetrioli siano ortaggi stupidi.
Molto tantissimo.
 
 
+1 # kemess 2011-12-05 21:08
quando in Svezia risultò chiaro che i problemi delle banche erano tali che la ristrutturazion e del sistema non poteva più essere affidata a misure tampone, nel settembre 1992 il Governo annunciò una garanzia ufficiale da parte dello Stato a tutti i depositanti e a tutte le controparti delle banche svedesi. DEPOSITANTI e CONTROPARTI.
Qualora l’istituto non fosse considerato di
importanza vitale per la stabilità del sistema, questo sarebbe lasciato fallire. Questa ipotesi si verificò nel caso di Gota AB che fu lasciata fallire nel 1992.
le gestione della crisi fu improntata alla massima trasprenza sulle perdite e sui bilanci delle
banche, senza successive revisioni al rialzo delle perdite e cercarndo di evitare i problemi di azzardo morale, nazionalizzando le banche fallite, e non
salvando i loro managers; c'è una piccola differenza con la situazione attuale, il debito pubblico era ai livelli odierni (della stessa svezia)
 
 
0 # Maciknight 2011-12-05 21:16
lo Stato che deve limitarsi soltanto a ciò che può fare, vale a dire garantire il diritto di proprietà, la sicurezza e la libertà ... perfettamente d'accordo, ma dei circa 200 stati attualmente presenti al mondo non c'è n'è manco uno che si attenga a queste garanzie, alcuni sono a buon punto con i primi due ma carenti nel terzo ...
 
 
+2 # AlessioR 2011-12-05 22:21
Citazione:
non c'è n'è manco uno che si attenga a queste garanzie, alcuni sono a buon punto con i primi due ma carenti nel terzo

e già..."a buon punto" (ed oltre..)

http://mises.org/rothbard/newlibertywhole.asp
Chapter 2: Property and Exchange
The libertarian, in short, insists on applying the general moral law to everyone, and makes no special exemptions for any person or group. But if we look at the State naked, as it were, we see that it is universally allowed and even encouraged, to commit.. War is Mass Murder, Conscription is [p. 25] Slavery, and Taxation is Robbery. The libertarian, in short, is almost completely the child in the fable, pointing out insistently that the emperor has no clothes.
 
 
+1 # vorreisapernedipiù 2011-12-06 01:00
Scusate, il mio ramo di lavoro non è l'economia ma il diritto. Ho letto, sto leggendo ma molte cose sono per me oscure. Ho letto, con molta difficoltà, l'art. 8 della manovra (si trova sul sito del sole24ore). Mi sembra di capire, tra l'altro, che lo Stato garantirà i debiti che le banche non saranno in grado di pagare con le entrate della stessa manovra. Capite anche voi così, cioè che si aumentano le imposte ai cittadini per finanziare le banche in perdita?
 
 
0 # Borderline.Keroro 2011-12-06 02:50
Le banche sono insolventi "per natura" con il sistema della riserva frazionaria.
C'è una spiegazione abbastanza semplice in un articolo precedente che ti conviene leggere (Riserva frazionaria per dummies).
Lo Stato, in pratica, aiuterà le banche a costo di spogliarci d'ogni bene.
Per il nostro bene ovviamente.
Non so tu, ma io sento un bruciore ...
 
 
+2 # sophant 2011-12-06 13:12
La cosa peoccupante che nessun media, nessun politico si esprima sull'art.8 ........ che fatica cercare di comunicare che è proprio questo il risvolto più diabolico della manovra
 
 
+1 # andreamagoni 2011-12-06 14:16
Diciamo che E' la manovra... Il resto è una supercazzola, buona per distrarci e farci incazzare uno con l'altro, sviando la ns. attenzione (oltre, ovviamente, a tosarci... per il nostro bene...)
 
