SOSTIENI IL SITO

Usemlab



Pubblica Amministrazione Stampa
Scritto da Administrator   
Venerdì 31 Agosto 2012 09:23
Condividi


pa  Ripubblico molto volentieri questa lettera inviata alla redazione dell'Indipendenza. Chi ha letto A Scuola di Economia ha compreso bene il problema "pubblico" dal punto di vista teorico, qua di seguito abbiamo una descrizione concreta e pratica di come vadano effettivamente le cose nell'ambito dell'amministrazione statale. Chiunque può effettivamente riscontrare queste dinamiche che da sempre regolano il funzionamento della pubblica amministrazione e della politica italiana, tanto in ambito locale che nazionale! Eppure schiere di poveri illusi in buona fede e di venditori di favole in cattiva fede ci raccontano di poter rilanciare l'economia del Belpaese tirando su qualche nuovo balzello e lasciando di fatto la situazione immutata. Mettetevi l'animo in pace: senza prima procedere a un drastico ridimensionamento del settore pubblico, dei suoi poteri, della sua pervasiva presenza ed influenza, e senza prima levare allo stesso i finanziamenti occulti che passano attraverso l'inflazione monetaria (ovvero la monetizzazione dei deficit e del debito), nulla cambierà veramente: il paese è fallito ed è bene che si prenda atto di questa situazione per provare finalmente a riformarlo in maniera radicale.

----------------------------------------------------------------

Sono una vostra lettrice ed una dipendente di un Ente Pubblico Locale, di piccole dimensioni, da ormai 18 anni e sono arrivata alla conclusione che la crisi che ci attanaglia, una delle cause all’origine di buona parte della situazione a dir poco critica che l’Italia sta attraversando, siamo noi italiani ed il nostro sistema. Mi dispiace ammetterlo ma siamo un paese vecchio, propenso alla truffa, assistenzialista, moralista, statalista e clientelare, che si è crogiolato sugli allori, sulle ricchezze guadagnate nel dopoguerra, che ha vissuto sopra le proprie possibilità, non ha investito in innovazioni, ed ora che le risorse sono finite ne paga le conseguenze. Abbiamo regole vecchie di secoli, non più adatte alla realtà attuale, ma non facciamo nulla per cambiare.

E’ obiettivamente vero che il mercato finanziario ha dei seri problemi, ma pensare che tutti i problemi dipendano solo da fattori terzi è assurdo. Io credo che la maggior parte di noi dovrebbe farsi un esame di coscienza rivedendo il proprio modo di pensare. Sino a quanto il nostro paese ovvero, i nostri politici, gli imprenditori e la mentalità dei lavoratori stessi non cambierà ci sarà ben poco da fare. Volete esempi concreti?

Vi spiego come funziona un Ente Pubblico di piccole/medie dimensioni in provincia di Brescia/Bergamo; rapportatelo su scala nazionale e lascio a voi le conclusioni. Valutate gli sprechi e la mala organizzazione che esiste in questo Ente, che in ogni caso funziona e che fa parte di una realtà sociale ed economica abbastanza favorevole e vi renderete conto di come siamo messi. Immaginate cosa succede in certe realtà d’Italia. I politici locali, che siano di destra, di sinistra, di centro, liste civiche ecc. una volta vinte le elezioni, una volta che hanno raggiunto la bramata “poltrona”, si rivelano per quello che sono: opportunisti. Tutte le promesse fatte in campagna elettorale all’insegna del cambiamento, della giustizia, del benessere dei cittadini, della famiglia, della semplificazione…, si dissolvono come bolle di sapone e si scoprirà ben presto che i “rinnovatori” non si erano candidati per passione, ma perché sapevano benissimo che avrebbero potuto avere dei vantaggi, che avrebbero avuto accesso alla stanza dei bottoni, alle amicizie che contano, anche loro sarebbero entrati nel mondo clientelare dell’Ente Pubblico italiano.

La prima cosa che succede? Il valzer dei dirigenti, dei tecnici. Le persone che non fanno più comodo vengono “eliminate” o “spostate” nonostante siano competenti. Spuntano come funghi, nuovi tecnici, nuovi consulenti, nuove imprese, ma non perché c’è più libertà, trasparenza, efficienza, un cambio generazionale o qualitativo, ma perché servono a qualcosa, perché potrebbero essere utili, e quindi bisogna garantirgli un certo guadagno in modo da sfruttarli alla prima occasione utile. Vengono assunti o dati incarichi, quasi sempre, ad amici del neo eletto, magari senza competenze specifiche ma che hanno, con lui, interessi o amicizie comuni e per questo non lo abbandoneranno mai. Non conta fare squadra, non conta la meritocrazia, non conta cambiare le cose, conta l’interesse personale.

Il politico locale e di conseguenza anche i dirigenti degli Enti Pubblici, quasi sempre scelti e piazzati dalla politica stessa, tendono infatti ad attorniarsi di persone conosciute, magari non preparate, in modo da non indebolire la propria posizione di comando e non perdere il loro piccolo potere. Gente squallida che nutre alle spalle dei contribuenti, il proprio ego, le proprie manie di potere e grandezza, il proprio portafoglio. Questo con i soldi dei cittadini in modo che la spesa pubblica aumenti.

Vogliamo parlare della burocrazia? Ci sono mille leggi, mille cavilli che si contraddicono tra di loro, manca la certezza del diritto e quindi funziona tutto in modo approssimativo. La pratica edilizia presentata dal comune cittadino per costruire il “pollaio” resta ferma nel cassetto del dirigente o del tecnico di turno perché manca un documento, manca il cosiddetto “pelo nell’uovo”. Pratiche che potrebbero essere evase in poco tempo, ma si aspetta il trentesimo giorno utile per visionarle, per lassismo, mancanza di voglia di lavorare. Tanto che importa si è in un Ente Pubblico, lo stipendio lo porti a casa comunque. Molto meglio portare avanti gli incarichi fuori contratto, che soddisfare le esigenze del cittadino, quello può aspettare. Insomma il cittadino deve quasi sempre correre a destra e sinistra, pagare un tecnico per delle sciocchezze solo perché l’impiegato pubblico non si degna di aiutarlo, perché non ha voglia o perché ha ordini superiori.

Abbiamo, invece, il caso della pratica edilizia (P.L. – Piani Attuativi etc…) dell’imprenditore amico, o quella da milioni di euro che nonostante sia priva dei più basilari elementi tecnici  viene subito approvata senza nessuna valutazione dei pro e dei contro sull’ambiente, sull’economia del luogo. Basta solo il profitto. Pratiche edilizie che in teoria dovrebbero garantire l’introito di oneri di urbanizzazione per l’Ente pari a 100, invece alla fine se ne incassano solo 60. Perché mi chiedete? E’ semplice, il politico ed il dirigente si accordano per “sconti”, “accelerazioni” ed in cambio hanno vantaggi personali, che ne so un incarico, una mazzetta, si viene presentati in un certo ambiente che poi ti consentirà altro. C’è da dire che molti imprenditori, pur sapendo che tutto questo non è corretto, accettano la situazione perché in caso contrario non lavoreranno più e chiuderanno baracca e burattini.

Ci sono politici locali, figuriamoci a livello provinciale, regionale o nazionale, che con la loro influenza possono far fallire il più ligio degli imprenditori. C’è la violazione dell’etica professionale e morale? Cosa importa tanto nessuno dice nulla o se denunci non sei tutelato. Ci sono poi i sovvenzionamenti alle varie associazioni, Enti ecclesiastici (come se la Chiesa avesse bisogno di sostegno economico) , Enti no-profit, che la maggior parte delle volte non fanno nulla di concreto, ma servono solo al politico per garantirsi il voto nel futuro e per fare vedere che si è “tanto buoni”. Tanto paga l’Ente Pubblico, il cittadino contribuente. Ci sono gli appalti pubblici pilotati, c’è la spartizione del territorio da parte delle imprese, ci sono le cosiddette “tangenti” per sbloccare i pagamenti, tutto normale sino a quando non c’è uno sgarbo, qualcuno viene sacrificato per far vedere alla gente che la giustizia c’è. Abbiamo poi quelle bellissime opere faraoniche che non servono a nulla, di cui si pagano i mutui ma non vengono mai alla luce.

Ci sono proprietà comunali, parlo di alloggi, affittati a gente che non ha problemi economici, o svenduti per ottenere favori. Ci sono segretari comunali, quasi tutti del sud, che dovrebbero supervisionare ciò che succede, ma in realtà cosa fanno? Si preoccupano solo di assecondare il politico, da cui dipendono, e fare cassa.