 
+1 # giaino 2011-12-06 14:25
il libero mercato è una chimera, una utopia per quanto sta succedendo.

l'orientamento è verso una ulteriore stretta dello statalismo: vogliono realizzare l'europa fiscale, l'europa politica, l'europa dei poveri da un lato; dall'altro, in nome del sacrificio necessario per la salvezza della patria, si tollera qualsiasi tipo di sopruso.

guardiamo un po' cosa esce dai media: politici, sedicenti economisti, sedicenti artisti, addirittura sportivi, tutti tendono a far passare il concetto del dai, sacrifichiamoci ulteriormente se questo significa salvare l'italia; tutti soggetti, tra l'altro, che i sacrifici non sanno nemmeno cosa siano.

le interviste ai sedicenti giovani, ai sedicenti sindacalisti, poi, sono tutte orientate al "mercato libero origine di tutti i mali", "è colpa del liberismo se siamo in questa condizione".
 
 
+6 # giaino 2011-12-06 14:29
a mio avviso, signori, ci troviamo in un cul de sac.

ci troviamo in una condizione in cui l'ignoranza regna sovrana; e quanto più uno è ignorante tanto più parla, strepita, sbraita.

ma come si fa in questa condizione a spiegare, e cercare di portare dati concreti in favore del libero mercato?

c'e' chi parla di mercato, intendendo le banche, o forse la politica, o forse chi sa che

chi parla di mercato, pensando a quello rionale, forse.

tu spieghi, loro non ascoltano, parlano, usano le parole del sedicente esperto sentito alla tv.

tu spieghi che l'esperto si intende solo delle sue tasche, ma non basta.

tu spieghi, ma loro sono laureati, tu diplomato, quindi quanto dici è certamente di valore inferiore rispetto a quello che hanno studiato ad economia o alla loro esperienza.

l'economia è peggio del calcio, tutti ne parlano, il 99% non capisce una sega
 
 
+5 # lara122 2011-12-06 15:02
[quote name="giaino"]a mio avviso, signori, ci troviamo in un cul de sac.

E per uscire dal "cul de sac" ci vuole "un sac de cul".
 
 
+2 # Pile25 2011-12-06 16:40
tutti ne parlano, e nessuno ne capisce... il problema è se almeno vogliano capire o alla fine preferiscono così... troppo sforzo pensare...

per la laurea... io sono un filo atipico, diplomato con MBA... alla fine i titoli di studio servono solo per impieghi statali... se sei motivato e hai un programma di studi valido (testi e metodo)... non ti serve altro. L'intelligenza vien da sè, si sa che la curiosità è sinonimo di intelligenza, se cerchi di sapere stupido non sei... (discorso in generale, nel tuo caso si era capito dopo il primo post!)
 
 
+1 # Borderline.Keroro 2011-12-06 18:52
Magari tu non capisci di calcio, ma io me ne intendo:
il calcio è l'elemento chimico di numero atomico 20. Il suo simbolo è Ca. Il calcio è un metallo alcalino terroso tenero, grigio, usato come agente riducente nell'estrazione mineraria di torio, uranio e zirconio. È il quinto elemento in ordine di abbondanza nella crosta terrestre, ed è essenziale per tutta la vita sulla Terra. :lol:

giaino, hai ragione. Ma purtroppo non ci troviamo nemmeno di fronte all'ignoranza: io sono ignorante. Lo so e cerco di rimediare, per quanto possibile.
Certuni sono, appunto, pieni della presunzione di sapere, per cui è praticamente impossibile fare un ragionamento che sia uno.
E i geni che ti danno del matto?
Con quelli viene voglia di tirare in ballo il calcio, ma non l'elemento chimico, né quello dei tizi in mutandoni che corrono per il campo, proprio il calcio vero. Quello in culo.
 
 
0 # vorreisapernedipiù 2011-12-06 16:30
Ecco l'art. 26 della "Manovra".
Prescrizione anticipata delle lire in circolazione
"1. In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96,
e all’articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le banconote,
i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con
decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per
essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato".

è non è una confisca esplicitamente dichiarata?
 
 
+2 # Pile25 2011-12-06 16:36
altro punto per l'oro, se servisse... se cambiassero le monete basterebbe fondere e ri-coniare.... hahahaha
 
 
+1 # Borderline.Keroro 2011-12-06 18:45
Motivo in più per togliere tutto dal conto e convertire in oro.
 