Ed i semplici impiegati cosa fanno? La base operativa dello Stato, quella che potrebbe cambiare qualcosa perché in numero nettamente maggiore, perché sono coloro che lavorano sul campo e fanno funzionare l’Ente, cosa fa? La maggior parte asseconda la situazione, si adegua. Tutto questo per mancanza di cultura, senso del dovere, per menefreghismo, per quieto vivere, perché si crede che tutto sia dovuto, che lo Stato non fallirà mai, perché siamo stati abituati così. Al famoso sei politico che accontenta tutti. Molti dei miei colleghi viene al lavoro non per senso del dovere ma per prendere lo stipendio. Sanno che la mentalità ed il sistema italiano funziona in questo modo, ma non hanno nessuna voglia di cambiare, perché cambiare costa fatica, sacrificio. La classica giustificazione di molti dipendenti pubblici è: “Tanto non ci possiamo fare nulla”!

Niente di più falso. Se tutti facessero il loro dovere le cose cambierebbero. Ci sono tuttavia tanti dipendenti degli Enti pubblici che si oppongono a questa situazione, c’è gente meritevole, che lavora con passione, che vorrebbe cambiare le cose, ma non avete idea a cosa vanno incontro ribellandosi! E ve lo dico per esperienza personale. Se il dipendente pubblico si accorge, vuole denunciare certe situazioni dovrà scontrarsi con dei muri immensi. Verrà minacciato di ritorsioni, verrà sanzionato per mancanza di collaborazione, per insubordinazione, verrà trasferito, isolato, ma la cosa più triste è che i colleghi non lo supporteranno, ma lo lasceranno a combattere da solo. Il dipendente pubblico che si oppone, potrà scrivere alla Procura, alla Finanza, alla Corte dei Conti, agli Ordini Professionali, alla Magistratura ma alla fine cosa otterrà? Il silenzio, perché anche le istituzioni che dovrebbero garantire il rispetto della legge hanno convenienza a non farlo, perché anche loro fanno parte del meccanismo.

Purtroppo è un circolo vizioso. E tutto questo non dipende dall’Europa, dipende dal nostro sistema, da noi stessi. Ogni tanto un esame di coscienza farebbe bene. Si dovrebbe avere più onestà intellettuale e morale, che il nostro paese sembra aver perso. Il debito lo abbiamo accresciuto noi, i nostri politici, in anni di dissennatezza. Per questo da noi è difficile fare le riforme, perché nemmeno noi non le vogliamo. Ed è inutile che ci nascondiamo. I politici sono i primi perché dovrebbero rispettare un ruolo, una funzione, dovrebbero smetterla di fare propagande. Pensano che tutti siano stupidi? E noi cittadini ed impiegati pubblici onesti dovremmo avere più dignità e denunciare la situazione anche se avremo problemi.

Cosa mi auguro? Un riscatto di dignità sociale, ma la vedo difficile o comunque possibile solo quando i cittadini onesti, dipendenti pubblici e privati arriveranno al limite della sopportazione e purtroppo scoppieranno scontri sociali.

 
(12 voti, media: 4.75 di 5)

Commenti 

 
+2 # GiorgioM 2012-08-31 10:40
Non conosco l' autore ma mi gioco le braghe che attualmente milita nelle prime file del movimento 5 stelle.

Fondamentalment e, non ha capito che il problema è "il pubblico" e non "questo pubblico".
Non ha capito che il decadimento morale della società è solo la diretta conseguenza del settore pubblico che come un tumore cresce inarrestabile, spreca risorse, corrompe e soffoca la vita delle persone rovinando anche i rapporti tra la gente, causando insoddisfazione ed infelicità di massa.
Non ha capito che se abolisci il meccanismo regolatore di perdita/profitto crei una piovra il cui fine non è più quello di soddisfare i bisogni delle persone, ma quello di crescere e preservare la propria esistenza alle spalle del contribuente, tanto si può sempre assumere un finanziere per estorcere al cittadino onesto i soldi necessari per non chiudere bottega.

Ottima e lucidissima testimonianza comunque.
 
 
+1 # Maciknight 2012-08-31 11:48
Riprendo ed approvo il commento precedente: ottima e lucida testimonianza, consapevole e realistica. Ha riferito ciò che si dovrebbe sapere per esperienza e un minimo di cultura e documentazione acquisita, ciò che tutti sanno ma fanno finta di non sapere nei rapporti interpersonali, per ipocrisia e convenzione. Il modo di rapportarsi coi politici è tipico dell'Italia feudale, la politica ha ricostruito un feudalesimo attualizzato fatto di una miriade di clientele e conventicole, di favori e scambi, raccomandazioni e protezioni, ecc..
Ma il problema non è solo italico, in Italia è molto più accentuato che altrove, a livelli patologici, ma rimane un problema globale, dovuto appunto alla delega rappresentativa del potere, la democrazia rappresentativa è una farsa, non esiste, diventa inevitabilmente un'oligarchia estesa. (segue)
 
 
+1 # Maciknight 2012-08-31 11:48
(segue)
Tutti partecipano alla fiction anche solo per raccogliere le briciole, motli se neanche accorgersi che non sono protagonisti o anche solo semplici spettatori ma sono vittime, che si illudono di contare qualcosa in questo ingranaggio devastante che ci porterà alla rovina. La soluzione è utopica, allo stato attuale, ma prendendo a modello il meglio del medioevo, sarebbe il ritorno alle comunità di villaggio (metaforicament e) cioé tornare alla scomposizione del potere in piccole entità territoriali che abbiano un senso culturale, etnico, storico, ecc., consentendo un maggior controllo e rotazione di coloro che si assumo responsabilità politiche ...
 
 
0 # Francesco 2012-08-31 12:26
Pare che venga descritta la situazione del comune/feudo dove vivo io! è una testimonianza spaventosamente realistica, poi ripeto, la teoria tutto ciò lo spiega benissimo e non è neanche quella Austriaca, è quella delle scelte pubbliche, ripresa da Huerta nella sue lezioni. Chi ha scritto questa mail farebbe bene a leggersi il libro!
 
 
+2 # Borderline.Keroro 2012-08-31 13:10
Esperienza diretta, visto tutto con i miei occhi, in regione Veneto (Venezia città).
Negli uffici in cui siamo andati a fare un lavoro si sono occupati febbrilmente tutto il giorno di scovare le migliori combinazioni tempi/modi/costi per i mezzi di trasporto. Personali.
Ovvero i dipendenti degli uffici hanno studiato per tutto il giorno come fare per ottimizzare i loro spostamenti da casa al lavoro (si parlava, se ricordo bene, della tratta Padova-Venezia A.R.).
Un cazzeggio cosmico.
Quella è tutta gente che dovremmo licenziare.
Ma non per cattiveria, solo per far sì che non debbano più rompersi la testa con i ritardi dei treni.
Vedrete, ci ringrazieranno.
 
 
+1 # GiorgioM 2012-08-31 22:24
Per completezza, pubblica amministrazione itagliana vista attraverso gli occhi di uno straniero, testimonianza fresca fresca da zerohedge.
www.zerohedge.com/news/guest-post-end-euro-when-will-it-happen
 
 
0 # Francesco 2012-09-01 09:59
Non lo avevo ancora letto... fantastico:


This is typical of bureaucracy: take a simple task, make it unnecessarily complicated, then spend a bunch of money on technology that makes it even more complicated.

Given my experience this morning, Italy has clearly mastered the art of unnecessarily complicating the simple. It’s no wonder they have serious problems paying the bills.
 
 
0 # seba2 2012-09-02 22:30
Citazione Francesco:
Non lo avevo ancora letto... fantastico:


This is typical of bureaucracy: take a simple task, make it unnecessarily complicated, then spend a bunch of money on technology that makes it even more complicated.

Given my experience this morning, Italy has clearly mastered the art of unnecessarily complicating the simple. It’s no wonder they have serious problems paying the bills.

il ritratto perfetto del nostro paese , mi preoccupa la conclusione del caos economico la stampante in mano a berlusconi
 
 
0 # Folletto 2012-09-01 14:36
tra i commenti ho trovato questo

http://www.thelocal.de/national/20120831-44695.html

http://www.thelocal.de/national/20120830-44667.html

They are not announcing any details until six hours beforehand, in order to try to hinder countermeasures .

Luthtansa the new Iberia?
 