 
0 # vorreisapernedipiù 2011-12-06 18:51
E, scusate la colpevole ignoranza ma non sono del mestiere, come dove e a quanto si compra l'oro oggi?
 
 
0 # AlessioR 2011-12-06 20:22
dato che è nuovo del sito

buone letture e grazie di essere qui..!!!
 
 
+2 # zioalbert 2011-12-06 17:09
Eh già, si pesca bene nel sito del Movimento libertario ...
 
 
0 # vorreisapernedipiù 2011-12-07 00:49
GARANZIA A PRIMA RICHIESTA
Ho posto dalle mie parti la questione dell'art. 8 e qualcuno mi ha risposto dicendo che la noram è buona perchè serve a fare in modo che le banche possano più agevolemente acquisire liquidità per potere poi più agevolmente erogare il credito; ergo, si dice, la norma beneficia gli imprenditori e le famiglie che si recheranno in banca a chiedere denaro a prestito.
Ho ribattuto che la risposta non tiene conto del fatto che il denaro che danno a prestito le banche non ce l'hanno conservato nei forzieri ma lo creano dal nulla e che, poichè i tassi ai quali le banche prendono i soldi a prestito sono pressochè pari a zero, non può essere un problema di liquidità.
Ho detto bene? C'è del vero nella risposta che mi è stata data? E cos'altro di dovrebbe dire in proposito?
Grazie dell'attenzione
 
 
0 # vorreisapernedipiù 2011-12-07 00:49
GARANZIA A PRIMA RICHIESTA
Ho posto dalle mie parti la questione dell'art. 8 e qualcuno mi ha risposto dicendo che la noram è buona perchè serve a fare in modo che le banche possano più agevolemente acquisire liquidità per potere poi più agevolmente erogare il credito; ergo, si dice, la norma beneficia gli imprenditori e le famiglie che si recheranno in banca a chiedere denaro a prestito.
Ho ribattuto che la risposta non tiene conto del fatto che il denaro che danno a prestito le banche non ce l'hanno conservato nei forzieri ma lo creano dal nulla e che, poichè i tassi ai quali le banche prendono i soldi a prestito sono pressochè pari a zero, non può essere un problema di liquidità.
Ho detto bene? C'è del vero nella risposta che mi è stata data? E cos'altro di dovrebbe dire in proposito?
Grazie dell'attenzione
 
 
0 # Borderline.Keroro 2011-12-07 09:38
Loro ti hanno risposto esattamente come dovevano risponderti coloro che continuano imperterriti ad assumere la pillola blu (quella di matrix, non quella di Silvio).
Sempre e comunque ti diranno che per aiutare le imprese l'Europa proibisce gli aiuti diretti, ma non impedisce alle banche di erogare crediti agevolati o minchiate del genere. Né di finanziare le banche (chissà perché).
Dimenticano però il fatto che per aiutare le imprese si potrebbe anche smettere di salassarle, ottenendo il duplice goal di lasciare loro i soldi necessari a operare e di evitare loro le perdite di tempo causate dagli adempimenti fiscali.
Sarà poi curioso vedere se le banche presteranno effettivamente soldi a imprese e famiglie, io dico di no; ho sentito anche la panzana che le banche sono messe male perché nessuno chiede più mutui: ti raccontano tutto e il contrario di tutto.

Spiegare la fiat money e/o la riserva frazionaria è un'impresa titanica, tanti auguri.
 
 
-1 # Pile25 2011-12-07 10:26
Ieri bell'incontro con un politico di livello provinciale, belle idee, risparmio, minor intervento dello stato, snellimento della burocrazia ecc, ma a livello monetario poche idee e confuse. Anche lui vede la situazione drammatica, molto più di ciò che raccontano, ma del vero motivo manco l'idea...
Oggi da un'altra banca che cerca il ricatto... io concedere fido se tu comprare obligazioni! Il bello che pretendono un rapporto 2,5:1 (fido:obl)... provo ad andare con l'anello al naso, tanto è così che ci trattano!
 
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