 
-2 # Faust 2012-09-03 00:55
Carissimi, leggo questo blog con piacere da più di un anno. Mai commentato i post economici perchè non ritengo di avere particolari conoscenze in proposito, sono qui per conoscere. Devo però commentare questo perchè conosco bene il tema, ho sempre avuto rapporti con la pubblica amministrazione e da alcuni anni ci lavoro. Ritengo questa lettera in malafede. Probabilmente non falsa, perchè so benissimo che ci sono situazioni in Italia di questo tenore, al nord come al sud. Ma non rappresentativa della maggioranza della PA. Dove lavoro attualmente non abbiamo mai ricevuto alcuna pressione politica su assunzioni o consulenze. Svolgiamo un'attività scientifica per alcuni aspetti fondamentale e di utilità pubblica che il privato difficilmente affronterebbe, perche scarsamente redditizia nell'immediato. Campiamo cercando fondi nei progetti europei, essendo ben conosciuti in ambito scientifico ma remunerati dallo stato solo per una parte dei nostri costi.
 
 
-1 # Faust 2012-09-03 00:55
Certo abbiamo pressioni ad alto livello su quanto concludiamo nei nostri report, ma lo ritengo ineluttabile, perchè uno dei compiti della politica è quello di indirizzare (a volte in modo corretto, a volte sbagliando). Conosco vari politici a livello locale e posso garantire sulla buona fede di un buon numero di loro. Altri meritano meno, ma la meritocrazia esiste, nella PA e anche nella politica e difficilmente faranno carriera, se non qualche mela particolarmente marcia.
 
 
-1 # Faust 2012-09-03 00:56
Ho conosciuto, in vita mia, un ufficio di PA particolarmente inefficiente: al servizio civile, una soprintendenza ai beni architettonici. Non riuscivo a capacitarmi dell'utilità di quelle vite vuote. Però dopo qualche mese un funzionario che conoscevo solo di vista mi ha chiesto come aiutante e sono finito nel suo ufficio.
Lavorava come un mulo, reggeva praticamente da solo l'istituto e aveva ben chiaro qual'era la sua missione: difendere il patrimonio artistico della città dall'assalto di affaristi e architetti da strapazzo. Un giorno un emissario di Benetton propose velatamente una mazzetta in ufficio per una concessione su un edifico tutelato, lo mandò via con disprezzo. Sono tornato lì qualche mese fa per cercarlo, cercavo una pratica su un edificio. Non c'era più. Gli altri rimasti lì ad aspettare la pensione, lui è stato promosso a dirigente regionale.
 
 
0 # Borderline.Keroro 2012-09-03 08:39
Ebbene, caro Faust, nessuno dice che TUTTI i lavoratori della PA siano inefficienti.
Ci sono anche persone per bene che fanno il loro dovere.
Avendo avuto a che fare con vari uffici PA però, posso assicurarti che in media l'efficienza è bassa, la voglia di fare bene è scoraggiata in tutti i modi (il tuo amico promosso: sicuro che la promozione non sia stata decisa per toglierlo dai piedi? Controlla se adesso il progettino di Benetton è passato, per esempio).
Ho un amico che lavora in ambito pubblico, lo conosco dalle elementari ed è sempre stato uno che lavorava come un mulo. Adesso noto che anche lui tira il culo indietro, e semplicemente perché la carriera la fa chi si gratta, a lui solo le rogne.
Ovvio che chiunque perderebbe ogni entusiasmo.
Avrai tempo per renderti conto anche tu che dove entra il pubblico c'è spreco, corruzione ed inefficienza. Ciao
 
 
+1 # GiorgioM 2012-09-03 08:47
La meritocrazia esiste nella politica? :eek: :eek: :eek:
Qualche buon esempio di meritocrazia nella PA è normale che ci sia, il fatto e che nella PA la meritocrazia è un eccezione, nel libero mercato la meritocrazia invece regna sovrana ;-)
 
 
+1 # GiorgioM 2012-09-03 08:44
Se scarsamente redditizia vuol dire che è un peso abbastanza inutile che grava sulle spalle del contribuente (studia le implicazione che hanno il profitto e la perdita di un' impresa sul resto della società). Se poco redditizia significa che le risorse estorte ai cittadini per sostenere queste ricerche, alla fine, farebbero più felici le persone se restessassero nelle mani dei cittadini stessi, magari eliminando qualche cazzo di gabella una volta ogni 10 anni. Scusa la franchezza, ti assicuro che non è bello dire certe cose a chi come te fa un lavoro in cui crede e son sicuro lo faccia in buona fede.
 
 
-2 # Faust 2012-09-03 09:40
Caro Giorgio, ho scritto scarsamente redditizia "nell'immediato".
Nel lungo periodo il nostro lavoro può far risparmiare miliardi alla collettività (se ci si dedicasse alla prevenzione, piuttosto che alla solita gestione dell'emergenza..) visto che ci occupiamo tra le altre cose di clima, ciclo dell'acqua e rischio idrogeologico.
Mai preoccupato di poter essere un peso, visto che chiedono i ns prodotti sempre più spesso dal resto d'Italia e dall'estero, oltre le possibilità del nostro misero personale.
Per quanto riguarda la meritocrazia nel privato...
Permettimi di ricordarti alcuni 'illuminati' imprenditori e manager del privato italiano: Ligresti, Tronchetti Provera e Colaninno, Benetton e Briatore, i Riva e la loro ottima gestione dell'Ilva, Montezemolo, Profumo... Per non parlare delle due simpatiche canaglie della della politica: de Benedetti e Berlusconi...
 
 
0 # Borderline.Keroro 2012-09-04 11:00
Hai fatto un elenco di nomi.
L'unico di cui non conosco le attività è Briatore, sul quale non mi pronuncio.
Per il resto è tutta gente che fa affari in ItaGlia, per cui è implicata in qualche modo con la politica. In modo diretto o indiretto, non ha importanza.
Prendiamo CdB, grandissimo speculatore. Tessera n. 1 del PD: senza appoggi politici sarebbe in galera, non su uno yacht. Almeno secondo me.
Montezemolo ha avuto ogni sorta di regalo dalla politica: un manager con le sue capacità senza paraculamenti vari non gestirebbe nemmeno il sacco dei numeri della tombola di Natale a S.Vittore.
Profumo è un banchiere; non trovo un insulto peggiore.
Per quanto concerne Tronchetti, visto quello che sta uscendo al processo Telecom (per il poco che si sa), oserei dire che è meglio starsene zitti. Non vorrei che mi capitasse di "suicidarmi" come Bove.
 
 
0 # davide71 2012-09-03 10:12
Ciao a tutti:
il pesce comincia a marcire dalla testa! O cambia la mentalità ai vertici, oppure non si conclude niente. Non è solo un problema morale, ma anche di pura e semplice comprensione economica, e non solo economica...
Per quanto riguarda FAUST mi spiace dirglielo, ma l'utilità della ricerca scientifica dipende tutta dalla levatura etica di chi la applica, ed è già tanto che il genere umano sia sopravvissuto!
 
 
+3 # Folletto 2012-09-03 17:47
Faust cita imprenditori che non sono tali. Lo sono solo nel ruolo di commercianti privilegiati nel rapporto dello Stato.
Senza lo Stato quelli che ha citato, come gran parte dell'imprenditoria itagliana non sarebbero nulla: non sono infatti imprenditori, ma sfruttatori dei rapporti con lo Stato.
Per quanto riguarda l'utilità della ricerca scientifica finanziata dalle mie tasse non vedo in 40 anni di CNR ed Università una sola scoperta o progresso da segnalare. Tutti soldi buttati al vento. Così come il livello della ricerca e dell'Università itagliana in genere è scesa a livelli da Zimbabwe, così come il livello degli studenti che escono da queste istituzioni pubbliche o private finanziate dallo Stato (Bocconi in primis).
Per cui lasciamo perdere: Ti consiglio di leggere questo testo http://www.libreriadelsanto.it/libri/9788849831658/credere-nello-stato.html anche se Mises in Human Action ha già spiegato tutto.
 
 
+1 # GIG64 2012-09-04 13:25
concordo in pieno con Folletto :-)
quelli sono imprenditori come io sono un astronauta
 
2002-2017 Usemlab Economia e Mercati - Credits: Wirinform.com

Le opinioni espresse non costituiscono sollecitazione all'acquisto o vendita di strumenti finanziari
e possono variare senza preavviso.
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica poiche' non viene aggiornato con periodicita' regolare.
Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.
Escort

Informativa sull'utilizzo dei cookie : Questo sito Web utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare l'esperienza di navigazione. Continuando a navigare nel sito, l'utente acconsente al loro utilizzo. Per info o per negare il consenso all'installazione di tutti o di alcuni cookie leggi l'Informativa Estesa. Continuando a navigare nel sito, l'utente acconsente al loro utilizzo.Ok